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lunedì 27 giugno 2011

Plebiscito Indignato


Presidio Permanente per il supporto all’attuazione del Piano dei rifiuti del ComuneIl Presidio autoconvocato e autorganizzato nasce dall’esigenza dei cittadini napoletani di dare il proprio contributo diretto alla soluzione del “problema rifiuti”, sia in questa fase di emergenza estrema,  sia in un’ottica di medio, lungo periodo.
Il presupposto da cui parte il Presidio, condiviso unanimemente al di là delle singole appartenenze politiche e/o partitiche, è quello di sostenere che la problematica napoletana dei rifiuti non debba mai più costituire  il campo di battaglia di lotte politiche cittadine e nazionali e di interessi non sempre legittimi, ma che venga affrontato per quello che è realmente oggi per la vita di ciascun cittadino ed imprenditore napoletano: IL PROBLEMA di cui bisogna trovare definitivamente la soluzione.
Le elezioni napoletane hanno chiaramente espresso l’opinione di un’ampia maggioranza sulla modalità di uscita da questa problematica: tocca adesso all’Amministrazione Comunale, ma anche a noi cittadini, agli imprenditori, ai commercianti, ecc… attivarsi e collaborare affinché quest’obiettivo venga raggiunto.
Il tempo della discussione e della scelta democratica è ormai alle nostre spalle: adesso è il tempo dell’azione.
Per questo, alla luce degli ultimi avvenimenti  e degli episodi di esasperazione e di intolleranza di parti sempre più numerose della popolazione, si è autocostituito il Presidio che opererà ad oltranza fino alla risoluzione del problema rifiuti.
Il Presidio opererà sul breve e medio periodo su diversi livelli.
A breve tempo:
pressione democratica sulle istituzioni locali e nazionali e sugli organi di stampa affinchè si verifichino tutte le condizioni per la leale collaborazione interistituzionale per l’attuazione del programma approvato con la prima delibera della nuova Giunta Comunale di Napoli;
supporto alle Amministrazioni deputate alla realizzazione del Programma di cui al punto precedente;
autoindividuazione ed autoadozione di “comportamenti virtuosi” atti a facilitare il superamento dell’attuale fase di emergenza e alla realizzazione in tempi brevi di una stabile ed efficace raccolta differenziata nell’ambito di una definitiva attivazione del complessivo ciclo integrato dei rifiuti. 
A medio tempo:
conseguire alte percentuali di raccolta differenziata, obiettivo ambizioso, ma non irrangiungibile. Ciò consentirà di recuperare l’autostima dei cittadini e di riscattare la negativa immagine che si è formata negli ultimi anni, recuperando la reputazione, a livello nazionale e internazionale, di una città capace di affrontare e superare civilmente ed orgogliosamente le proprie difficoltà.
Pertanto, nei prossimi giorni il Presidio farà azione continua e capillare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, di informazione e sensibilizzazione per:
diminuire sensibilmente il volume dei rifiuti (monouso, imballaggi, shopper, ecc…);
 trattenere in casa, nei negozi, nei luoghi di produzione e distribuzione, per un periodo da concordare con l’amministrazione comunale, i rifiuti non organici, con esclusione, quindi, di tutte le materie deperibili, che, una volta ridotte notevolmente di volume, potranno essere ritirate dall’amministrazione comunale con puntualità;
coinvolgere le unità di base, condominiali e associative (di categoria, cattoliche, ambientaliste, centri sociali, università, ecc…), per lo studio e l’assunzione di comportamenti virtuosi ed eventualmente, per organizzare collettivamente la consegna dei rifiuti differenziati direttamente presso le isole ecologiche;
promuovere e contribuire all’autorganizzazione di presidi di informazione, sensibilizzazione, nei quartieri, nelle piazze e nelle strade di Napoli, per l’attuazione partecipata di questi punti.
Le iniziative saranno condotte sempre nel rispetto delle leggi e con il coinvolgimento del massimo numero di cittadini possibile.
Sarà necessario che l’Amministrazione Comunale individui dei referenti  con cui il Presidio possa relazionarsi per il migliore svolgimento delle attività ed evitare sovrapposizioni ed incoerenze con gli indirizzi e con le azioni messe in campo dal Comune.

