giovedì 24 giugno 2010
Compagne e compagni
Si può storcere il naso sugli accenti e gli accenni alla movida e ai bamboccioni (che pure ci stanno insieme a tante altre piccole rese di grandi contraddizioni); ma per il resto non possiamo che dire grazie, pure a Mariano Maugeri.
domenica 20 giugno 2010
In bianco
Nel frattempo fa piacere leggere in questa domenica mattina particolarmente patriottica un Mimmo De Masi sul Mattino (in prima e a pag.14) che si scatena contro la gobalizzazione e contro la versione Fiat-Panda, con i suoi effetti sul lavoro e le sue prospettive di robitizzazione di corpi e anime tese a produrre il più insulso tra i veicoli a motore. Un De Masi che addirittura cita il "pezzo" del collega Luciano Gallino del 14 giugno su Repubblica. E conclude, Mimmo, con una citazione illuminante di Borges "quando arrivi a un bivio, imboccalo", forse per dire che siamo con la testa già contro il muro. Che Mimmo sia geniale in certe sue intuizioni è confermato dalla potenza di questa citazione che ha definitivamente sciolto la mia titubanza davanti a un desiderio che da giorni mi insegue. Prendere il simbolo di Fammiscegliere e utilizzarlo per esprimere solidarietà agli operai di Pomigliano, esprimere tangibilmente un partecipazione, una messa in discussione, un voglia di cambiare e di lottare. Una pensata del cavolo, piena di malinconia, tipica di chi la pensa e non la vive, e perciò si può permettere di allungare lo sguardo altrove, di imboccare il bivio, la possibilità, il dubbio, la discussione. Ma almeno questo si facci. E almeno per questo, grazie Mimmo!
ps ovviamente con il permesso del gruppo Fammiscegliere che per il momento possiamo solo promuovere.
mercoledì 16 giugno 2010
D'accordo
doppio vincolo e paradosso
di Franco Berardi*
“Occorre dare vita all’Europa politica, occorre una capacità di decisione politica comune.” Questo è stato per molto tempo il ritornello di molti eurofili benintenzionati. Nei giorni della crisi greca intellettuali come Jurgen Habermas e Barbara Spinelli lo hanno rilanciato con toni drammatici. Mentre la cura neoliberista e la speculazione finanziaria producevano i loro effetti congiunti sull’economia dei paesi più deboli, l’unica salvezza sembrava poter venire da un salto in avanti nell’unità politica.Alla fine sembra di poter dire che gli eurofili sono stati accontentati. Infatti quel che di nuovo è venuto fuori dalla crisi di pprimavera è proprio questo: per la prima volta l’entità europea decide di agire in maniera politicamente coordinata. Peccato che l’unità politica europea si manifesti unicamente come affermazione di una maggior rigidità nell’applicazione delle norme monetariste che governano la vita dell’Unione.
La politica al posto di comando per affermare con decisione che solo la finanza è al posto di comando, e solo gli interessi della finanza contano per il ceto politico europeo. Dopo trent’anni durante i quali, in nome del principio universale di competitività, sono stati attaccati gli istituti dello stato sociale, la previdenza, le pensioni, la scuola pubblica, i trasporti pubblici, ecco che oggi l’unico obiettivo che appare chiaro ai decisori europei è riduzione ulteriore della spesa pubblica, taglio degli stipendi dei lavoratori pubblici, rinvio dell’età di pensionamento, e così. Nessun rispetto per i diritti acquisiti dai lavoratori, nessun rispetto per i bisogni della società. Del resto Thatcher aveva detto: alla parola “società” non corrisponde nulla, e quella affermazione comincia a diventare vera come una profezia che si auto realizza. La società sta in effetti scomparendo, per lasciar posto a una giungla nella quale tutti combattono contro tutti. Dopo la crisi greca le regole del dogmatismo monetarista della Banca Centrale sono irrigidite come se una maggiore dose di veleno potesse funzionare da antidoto. La stretta fiscale colpisce anzitutto la domanda, quindi approfondisce la recessione. L’unico risultato prevedibile è un’ulteriore concentrazione della ricchezza nelle mani della classe finanziaria e un ulteriore impoverimento dei lavoratori. (Continua...)
su Facebook
8 giugno 2010
sulla sua pagina trovate anche un ampio dibattito
mercoledì 9 giugno 2010
Domande
Sappiamo che alle domande il nostro premier di solito non risponde, lo farà il suo governo alle domande da disoccupato che pone Luciano Gallino e che potete trovare qui?
Mi permetto solo una piccolissima aggiunta alle domande di Gallino: perchè la nostra Unione Europea può imporre sulle donne l'età della pensione a 65 anni e non può invece imporre che i tassi di attività femminili raggiungano livelli minimi di "decenza" sociale?
