la rete è anche questo, un modo per insegnare e per imparare, di tutto di più, e nel modo migliore possibile, come nel caso di questa perfetta maestra di piano. Roba impensabile fino a meno di cinque anni fa. E mentre mi diverto a strimpellare per imitazione, penso che qualcuno lo sta facendo con lo stesso spirito e nello stesso istante in qualunque parte del mondo. Una buona ragione anche questa per difendere la rete, come propone l'Istituo per le politiche dell'innovazione, con una iniziativa pubblica.
ps chi non vuole "imparare" naturalmente si può fermare solo alla prima parte del video, con tanti auguri di buon natale e buon anno.
venerdì 18 dicembre 2009
Libera rete
sabato 21 novembre 2009
Carta e Cantieri Sociali
Care e cari,
questo è un invito: il 12 dicembre, sabato, noi di Carta vorremmo incontrare soci e collaboratori, corrispondenti e amici, compagni dell’associazione Cantieri sociali, in breve la nostra «famiglia allargata». A noi pare di essere a un punto di svolta, e per decidere da che parte andare abbiamo bisogno dell’intelligenza e della vicinanza di tutti voi. Forse è la riunione più importante, sul destino di Carta, dopo quella che nel 1998, in un centro sociale romano, ne accompagnò la nascita.
Da almeno un anno, o più, abbiamo l’impressione di essere «oltre». Carta è nata perché pensavamo che le coordinate culturali, organizzative, politiche della sinistra fossero al capolinea, e che il tornante dell’inizio del secolo avrebbe cambiato profondamente il panorama globale. Questi processi si sono compiuti, nel bene e soprattutto nel male: perciò nell’ultimo anno abbiamo proposto, o accompagnato, tra le altre cose, il passaggio dell’economia sociale [o solidale] dallo stato di sperimentazione a quello di alternativa al liberismo in crisi; la diffusione di un simbolo, «Clandestino», che allude non solo alla questione principale della nostra epoca, ma alla condizione di cittadino senza diritti; l’avvio di una colleganza, tra movimenti, comitati e liste locali di cittadinanza, che chiamiamo «Democrazia chilometro zero»; la giornata di studio sui Piani Casa, organizzata con Eddyburg, che è – speriamo – l’inizio di una rete più ampia di ricerca e di proposta che possa fare da sponda per comitati e movimenti cittadini, e il cui obiettivo è: consumo di suolo zero. Si possono citare anche il lavoro che i Cantieri sociali fanno – sempre facendo rete - nel Veneto, a Napoli, nelle Marche… In poche parole, cerchiamo di attrezzarci al «dopo»: dopo i partiti di sinistra, dopo la democrazia rappresentativa, dopo il lavoro fordista.
Vale, tutto questo? E se sì, come essere più efficaci sia dal punto di vista dell’elaborazione del discorso sia quanto a mezzi di comunicazione? O siamo destinati ad essere semplicemente travolti dalla barbarie?
Allo stesso tempo, la crisi morde ferocemente anche noi, com’è ovvio. La carta stampata è ovunque in una crisi drammatica. Ancora non sappiamo quanta parte dei contributi di legge ci sarà effettivamente versata alla fine dell’anno e quanto la stessa legge durerà. Tendiamo a chiudere ogni anno, nonostante i feroci risparmi, con un deficit abbastanza modesto, che però si accumula. La nostra «cassa» è sempre vuota e gli stipendi sono in un ritardo quasi insostenibile. Dunque, la domanda che ci poniamo è: in un contesto come questo, quale cambiamento – se necessario radicale – dobbiamo fare per migliorare la nostra comunicazione e insieme mettere la cooperativa in grado di reggersi da sé, in tendenza [ma potrebbe avvenire presto] senza la legge per l’editoria cooperativa?
Sono domande che certo riguardano il futuro del settimanale e del sito e di tutte le altre cose che facciamo, nonché delle persone che da Carta ricavano il loro reddito. Ma, ci pare, incrociano questioni basilari di questo periodo.
Dunque, se avrete la voglia di discorrere con noi, fatecelo sapere al più presto. Vi assicuriamo che non sarà una giornata triste e faticosa, ma il più possibile serena e conviviale [ci saranno anche cosa buone da mangiare].