Napoli, li 23.06.11       

giovedì 2 giugno 2011

Una rivoluzione "normale"

Piera e Giovanni sono i creatori del logo del nostro cantiere, un regalo di cui siamo sempre stati riconoscenti e che ....non bastano cento pastiere.
Oggi Piera manda questo messaggio al sindaco. Lo facciamo nostro, perchè presto, al più presto possibile, con questa disposizione di animo (e testa e corpo), vorremmo ricominiciare.
Qui, inoltre, il pezzo di Andrea, sempre sul la Repubblica Napoli di oggi. Evviva la repubblica!

Una rivoluzione "normale"
di Piera Taglialatela

CARO sindaco de Magistris, una Napoli ormai mortificata, nascosta e avvilita ti ha scelto come primo cittadino. E' quella parte della città che raramente fa notizia, che vive nelle retrovie, né ricca né povera, lavoratrice, che differenzia da anni i rifiuti e considera fondamentali parole ormai prive di senso come rispetto, uguaglianza, solidarietà e democrazia. E' quella parte che educa i propri figli combattendo una guerra disperata contro l'imbarbarimento dei valori e tenta di improntare la vita a una normalità da troppo tempo negata. Abbiamo intravisto in te un coraggio e una disponibilità che non sentivamo da troppo tempo. Ti sei candidato contro tutto e tutti e ci hai offerto la grande opportunità di potere scegliere senza cadere in derive destrorse e berlusconiane: è l'occasione che aspettavamo per dimostrare a tutti che un'altra Napoli è possibile. Siamo quelli che non sono andati via dalla nostra amata/odiata città perché figli di questa terra che ci ha maltrattato in tante occasioni, ma che ci ha anche dato molto. Vorremmo che i nostri figli potessero scegliere liberamente di restare o partire, che le nostre strade tornassero a essere pulite e sicure senza presidi militari ma perché questo è "normale". Ci aspettiamo molto da te, ma non sarai solo: tutti i cittadini che ti hanno votato sono ansiosi di contribuire alla rinascita. Crea comitati di quartiere che elaborino proposte e sollevino problemi, informaci pubblicamente degli ostacoli che certamente incontrerai sulla tua strada, mettici in condizione di partecipare al governo della nostra città. In pochi hanno capito la reale portata di quanto sta accadendo a Napoli: una rivoluzione "normale".

Da La Repubblica Napoli, 2 giugno 2011

venerdì 23 gennaio 2009

Politiche deboli per i deboli

di Giovanni Laino
La Repubblica Napoli 22 gennaio 2009

Cresce l’attenzione sul grande deficit di efficacia di una serie di politiche che, pur partendo da idee ed esperienze di alta qualità, si arenano creando disagi proteste. Cercando di evitare le semplificazioni che danneggiano tutti, credo che la diagnosi vada approfondita.
Perché il progetto Chance, i Nidi di Mamme, come un’ampia serie di altri servizi alle persone oppure alcune rilevanti politiche per le periferie a Scampia come a Pianura, dopo una fase di successo, si sono impantanate ? Alcune spiegazioni.
1) Queste politiche vengono realizzate da molti anni secondo la logica ciclica del progetto che è strutturalmente contingente e instabile e quindi va bene solo per i primi anni di sperimentazione. Gli amministratori hanno la responsabilità di aver deciso in ritardo di stabilizzare queste azioni. La loro innovatività è stata riferita al contenuto delle azioni e troppo poco alle necessarie innovazioni delle procedure burocratiche. Gli esperti direbbero: vi è stato poco apprendimento istituzionale. Continua...