Buona lettura
Susi
lunedì 31 maggio 2010
Basic Income

Per gentile concessione dell'editore pubblichiamo l'intervista di Giuliano Battiston a Philippe Van Parijs dal titolo "Economia e solidarietà" tratta dal numero 119 (maggio 2010) della rivista "Lo Straniero".
Si parla di basic income, un tema che stiamo approfondendo nel cantiere e di cui vorremmo discutere in un prossimo incontro.
mercoledì 19 maggio 2010
venerdì 26 febbraio 2010
primo marzo
1° Marzo 2010
24 ore senza di noi
Questo sito web aderisce alla giornata di lotta dei migranti
Dedichiamo la nostra home page di oggi a tutti i migranti
Il prossimo 1° Marzo sarà una giornata di lotta dei migranti, una giornata per i diritti e la dignità dei migranti, una giornata contro il razzismo e lo sfruttamento.
Il nostro impegno per la difesa dei beni comuni non può essere disgiunto da un impegno a fianco dei migranti.
I migranti non possono essere lasciati soli, in balia di governi che promuovono leggi razziste, in balia di una cultura di odio che li criminalizza e li sfrutta, una cultura xenofoba e fascista che nega il valore del loro lavoro mentre dimentica che siamo noi stessi un popolo di emigranti.
E' una battaglia comune di civiltà, la loro e la nostra, una battaglia in difesa di spazi di democrazia sempre più esigui, in difesa della nostra Costituzione.
L'adesione alla giornata di lotta si può esprimere in tanti modi concreti: nelle piazze, nei luoghi di lavoro e in tante altre sedi. Proponiamo anche una forma che dia maggiore visibilità al nostro impegno e invitiamo chiunque abbia un sito web a prendere alla lettera, mettendolo in pratica, lo slogan che riassume la giornata di lotta dei migranti:
il 1° Marzo oscurate il vostro sito web per 24 ore sostituendo la home page con una pagina gialla (colore scelto per la giornata di protesta) in cui spiegate le ragioni dei migranti e date risalto alle iniziative programmate nella vostra città.
giovedì 25 febbraio 2010
natalità
faccio appello, in particolare a chi si interessa di studi demografici, per chiedere un commento a questo "studio in sintesi" pubblicato da lavoce.info dal titolo "Figli e lavoro: due regioni, due storie diverse".. Il confronto è fra Emilia-Romagna e Campania e le variabili considerate sono il tasso di occupazione femminile (27,3% in Campania - 62,1% in Emilia-Romagna) e il tasso di natalità (1,42 in Campania - 1,47 in Emilia-Romagna). Il fatto che tra il 2008, anno in cui si chiude la forbice che divideva le due regioni (con tassi appaiati sul valore del 1,45%) storicamente caratterizzata da tassi di natalità più alti in Campania, e il 2009 in Campania il tasso scenda di tre punti mentre in Emilia-Romagna sale di due punti si spiegherebbe, secondo gli autori (Del Boca- Rosina) con i livelli fortemente differenziati dei servizi per le famiglie e degli strumenti di conciliazione (asili nido e simili). Non è tanto soprendente l'azzardo di questa interpretazione, considerati i livelli del divario tra i due tassi di occupazione (ben 35 punti), nè il senso generale di un confronto che si propone di valutare un fatto molto particolare (le politiche di conciliazione) utilizzando macrovariabili (fatti molto generali) che in sè contengono una pluralità di cause e di fattori intervenienti (quello più segnalato nei commenti è l'immigrazione). E' il clima culturale in cui si sviluppa questo studio, l'impronta progressista e l'autorevolezza dell'autrice e dell'autore quello che mi sorprende, la scioltezza con cui si presentano divari imbarazzanti che denunciano mondi diversi e ... la Campania. Alain Tourain ha commentato la condizione dell'occupazione femminile in Campania in un recente incontro di studio promosso dall'Associazione Rive Mediterranee che si è tenuto nella sala della Giunta Regionale della Campania e a cui ho avuto la fortuna di partecipare, come una condizione generalizzata di aperta demotivazione e di assenza di desiderio. Concetti a mio avviso estendibili anche alla questione della natalità. Mi soprende che la condizione della Campania, i 35 punti in meno nel tasso di occupazione femminile, siano e facciano da sfondo a una discussione sulla sussistenza di servizi e di diritti di alto profilo come quelli legati alla conciliazione senza che nessuno, nemmeno nella lunga striscia di commenti, si soffermi sull'aperta disuguaglianza e sull'assenza di diritti che oggi mostra la condizione generale di vita in Campania, delle donne e non solo. Ho torto?