Grazie
Gigi Sullo
mercoledì 9 settembre 2009
l'ultimo mike
L'uomo medio
Giuliano Santoro
«Idolatrato da milioni di persone, quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita [questa è l'uni- ca virtù che egli possiede in grado eccedente] ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica». Le parole con cui nel 1961, Umberto Eco descriveva il re dei quiz televisivi nella celeberrima «Fenomenologia di Mike Bongiorno» calzano a pennel- lo al successo di Silvio Berlusconi. Con la differenza che nel frattempo la «mediocrità assoluta» non è più parte del sollazzo serale, non è una trasgressiva ritirata nella banalità. Si è fatta aggressi- va e rumorosa, è diventata debordante. La raffinata costruzione del nulla preconizzata da Andy Wharol a proposito della società di massa ha fatto della medi- ocrità un modello vincente, che si comprende turan- dosi il naso e guardandolo dritto negli occhi, senza dimenticare che la comunicazione è sempre un campo di battaglia. Nel frattempo è accaduto che Mike fosse sul punto di intraprendere la sua terza vita televisiva. Dopo l'epoca pionieristica della Rai e l'avventura infarcita di televendite con le antenne abusive berlusconiane, il conduttore per antonomasia stava per approdare sulle parabole di Sky. Era stato reclutato dallo squalo dei media globale, pronto a sfidare il nazionalpopolare berlusconiano, accerchiato da ammiccamenti ironici [era davvero Mike o un'imitazione di Fiorello?] e con- dito con citazionismi postmoderni [come a dire «Non facciamo sul serio»]. Forse è stato troppo anche per un immortale della televisione. Oggi se n’è andato.
domenica 21 dicembre 2008
CARTA e noi


Senza Carta non c'è Arcipelago Napoli,
non sarebbe mai nato questo spazio web che più di 4.000 internauti hanno visitato e che vive a gratis e può spendere solo se stesso. Un regalo per il nostro settimanale lo chiediamo a tutte le amiche e gli amici che ci vogliono bene.
Grazie e buoni giorni di festa.
venerdì 31 ottobre 2008
e sexy ?
Stasera nella stazione centrale ho notato vari megamanifesti di promozione dell'Unità. Ho notato prima l'Unità, e ho pensato che forse con quest'onda di mobilitazioni verso Roma non c'era momento migliore per pubblicizzare il giornale nelle stazioni e ho pensato pure che era una bella coincidenza se inceve la campagna capitava in questo momento solo per caso, solo per il lancio del nuovo look del quotidiano. Poi ho scorso tutti gli aggettivi sul culo della ragazza in minogonna, attendendo invano che il giornale maschio l'unità femmina si chiamasse anche sexy, almeno per onestà intellettuale, almeno questa libertà, almeno questo coraggio. Me ne sono andata in metro incazzata nera.
A casa ho trovato la solita messe di mail di Giampiero piene di proposte per il nostro blog e tra le altre anche un pezzo dell'Unità sulle nuove disposizioni di legge che puniscono severamente il deposito di rifiuti ingombranti, solo in Campania. E la storia del manifesto pubblicitario mi è tornata in mente e il link di Giampiero al sito dell'Unità, in cui la stessa pubblicità imperversa, mi è sembrato un segno del destino.
E' l'età, non fateci caso, indurisce le arterie e parte l'alterosclerosi.
martedì 5 febbraio 2008
Spazio pubblico.... virtuale
dal sito dell'Agenzia di stampa PRIMA
MICROSOFT, YAHOO E GOOGLE: LA RETE COME CAMPO DI CONQUISTA
(PRIMA) ROMA - Nei giorni scorsi Microsoft ha manifestato l’intenzione di acquisire Yahoo, il motore di ricerca più utilizzato su Internet dopo Google. La rete è dunque, ancora una volta, il campo di conquista dove si decideranno le sorti e le fortune dei colossi digitali nei prossimi anni. Come in qualsiasi altra grande corporation del settore industriale o finanziario, la dimensione d’impresa determina il livello di competitività di un’organizzazione e ne garantisce successo e stabilità. Pare definitivamente tramontata l’utopia libertaria e creativa dei “venditori di futuro” che, partendo da folgoranti intuizioni, raccoglievano capitali di ventura e disponibilità di investitori a scommettere sul futuro. Non c’è più l’enfasi di un tempo sulla nuova economia, sulle nuove potenzialità tecnologiche, su modi di comunicare in grado di cambiare addirittura i rapporti tra le persone e il loro stile di vita. È il realismo delle leggi di mercato che trionfa. Del resto, che Internet non fosse solo quel luogo aperto e libero, dove tutto è ancora possibile, era ormai evidente da tempo. I processi di concentrazione globalizzati, ancora una volta, ci mostrano che la tanta decantata orizzontalità del media è in realtà qualcosa che deve fare i conti con logiche di produttività e redditività che valgono anche per le imprese digitali. E allora, tutto è irrimediabilmente compromesso? Si tratta, forse, di riprendere la lezione di un noto studioso di società delle reti, Manuel Castells. Egli suggerisce di usare la rete almeno per difendere identità culturali collettive minacciate (conservando ambiente, culture locali, spirito e tradizioni comunitarie), confidando in tempi migliori per sviluppare identità progettuali, quando il network servirà davvero per innovare e contribuire al mutamento della società. Del resto anche Brecht, parlava dei tempi bui (in altri e più drammatici periodi, certo) e di come fosse inevitabile farci i conti. In attesa di tempi migliori. (PRIMA)
Data: 04/02/08 12:12
Autore: CAV