sabato 20 dicembre 2008

Il gioco è sfatto

Sulla repubblica di oggi si legge un titolo "ROSSI-DORIA E LA SFIDA DEL SOCIALE ORGANIZZATO" che fa subito pensare ad una prospettiva, se non addirittura ad un annuncio di un accordo elettorare che ovviamente NON ESITE E NON PUO' ESISTERE. Il pezzo di Lucio Iaccarino propone una riflessione e una sollecitazione a fare qualcosa del genere, spiegandone accuratamente le ragioni. Ma mostra di non aver del tutto compreso cosa vuole essere Segnali di Fumo, e nemmeno il messaggio lanciato da Marco, Aldo Policastro, Maurizio Zanardi nell'incontro di Decidiamoinsieme, un messaggio di allarme democratico che va oltre l'oggetto elettorale, oltre Napoli, oltre i target e le sigle di movimenti civili più o meno organizzati. Non si può pensare di condensare nessuna rappresentanza elettorale in questo gioco bell'è sfatto della politica che il sistema irresponsabile e corroso dei partiti e dei politici ci sta lasciando addosso. Dico sinceramente grazie ad Angelo Carotenuto che ha raccontato su Repubblica di qualche giorno fa quello che realmente è avvenuto e ci siamo detti nell'incontro di mercoledì scorso sui Segnali di fumo. E con la stessa semplicità dico che Iaccarino si è fatto un'idea sbagliata, ha confuso la presenza di Marco a Segnali di fumo e la presenza di alcuni promotori di segnali di fumo alla riunione di Decidiamoinsieme con un possibile accordo a scopi elettorali. Non c'è nemmeno bisogno di smentire, saranno i fatti a smentire le conclusioni di Iaccarino per ciò che riguarda Segnali di fumo. Non vedo come il movimento per l'acqua, quelli di Chiaiano, i centri sociali, l'onda, i senza fissa dimora, gli immigrati, i rom, i trans, le prostitute, potrebbero riconoscersi in una proposta di questo tipo, votare (chi può) compatti per uno qualsiasi che sia tra noi, non vedo e non voglio nemmeno vedere come, se, perchè e per chi questi soggetti di cittadinanza resposabile e attiva potrebbero andare a votare, e in nome di quale rappresentanza, di quale democrazia, non saprei dire. Quello che non si è compreso di Segnali di Fumo (logicamente visto che di segnali tra indiani si tratta, di segnali che i cow boy non devono poter capire che altrimenti la loro macchina da guuerra ci trova e ci scamazza) è che le raltà a cui ci rivolgiamo e di cui ci sentiamo parte esprimono voglia di una democrazia vera, partecipata da passione e umana comprensione, che la rappresentanza, la governabilità e le compatibilità per loro probabilmente sono già lettera morta, ammazzate dalla irresponsabilità, che la responsabilità politica oggi probabilmente risiede nella cittadinanza sociale, nello stare dalla parte di quelli che non contano niente e che nel dna dei Segnali di Fumo c'è la politica di quelli che non contano niente, come diceva Zanardi lì a Decidiamoinsieme.
Quando La Repubblica ci vedrà in azione (sperando di riuscirci), per sostenere istanze di democrazia diretta, per fermarci a riflettere sul senso di questa parola, per praticare e difebdere gli spazi della politica di quelli che non contano niente, forse non titolerà più nulla sui Segnali di Fumo, o forse si iniziarà a convincere che questa cittadinanza responsabile può far bene contro qualsiasi potere che occupi le istituzioni e far bene per difendere e rispristinare valori e spazi anche della democrazia della rappresentanza, del voto.
MI scuso per questo intervento che è fuori dallo stile di questo blog che di fattarielli sfatti non ama occuparsi. Ma mi pareva davvero necessario.

sv

lunedì 15 dicembre 2008

Una cittadinanza attiva e responsabile


Negli ultimi mesi, nella nostra città, si sono sviluppate esperienze positive di movimento dal basso e di costruzione di alternative al modello socio-economico dominante, sul tema dei rifiuti e della difesa dei beni comuni, sulla questione rom e immigrazione, per i cittadini senza fissa dimora che popolano Napoli, per poter garantire legalità, sicurezza, aumento delle condizioni di benessere collettivo, per il bene primario dell’istruzione.