susi veneziano
martedì 2 febbraio 2010
Femminilità al lavoro
Non è proprio un raccontarsi come ci invita a fare l'iniziativa di "Rive del Mediterraneo" in programma venerdì prossimo qui. Ciò nonostante, l'articolo di Lea Melandri che proponiamo riprende e sviluppa il discorso aperto dal Manifesto sul lavoro lanciato dalla rivista "Sottosopra" e dalla Libreria delle Donne di Milano nell'autunno scorso (maggiori dettagli nella nostra rubrica Oggi in cantiere). Può essere, in questo senso, una buona anteprima per l'appuntamento di venerdì. Sempre sulla stessa iniziativa, segnaliamo l'inserto del Corriere della Sera - Mezzogiorno di domenica scorsa, con un numero speciale di "Un Mare di donne" dedicato ai temi del lavoro.
venerdì 20 novembre 2009
Immagina che il reddito
Note a margine del “Manifesto del lavoro”, Libreria delle donne Milano
di Cristina Morini, Andrea Fumagalli
1/11/2009
(NDR su "Immagina che il lavoro" il documento pubblicato sulla rivista "Sottosopra" trovate notizie e riferimenti nella rubrica di Arcipelago Napoli "Oggi in Cantiere".)
Tra i cambiamenti che hanno segnato il passaggio dal capitalismo industriale-fordista a quello cognitivo-relazionale, un ruolo rilevante occupa il nuovo protagonismo femminile. Un vistoso processo di femminilizzazione del lavoro si è accompagnato alla marcata valorizzazione (in termini capitalistici) di quelle facoltà linguistico-relazionali, di attenzione e di cura che rappresentano un portato storico delle donne.
Nel corso dell’ultimo decennio le analisi sul tema sono state numerose, soprattutto all’interno della corrente di pensiero che si rifà all’esperienza dell’inchiesta di matrice operaista. Nella materialità delle esistenze al lavoro si rintraccia l’avvenuto superamento delle tradizionali dicotomie fordiste (produzione-riproduzione, tempo di lavoro-tempo di vita, lavoro manuale-lavoro intellettuale) e tutto ciò diviene il centro di nuove elaborazioni sulla composizione del lavoro vivo contemporaneo. L’abbattimento dei confini tra vita e lavoro, ovvero tra produzione e riproduzione, è oggi uno dei cardini su cui si fonda il meccanismo di valorizzazione (e quindi di sfruttamento) del capitalismo cognitivo-relazionale. Quest’ultimo si caratterizza per un’ambivalenza che va osservata in profondità. Nel momento in cui l’insieme delle facoltà umane (dal corpo al cervello passando per il cuore) divengono parte integrante del processo produttivo, si assiste anche a una crescente soggettivazione del lavoro, la cui percezione si moltiplica e si differenzia in modo esponenziale. Dietro la promessa salvifica dell’opportunità che individualità e “differenze” si possano esprimere in tutta la potenza creativa nell’atto del lavoro, si celano forme sofisticate di comando, di condizionamento sociale e gerarchico. Un lato oscuro su cui non è possibile sorvolare se si vuole evitare ogni sospetto di ideologismo. Un lato oscuro che può servire a spiegare anche i suicidi di France Télécom e la tristezza che, secondo inchieste recenti, sembrerebbe pervadere soprattutto le donne. La valorizzazione nel capitalismo cognitivo-relazionale, infatti, si manifesta tutta la sua efficacia proprio tramite un processo di espropriazione della cooperazione sociale, delle intelligenze e delle sensibilità coinvolte. E ciò diventa possibile perché le condizioni di ricattabilità a cui si è sottoposti nel mercato del lavoro sono sempre più marcate e violente. Il processo di precarizzazione strutturale del lavoro (che si trasforma in precarietà esistenziale) oltre alla divisione cognitiva e migrante del lavoro ne rappresentano i cardini principali. Continua...
mercoledì 18 novembre 2009
Ancora sulla legge regionale per il lavoro
Ad integrazione delle note già pubblicate, e in preparazione di un cantiere su questo argomento, proponiamo le conclusioni di un interessante saggio di Maria Cristina Cimaglia e Fabio Corbisiero* dal titolo "Occupare conviene. Incusione sociale e integrazione fra politiche del lavoro e politiche sociali nel caso della regione Campania", in Working Papers Nuovi Lavori, rivista quadrimestrale n. 1, anno I del 24 Novembre 2008. Il testo completo del saggio è qui. Anche chi non è proprio "radicale" come forse siamo noi dell'Arcipelago sembra pensarla molto simile a noi, e anche con chi non è priorio "radicale" come noi si può imparare, discutere, cambiare.