Piccoli, deboli, ma bellissimi “segnali di fumo” di “indiani indipendenti” che si sono stufati di stare nelle loro riserve.

Esperienze che hanno mostrato anche un limite che ne ha depotenziato le diverse istanze: quello di rinchiudersi nei propri specifici, di pensarsi ognuno come portatore di “verità assolute”, di far prevalere l’idea dell’altro non tanto come risorsa, ma come possibile elemento contaminante e dannoso.

Per questo ci pare urgente avviare un processo che costruisca un ponte tra i tanti modi di fare una città diversa, che sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, che si prenda cura del “pubblico”.


Per farlo realmente, occorre che ciascuno di noi si senta parte, si metta in relazione attiva e costruttiva con le aggregazioni che si sono create nel territorio, stringendo un patto sociale per riconoscere e contestualizzare in alleanze le differenze, per avviare un processo di scambio e di iniziativa comune e condivisa, che provi ad aprire un diverso ciclo politico, con l’obiettivo di costruire una forma solida e strutturata di organizzazione della cittadinanza responsabile
Vi proponiamo di provare insieme a costruire uno spazio comune e continuativo per le nostre esperienze, di intraprendere insieme un percorso, rispettoso delle differenze e delle autonomie, un movimento a forte responsabilità sociale, trasparente e democratico nel suo evolversi, preciso nella definizione dei contenuti e dei suoi obiettivi, che sia in grado di parlare e coinvolgere anche chi non ha forza alcuna per eccesso di degrado, di povertà, di dipendenza, di paura, di bisogno.
Un percorso chiaro nel segnare indipendenza e autonomia dai “palazzi”, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale, non radicalmente e ottusamente chiuso o qualunquisticamente apolitico, ma capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.


Se vogliamo che Napoli rinasca deve avere vita una cittadinanza attiva e responsabile che prema sulle istituzioni cittadine e regionali.

mercoledì 10 dicembre 2008

Segnali di fumo per Napoli

Rigeneriamo lo spazio pubblico
Giovanni Laino
La Repubblica Napoli, 10 dicembre 2008