Conclusioni
Lo spaccato offerto dall’indagine qualitativa sul mercato del lavoro in Campania** ha posto in primo piano la debolezza di un sistema produttivo fondato sul perseguimento della competitività e sull’abbattimento del costi del lavoro, oltre che sulla diminuzione delle tutele dei lavoratori. Politiche del lavoro e politiche sociali basate su incentivi che non si misurano direttamente con i vincoli del mercato locale o calibrate su sistemi asintotici come il reddito di cittadinanza si sono dimostrate inefficaci. Un lavoro discontinuo e flessibile, con scarse garanzie e tutele – tra cui vanno annoverate anche quelle garantite dalla legge, ma difficilmente reclamate e reclamabili di fatto dai lavoratori – da cui si ricava un reddito insufficiente ad una vita dignitosa, non ha come effetto soltanto quello di aumentare la percezione del senso di precarietà del lavoro ma anche quello di frantumare, nelle sue fondamenta, il contratto sociale su cui si è eretta la società contemporanea. È il venir meno di quel senso di fiducia che è alla base del patto tra generazioni su cui si fonda la tutela pensionistica, del patto fra occupati e disoccupati che è alla base del nostro sistema di ammortizzatori sociali e tutele previdenziali, e ancora del patto fra popolazione attiva e persone temporaneamente o permanentemente non occupabili su cui si regge il sistema di assistenza sociale e, più in generale, è il venir meno del senso di fiducia tra il cittadino e lo Stato.Come ha mostrato l’evidenza empirica restituita in questo saggio, l’illegalità non si traduce per default in criminalità organizzata, ma può assumere tante sfaccettature che vanno dalla truffa malcelata (come nel caso dei part-timer che in realtà sono impiegati a tempo pieno) al lavoro sommerso e atipico a vita. Continua...
sabato 14 novembre 2009
La truffa economica
venerdì 13 novembre 2009
Cosa succede a San Nicola Varco
Aggiornamenti sul presidio
Oggi c'è il presidio
Comunicato della CGIL
SAN NICOLA VARCO. CGIL SALERNO: DOMANI PRESIDIO CONTRO OPERAZIONE GRAVE E REPRESSIVA
(US CGIL CAMPANIA) - Napoli, 12 novembre - Cgil Campania e Cgil Salerno presidieranno domani - alle 11.00 - in Piazza Amendola, lo spazio antistante gli uffici della Prefettura "per manifestare il proprio dissenso ad una operazione grave, repressiva, persecutoria e sbagliata".
"L'iniziativa - informano - è organizzata a seguito dell’operazione di polizia messa in atto da Questore e Prefetto di Salerno nei confronti degli immigrati ospitati presso la struttura del Comune di Sicignano, atto che si configura come una vera e propria “caccia all’immigrato”, e delle altre operazioni in corso nella Piana del Sele".
"La grave situazione che si è determinata nella nostra provincia - afferma Franco Tavella, segretario Cgil Salerno - sarà testimoniata in un intervento che un lavoratore immigrato della Piana del Sele terrà a Roma durante la grande manifestazione nazionale prevista per sabato 14 novembre e che si concluderà in Piazza del Popolo".
Cgil Campania e Cgil Salerno invitano "tutti i lavoratori, i giovani, i pensionati, le associazioni, gli immigrati ed i democratici a partecipare". Continua...
Nessun dorma!
"(...) La seconda decisione che affronterebbe il grave problema della disoccupazione è quello di non concedere nessun sussidio se non in contropartita di un servizio reso allo Stato. (...) Questa soluzione richiede la riorganizzazione della rete di assistenza sociale collegandola con gli infiniti bisogni delle diverse articolazioni dello Stato. In breve, per una serie di ovvi motivi non ci dovrebbe essere un pranzo gratis.(il neretto è nostro ndr) Non è un ritorno ai lavori socialmente utili che richiedevano maggiori spese, ma solo l'aggancio delle attuali spese a una politica di governo che tenga impegnati i lavoratori assistiti per vari motivi e soddisfi i molteplici bisogni insoddisfatti dello Stato, dalla scuola alla rete culturale e alla stessa magistratura (...)."
Sono stralci di un articolo di Paolo Savona (Il Mattino 11 nov 2009) dal titolo "Le risposte ai disoccupati". Non si comprende chi siano i sussidiati a cui Savona si riferisce, poichè i disoccupati che percepiscono redditi in Italia sono soltanto coloro che beneficiano della indennità di disoccupazione e gli occupati sospesi dal lavoro che percepiscono la cassa integrazione guadagni. Sono solo una parte minoritaria di coloro che perdono un lavoro, e i redditi di cui beneficiano provengono dai contributi assicurativi versati dalle imrpese e da tutti i lavoratori. Non si tratta di sussidi ma dei redditi di un sistema "assicurativo" o previdenziale (nel caso dei cassintegrati) che non prevede contropartite per il semplice fatto che è già stato "pagato". Continua...
martedì 10 novembre 2009
Una legge del buon lavoro tra sottoccupazione e povertà
Il Testo unico della normativa della Regione Campania in materia di lavoro e formazione professionale e per la promozione della qualità del lavoro, approvato dal Consiglio regionale nel mese di ottobre, coglie aspetti centrali del mercato del lavoro regionale, quali la diffusione di massa della sottoccupazione e della cattiva occupazione e i fenomeni di emarginazione e di esclusione dal lavoro e dai diritti al lavoro e del lavoro di una ampia parte della popolazione, in particolare delle donne, della popolazione meno qualificata e scolarizzata, della popolazione giovane anche qualificata e scolarizzata.
L’analisi su cui gli indirizzi politici della legge si basano è corretta, così come quella che definisce il quadro delle tipologie di interventi che l’ente regionale è chiamato a realizzare, ferme restando le prerogative esclusive della legislazione nazionale in materia di lavoro che riguardano in particolare le materie diritto del lavoro, previdenza sociale obbligatoria, ammortizzatori sociali, contratto collettivo di lavoro. Il valore sostanziale, e anche simbolico, assegnato negli indirizzi politici della legge alla qualità del lavoro è anch’esso corretto e importante. Essa andrebbe presentata e promossa per quello che è il suo obiettivo principale: come una legge sul “buon lavoro”.
La praticabilità delle politiche e dei funzionamenti che l’attuazione delle disposizioni contenute nel testo unico richiede appare invece incerta e discutibile, il che non significa che sia debole in sé, piuttosto che sia condizionata dal mantenere fermo e visibile il valore dell’indirizzo politico che si è inteso seguire. Il fatto che ci siano voluti ben 3 anni per approvare il testo, malgrado la completa convergenza che su esso hanno a suo tempo unitariamente espresso le parti sociali, è un segnale già preoccupante delle difficoltà di “mantenere il punto”. Anche il sorprendente silenzio, la scarsa informazione di stampa e l’assenza di dibattito seguiti all’approvazione della legge fanno temere che non sia considerato in pieno il patrimonio e il potenziale di risorse e di strumenti che la legge mette a disposizione del lavoro nella nostra regione. Continua...
sv
ps si può consultare il testo defintivo approvato dal Consiglio Regionale con in evidenza i due emendamenti che modificano il disegno di legge presentato dalla Giunta. IL testo chiarisce ogni dubbio sulla questione delle stabilizzazioni che riguardano esclusivamente i lavoratori socialmente utili impiegati in attività realizate dalla Regione Campania.
sabato 7 novembre 2009
Costituzione Lavoro Mezzogiorno
Il convegno di questa mattina, al quale ho assistito, era centrato sul tema del lavoro, rispetto ai principi fondanti della costituzione e qui nel Mezzogiorno. L'ho lasciato all'inizio di una comunicazione sulla condizione femminile (che avevo letto sul sito e considerato che si era fatta l'ora di tornare a casa), pensando tra me e me: se la repubblica nostra è fondata sul lavoro è una repubblica di maschi. Gli interventi di Rusciano, Dell'Aringa e Pugliese sono stati molto interessanti ma soprattutto è apparso evidente in tutti gli interventi che le politiche attive del lavoro hanno registrato un sostanziale fallimento, il peggiore dei fallimenti possibili: l'aumento del dualismo territoriale con il forte e progressivo arretramento delle condizioni di occupazione nelle regioni del Sud rispetto alla capacità di crescita delle aree più sviluppate. Si torna dunque a parlare, come è necessario, di politiche di sviluppo (industriale e della qualità) e di politiche di welfare (e di riforma degli ammortizzatori sociali, con misure che curino anche l'assistenza e la lotta alla povertà). Sono le chiavi entro cui si dovrebbe intervenire per attivare una crescita equiilibrata di lavoro in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna.Si fossero capite una ventina di anni fa, queste cose che adesso appaiono così visibili e semplici da capire, che oggi sono affermate e assodate con sciolto buon senso, forse non saremmo così indietro e così in basso, tanto in basso che venirne fuori è davvero molto difficile.