La crisi urbana a Napoli e in Campania, di governo oltre che di condizioni di vita, è oggetto di un dibattito in merito al bisogno di un rinnovato confronto e impegno nelle politiche, la necessità di un nuovo ciclo politico, sostanziale e senza semplici aggiustamenti o trasformismi, con un profondo miglioramento della qualità della democrazia locale.
Con l’iniziativa di un gruppo di persone impegnate su diversi fronti, da mesi, abbiamo dato vita ad Arcipelago Napoli. Con un blog e molte discussioni, singoli implicati in vari cantieri della vita pubblica locale, abbiamo sentito il bisogno di prendere atto dell’arcipelago composto da tanti comitati, gruppi, associazioni, reti, che, a Napoli e nella conurbazione, si occupano dei beni comuni, cercando non solo di opporsi a scelte ritenute sbagliate ma anche di elaborare contenuti per prefigurare alternative, dare senso agli scenari, individuare priorità abbastanza condivise. Più in generale ci si propone di superare l’autoreferenzialità dei tanti gruppi, che ha già prefigurato la deriva della disgregazione litigiosa, l’esposizione a rischi di intolleranza delle posizioni che abitano di più i dubbi, l’eccesso di semplificazione.
Ho fatto in modo che diversi incontri di tale gruppo si siano svolti ad Architettura, nella convinzione che i docenti dell’Università oggi debbano badare a fare bene la scuola, la ricerca, ma con un’apertura non occasionale alla città, non occupandosi solo di temi tradizionalmente presidiati dagli architetti, ma anche facendo clinica in diversi gruppi e sezioni della società locale che animano le trasformazioni territoriali.
Senza presumere primati, praticando visibilmente approcci plurali e aperti, distanti e distinti dal lavoro dei partiti, è molto utile che nelle stesse aule ove si insegnano le teorie e ci si esercita alla loro declinazione nelle pratiche, ci si misuri con le attrezzature mentali, le forme discorsive di vari attori che, con ruoli diversi, occupandosi di beni comuni, socializzano saperi di origine e natura differenti, per ripiantare bene alcune radici feconde di una svolta di dignità della vita pubblica in città.
Negli ultimi mesi, fuori dall’Università, si sono aggregati alcuni gruppi e singoli militanti, non da ieri, nel lavoro sociale, civile e politico, a partire da una collocazione preferenziale attenta a stare con i più deboli, dalla loro parte: quelli coinvolti in vari movimenti locali, per la difesa del valore pubblico dell’acqua, per un diverso ciclo dei rifiuti, il riuso civile di grandi contenitori come l’ex Albergo dei Poveri. Anche per costruire occasioni di confronto fra vari pezzi dell’arcipelago, alcuni hanno elaborato e diffuso il documento “segnali di fumo per un’altra città”, proponendo di farne la premessa di un confronto pubblico che si terrà il giorno 16, alle ore 16,30 presso la Galleria Toledo.
L’assemblea vuole essere un’occasione in cui indagare insieme, i confini e i contenuti condivisi, il cosa e il come della trasformazione auspicata. Tutti resteranno utilmente impegnati e appassionati alle diverse vicende, nel tentativo di individuare modalità feconde e comuni di abitare questo arcipelago. In modi differenti siamo tutti coinvolti nelle arene della vita pubblica napoletana, sentiamo il bisogno di rinnovare il nostro essere pubblico, fare pubblico, senza celare l’evidenza che nella nostra città ora vi è lo straordinario problema del profilo e della qualità del ruolo svolto dalle tante sezioni dell’elite. Anche per questo i professori universitari – come molti altri - possono e devono dare una testimonianza e un contributo, senza chiudersi nelle stanze strette di un lavoro che rischia l’inconcludenza. In verità alcuni dovrebbero anche avere più pudore nel fare critiche inclementi ai politici per cui hanno lavorato fino a pochi mesi fa, anche se per esperienza sappiamo che il confine fra essere implicati o compromessi nelle politiche locali è una linea netta ma non sempre ben evidente e infrangibile. E’ indispensabile elaborare insieme visioni, dare senso e ordine di importanza ai conflitti, condividendo alcuni assunti di fondo, a partire da un radicamento non occasionale con il territorio e nei reticoli sociali che si danno come priorità il miglioramento delle qualità degli ambiti pubblici della vita napoletana, tenendo conto della pluralità dei mondi vitali coinvolti come pure della insostenibilità di alcune situazioni.

venerdì 5 dicembre 2008

Assemblea cittadina il giorno 16 dicembre alla Galleria Toledo ore 16,30



L'assemlea prevista per il giorno 10 dicembre è rinviata al giorno 16.
Rispetto alle informazioni già diffude cambia anche il luogo, Galleria Toledo, via Concezione a Montecalvario 34, e persino l'orario, le 16,30.

Il segnale di fumo che resta chiaro e non muta è l'intento di riunire un bel pezzo di cittadinanza attiva e responsabile intorno alle considerazioni e agli impegni di cui abbiamo già scritto e detto, ma che per chi volesse sono riassunti in questo Appello per una cittadinanza attiva e responsabile, e ribaditi in questo articolo Segnali di fumo per un'altra città.

Continua intanto la campagna di adesioni al documento Per una cittadinanza attiva e responsabile.
Chi vuole aderire e partecipare alle iniziative di questo gruppo di cittadini può scrivere all'indirizzo di posta elettronica segnalidifumopernapoli@gmail.com oppure contattare uno dei primi promotori. Via via che pervengono adesioni l'elenco pubblicato qui di seguito sarà aggiornato.