Ma a parte quello che penso io e per compensare la mia ridotta capacità e disponibilità di raccontare più estesamente cosa si è detto nel convegno, suggerisco di consultare i materiali di preparazione che trovate qui, nel sito della Fondazione.
susi veneziano
lunedì 2 novembre 2009
un mese dopo: povertà, reddito di cittadinanza, reti basse, DKm0, arcipelago napoli
Torniamo dopo circa un mese di silenzio e questa volta non occasionalmente. Ci siamo incontrati per due volte nelle ultime settimane, in sei "fedelissime/i" per capire se e come portare avanti l'esperienza del cantiere sociale. D'accordo sul continuare, abbiamo individuato tre cose da fare nei prossimi mesi: un cantiere del tipo di quello di due anni fa, per chiamare tutti i circa 150 che vi parteciparono e che in gran parte sono tuttora in relazione con il cantiere, e per discutere in pubblico e apertamente sul tema della povertà. Paola ed io stiamo lavorando da un paio di mesi per approfondire l'analisi sulle condizioni economiche della popolazione a Napoli e in Campania e sull'idea lanciata di recente da Gallino di discutere anche in Italia di basic income, del diritto universale e incondizionato a disporre di un reddito di base per vivere, un reddito di cittadinanza. Di reddito di cittadinanza si è parlato anche di recente sia in sedi accademiche che nel dibattito politico-istituzonale. L'argomento in Campania è nell'agenda politica e se ne parla nella Delibera sulla finanziaria regionale 2010 approvata in questi giorni dalla giunta regionale. L'esperimento avviato con il reddito minimo a Napoli nel 2000- 2003 e la nuova sperimentazione avviata con la legge regionale n.2 del 2004, giunta al suo quarto anno di attivazione, a nostro avviso permettono e richiedono una non più rinviabile decisione definitiva sulle modalità e sulle condizioni per strutturare stabilmente, a livello regionale, uno strumento tipo basic income. L'argomento trova infine proprio nella Campania un terreno di confronto ideale dal momento che qui si è sperimentato più che altrove e soprattutto che qui più che altrove le condizioni economiche della popolazione, generano tensioni e malessere, ispirano sfiducia e rassegnazione, suscitano una indignazione diffusa ma sopita, che senza politica resta impotente e stagnante.
Ma accanto alla ricerca e all'analisi politica e sociale, il cantiere vuole anche sostenere pratiche politiche significative di contrasto alla nondemocrazia, alla violenza, alla mortificazione e al maltrattamento di chi ha meno o di chi è diversa/o e non può nè difendersi e nè ribellarsi ai poteri forti e ai più forti. Su questa posizione vogliamo continuare a sviluppare e a sostenere campagne politiche e pratiche politiche, come la campagna sulle "Impronte", quella del "Mi dichiaro clandestino", del "Io curo non denuncio" e le tante altre significative che abbiamo portato avanti sul welfare, l'immigrazione, l'istruzione, l'inizio e la fine della vita, l'ambiente, i rifiuti, i beni comuni ecc...
E vogliamo anche portare avanti il lavoro sulle reti basse, sull'economia solidale, sui gruppi di acquisto e le esperienze di reciprocità. L'idea è di muovere esperienze concrete intorno ad un luogo nato da poco nel centro della città come laboratorio di rapporti veri e solidali. Il luogo è il Centro Interculturale Nanà e intorno a Nanà inizieremo ad attivare esperimenti di economia solidale.
Infine, per riprendere davvero con il blog e rimetterci dentro il circuito di informazione e documentazione del social network riassumiamo alcuni fatti che più ci hanno interessato e ci interessano, iniziati nell'ultimo mese e ... in divenire:
Il cidi prepara un incontro per mercoledi 11 novembre alle 16.30 presso il Cidi (Via Trinità degli Spagnoli,41) con l'introduzione di Michele Prospero, docente di Filosofia Politica presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Il tema è "La democrazia bloccata. Perchè la sinistra perde".E mette meritoriamente in circolo una interessante documentazione che prepara al dibattito. La trovate qui.
La Regione Campania ha una legge regionale sul lavoro, il cui testo è qui, ne vorremmo discutere nel cantiere e vi proporremo presto alcuni approdonfimenti e un incontro ad hoc.
Interessante è anche il manifesto sul lavoro proposto dalla Libreria delle donne di Milano e pubblicato nella rivista Sottosopra. Si intitola "Immagina che il lavoro", non è disponibile sul web ma ne trovate resoconti qui. Anche su questo, magari intrecciando il discorso sulla legge regionale, vorremmo discutere nel cantiere.
Mi dichiaro clandestino è diventato un sito, collegato a Carta, il gruppo che avevamo aperto su Facebook può trasferirsi lì. Tra qualche giorno lo chiuderemo, ringraziando tutte e tutti i "clandestinanti" con un affettuoso arrivederci.