Aldo Pappalepore, Aldo Policastro, Alex Zanotelli, Andrea Morniroli, Angelica Romano, Angelo Abignente, Benedetto Di Meglio, Carla Orilia, Costanza Boccardi, Domenico Ciruzzi, Elena Coccia, Enrica Morlicchio, Ernesto Denito, Fedele Maurano, Felicetta Parisi, Francesca Avitabile, Gennaro Ferrillo, Gennaro Sanges, Geraldo Toraldo, Giacomo Smarrazzo, Giampiero Arpaia, Gianni De Luca, Giovanna D'Alonzo, Giovanni Erra, Giovanni Laino, Gloria Sanseverino, Lucia Coco, Maddalena Salvati, Maria Antonietta Selvaggio, Maria Mucci, Maria Filomena Caliendo, Maria Luisa Proto Pisani, Maria Pia Sanseverino, Marika Tuccillo, Massimo Lampa, Mimma Miele, Nino Lisi, Paola Clarizia, Renato Briganti, Salvatore Carnevale, Salvatore Romano, Sergio D'Angelo, Simona Bassano di Tufillo, Sonia Perone, Susi Veneziano, Tiziana Iorio, Vittorio Moccia.

mercoledì 19 novembre 2008

Segnali di fumo per un'altra città

Comunicato stampa

Per una cittadinanza attiva e responsabile
Segnali di fumo per un’altra città

Giovedì 20 novembre 2008, ore 12.00
Napoli
, Scuola media Ugo Foscolo, Piazza del Gesù


Domani, giovedì 20 novembre 2008, alle ore 12.00, a Napoli, presso la Sala Valeriani della Scuola media Ugo Foscolo (Piazza del Gesù), si terrà una conferenza stampa in cui verranno presentate alcune iniziative di proposta dei firmatari dell’appello Per una cittadinanza attiva e responsabile.
I sottoscrittori, provenienti da esperienze e ambiti di impegno sociale differenti, ritengono che sia urgente avviare un processo di scambio e di iniziativa comune per fare di Napoli un’altra città. L’obiettivo è quello di sollecitare le istituzioni cittadine e regionali per la costruzione di una città nuova, a partire dalla tutela dei diritti di tutti, con particolare attenzione a chi è più fragile e in difficoltà; dalla difesa dei beni comuni, contro la loro privatizzazione; dalla vicinanza con le comunità resistenti che lottano per poter decidere sul loro futuro e sui loro territori; dall’affermazione che solo città più giuste sono città più sicure. Un percorso chiaro nel segnare indipendenza dai palazzi, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale e capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.

I firmatari dell’appello sono:
Alex Zanotelli, Aldo Policastro, Andrea Morniroli, Angelica Romano, Carla Orilia, Elena Coccia, Enrica Morlicchio, Geraldo Toraldo, Giacomo Smarrazzo, Giampiero Arpaia, Giovanna D'Alonzo, Giovanni Laino, Gloria Sanseverino, Maria Antonietta Selvaggio, Maria Pia Sanseverino, Massimo Lampa, Nino Lisi, Paola Clarizia, Salvatore Romano, Sergio D'Angelo, Susi Veneziano, Tiziana Iorio, Vittorio Moccia.

I sottoscrittori annunciano già, tra le prossime iniziative, un’assemblea cittadina prevista per mercoledì 10 dicembre, a partire dalle ore 16.00.

giovedì 6 novembre 2008

Oggi a Scampia i "Pizzini della Legalità"