Democrazia Km0 sta preparando i resoconti dell'incontro alle Piagge che pubblicheremo appena saranno pronti. E a proposito delle Piagge esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a Don Alessandro.
martedì 15 settembre 2009
Cosaperchi
Brucando nella stampa della scorsa settimana ho notato in particolare due pezzi quello di Giovanni Laino sul centro storico e quello del Denaro sulla spesa per sostegni al reddito in Campania. Si leggono entrambi molto velocemente. Direi purtroppo, perche entrambe le questioni, solo in apparenza tra loro slegate, meriterebbero molto più spazio e approfondimento.
Al centro dell'attenzione ci sono le questioni sociali della emarginazione, della povertà e della disoccupazione nella nostra città e nella nostra regione. Giovanni affronta il problema della progettualità degli interventi pubblici locali di riqualificazione urbana mettendo in evidenza la necessità che in questi interventi si parta e si arrivi con idee e pratiche di politica sociale, con un'azione educativa, inclusiva, assistenziale, partecipativa, civica e solidale rivolta alla popolazione dei luoghi. L'assessore regionale al lavoro presenta invece il quadro dell'ammontare degli interventi con cui si assistono le persone in difficoltà sul mercato del lavoro con misure di sostegno al reddito e di spinta-aiuto all'inserimento. Il riferimento che l'assessore fa al fatto che gli interventi assistenziali siano necessari ma non sufficienti in assenza di sviluppo economico industriale e occupazionale fa il paio con quanto sostiene Giovanni a proposito degli interventi sui manufatti senza interventi sui bisogni di persone, nuclei familiari, strutture sociali, botteghe, servizi, mercati ecc.. Ed appare evidente che da un lato si continuerà solo a intervenire sui manufatti del territorio, dall'altro nulla avranno a che vedere i disoccupati assistiti di oggi con il manufacturing di domani.
Nel mentre il nostro centro storico è sempre più invivibile socialmente, dominato dall'adattamento ai bisogni materiali primari inadeguatamente soddisfatti. Nel mentre il fatto più eclatante del nostro mercato del lavoro è che questo mercato si erode, perde quantità di occupati e di disoccupati, soprattutto perde giovani e qualità (diplomati e laureati), insomma perde forza e centralità in termini di remuneratività del lavoro, capacità di produrre, composizione della struttura economica, forze di lavoro, giovani leve, alte professionalità.
Nel mentre, però, c'è anche Luciano Gallino che richiama l'attenzione sul nostro welfare disastrato e propone essenzialmente alle forze politiche e sindacali "democratiche" di guardare ad un sistema radicalmente diverso di contrasto alla povertà e alla disoccupazione: il reddito di base. Gallino ne parla come di un atto dovuto ( suggeriremmo "reddito dovuto" visto che la prima difficoltà che traspare è proprio di definizione) rovesciando completamente il pensiero liberare e le moderne teorie sul welfare della reciprocità, degli atti dovuti da parte di chi è assistito. Ed è questo il punto più interessante del suo discorso. Può essere questa idea il filo con cui ricucire le progettualità divise di cui parla Giovanni e le realtà frantumate che l'assessore palesa? Quello che mi sembra soprattutto interessante è l'invito a confrontarsi su questo tema.
Dirò cosa penso molto brevemente. Sicurezza economica come atto dovuto è un'idea che condivido sotto ogni punto di vista, dal filosofico all'esistenziale (mi potrei persino licenziare finalmente). Tutto sommato è l'idea del comunismo (dove però mai mi sarei potuta licenziare), di un comunismo evoluzionista, che senza negare il mercato tende a dare centralità alla cittadinanza, alla politica e al pubblico, alla questione sociale. E' giusto? si secondo me è giusto. E' fattibile? Concordo con l'analisi di Gallino secondo cui si trattarebbe di un sistema alternativo a quello attuale non certo poco oneroso per la fiscalità e le contribuzioni e pieno di ingiustiozie e di inefficienze. Dunque probabilmente è fattibile, ma la cosa è da verificare.
venerdì 19 giugno 2009
Istat lavoro - I trimestre 2009 - Il Sud abbandona il lavoro

Strano paese l’Italia del lavoro, un paese diviso da divari territoriali profondi che producono differenze significative anche nella composizione delle forze di lavoro. La differenza che sta emergendo con più forza in questi anni è che nel Sud le forze di lavoro perdono occupati ma perdono anche disoccupati. Il fenomeno dominante è l’abbandono: fuga, clandestinità, illegalità, assistenza, famiglia, ecc. Un fenomeno che appare molto evidente se scorriamo la sintetica nota statistica dell’Istat sulle forze di lavoro (primo trimestre 2009) e ci soffermiamo sulle variazioni assolute delle principali grandezze (in tabella). I dati confermano le attese della crisi con un forte calo di occupati (-204 mila). La crisi, secondo gli osservatori economici, colpisce soprattutto il Nord, eppure i dati rilevano una perdita di occupati nel Sud (-114 mila) e indicano che le ripartizioni meno colpite sono proprio quelle settentrionali. Ma il dato che più interessa è che fine fanno gli occupati persi: nel Centro Nord alimentano la crescita di disoccupazione, nel Sud sono fuori dal mercato del lavoro.Continua...
Susi Veneziano
venerdì 22 maggio 2009
Riassunto sull'affare disoccupazione
Oggi è la volta dell'Assessore Bernardo Tuccillo, candidato nelle liste Europee per Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, intervistato sempre per il Corriere del Mezzogiorno, da Patrizio Mannu. Come osserva Daniela Lepore nel suo post su decidiamoinsieme (e con il merito davvero speciale di aver trovato l'isola che vedete), " Il sussidio poi finisce, spiega l’assessore. (...) E questo fatto supera tutti gli argomenti che il volenteroso Patrizio Mannu prova a gettare nell’intervista, compresa l’altra evidenza, che la storia dei nostri disoccupati perenni non finisce mai. Per non parlare dell’opportunità di lanciare un bando della Provincia in piena campagna elettorale per la Provincia medesima."
Il bando in questione riguarderebbe i disoccupati di lunga durata e corsi di orientamento propedeutici ai corsi di formazione e alle work esperience, cioè all'approdo Isola-Agenzia regionale.
Ieri invece Paolo Grassi, sempre sul CorMez tirava le somme del progetto Isola, somme sommarie, come le informazioni raccolte tra i "passanti" assessori al lavoro regionale e provinciale. Sommessamente avvilenti, in ogni caso, per risultato, realizzazione, impatto e costo. Sommessamente, visto che a parlarne è solo il Corriere e due affannati blog della città, decidiamoinsieme, fortunato ospite di un sorprendente malpensante commentatore, e il nostro.
Intanto però, la proposta di un patto, lanciata ieri da questo nostro blog, con una regola semplice semplice "terminale" per l'essenza dell'intera vicenda (la trovate anche su facebook qui se ci siete, siete miei amici, e potreste sempre esserlo), sembra interessare qualcuno, così come quella, venuta dalle considerazioni sull'ampia gravità di quel che accade, a anche sull'ampia documentazione che sta circolando, di mettere insieme un libro bianco sull'argomento, una sorta di rassegna commentata (commentatore di cui sopra permettendo). Il dossier e la proposta di patto potrebbero approdare a un incontro pubblico - conferenza stampa da fare prima delle elezioni (e possibilmente delle decisioni sciagurate sul nuovo bando e sulla nuova agenzia).
La proposta sta circolando anche su facebook e nel gruppo segnali di fumo. Finora ha riposto chi ci è più vicino e ha meno mani legate, ma è comunque significativo che Giovanni Laino, Monica Tavernini, Nino Caroleo, Roberto Serpieri, Enrica Morlicchio, Sergio D'angelo, Giustina Orientale Caputo, Salvatore Pirozzi, Francesco Iacotucci, Ugo Marani, Enrico Rebeggiani, Flora Savastano, Paola Pagliuca, Gianni De Luca, e al solito, Paola Clarizia, Giovanna D'Alonzo, Andrea Morniroli, Patrizia Di Monte, Daniela Lepore abbiano dato un segno di interesse, apprezzamento, adesione e si siano detti sostanzialmente, con sfumature e commenti diversi, d'accordo. Grazie.
E' tutto per oggi. Ma le altre e gli altri del cantiere che ne pensano?
ps a Daniela e a decidiamoinsiele non potevo non rubare l'isola e linkare la fonte con il suo bel narrare
Le puntate precedenti
la città in balia dell'affare disoccupazione
aggiornamento del 20 maggio
Non siamo solo noi. Dell'affare disoccupazione si interessa anche decidiamoinsieme, con disoccupati1 e 2 e con la collaborazione di un commentatore malpensante che si è messo con pazienza a riscrivere con interessantissime annotazioni le interviste di Viespoli e di Gabriele al Corriere del Mezzogiorno. Interviene anche l'assessore D'Antonio a cui l'assessore Gabriele nella sua intervista replica. Napolionline.org riporta i vari articoli di stampa sull'argomento.
sull'argomento:
I 3mila disoccupati (molto) organizzati, scritto da Mariano Maugeri su Il Sole24ore, 17-05-2009 da napolionline.org
Così in regione si fabbricano voti e clientele, scritto da Ugo Marani su la Repubblica Napoli, 26-04-2009 da napolionline.org
L'ammuina per 600 euro al mese, scritto da Antonio Rossitto su Panorama, 7 maggio 2009
i testi collegati sono tratti da il mattino del 16/05/2009