Giovedì 6 novembre alle ore 18 presso il Gridas - Casa delle culture
"Nuvola Rossa", via Monterosa 90/b si terrà la presentazione dei
"Pizzini della legalità" campani.
C'è anche il pizzino 'Felice Pignataro, un uomo libero', scritto da
Rosario Esposito La Rossa.
L'iniziativa si tiene in occasione del 4° anniversario della morte di
Antonio Landieri, vittima di camorra.
Qui il programma completo della giornata


l'immagine è tratta dal sito del Gridas

martedì 4 novembre 2008

Carovana antimafia in memoria di Antonio Landieri

La Carovana Antimafia “Narrare è Resistere” è una manifestazione organizzata dall'Associazione Vo.di.Sca, acronimo di Voci di Scampia (Presidio di Libera Scampia) in memoria di Antonio Landieri, 25enne disabile di Scampia ammazzato in un agguato durante la faida di Secondigliano, il 6 novembre del 2004.
La carovana prevede una serie di incontri, che ricorderanno la vittima e saranno l’occasione per presentare le attività dell’associazione. “Narrare è resistere”, oltre alle numerose tappe in Campania, farà scalo anche in Toscana (Montecatini) e in Piemonte (Biella e Cossato).
Sarà una carovana che rientrerà a far parte dei progetti di Libera Campania, verso il 21 marzo, giornata in memoria di tutte le vittime di mafia, che quest’anno si svolgerà proprio a Napoli.

La cultura, il coinvolgimento, raccontare per resistere, saranno i punti cardini di questi tre mesi che affronteremo (cittadinanza attiva, teatro, petizioni, cortometraggi…). Sono passati tre anni dalla fondazione della nostra associazione, sono passati tre anni da quel giorno in cui dipingemmo sui muri dello stadio di Scampia il nostro sdegno verso la camorra. Da allora sono cambiate tante cose, siamo cambiati noi stessi, il nostro impegno, le nostre azioni, i percorsi fatti, le persone che abbiamo trovato sulla nostra strada. Nonostante l’obiettivo di una società libera, di una Scampia libera dalle sottoleggi dei boss sembra ancora utopia, per noi di Vo.di.Sca questi giorni rappresentano la nostra resistenza per il territorio e per chi a causa delle mafie, degli spacci di droga, del potere dei soldi, della prepotenza, oggi non può essere al nostro fianco a rivendicare i suoi diritti.

lunedì 27 ottobre 2008

A fianco dei senza dimora. Un comunicato stampa

La gravissima crisi economica che attanaglia il Paese, renderà ancor più pesanti le condizioni di vita delle tante persone che, anche a Napoli, si trovano in uno stato di disagio estremo. Questi cittadini invisibili, senza fissa dimora - il cui numero è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni anche nella città di Napoli - aspettano ormai da tempo che il Comune concretizzi, finalmente, l’articolato programma "conquistato" per tutti dal "Laboratorio per le città sociali” e mai attuato. Programma fatto di proposte operative tanto semplici quanto necessarie che in maniera costante e senza mai demordere, sono state a più riprese avanzate agli organi del governo cittadino dalle tante associazioni napoletane impegnate a vario titolo nel settore: luoghi di accoglienza, centri di ascolto e di sostegno. Le risposte sono state dapprima generiche ed approssimative cui è seguito un assordante silenzio al quale bisogna assolutamente metter fine, per le disastrose conseguenze che si possono immaginare con l’approssimarsi della stagione invernale.Continua...

La premessa di un comuncato stampa che vi sollecitiamo a leggere, sottoscritto da:

Comitato per l’Albergo dei Poveri - Psichiatria Democratica - Rete Civica, Napoli - Associazione Idea - Giuristi Democratici - Federconsumatori Campania, Napoli - Associazione scuola di pace - Comunità cristiana di base del Cassano - Circolo Legambiente “la Gru”- Movimento di volontariato italiano, Napoli - Associazione “Nuova proposta”

Il Cantiere sociale si aggiunge ai firmatari e invita a diffondere questa informazione
La foto ritrae un momento della "Notte dei senza dimora" in Piazza Santo Stafano a MIlano ed è tratta dal sito www.02blog.it

martedì 21 ottobre 2008

Lettura napoletana di Gomorra

Ci sono dei momenti in cui non bisogna far altro che andare

Venerdì 24 ottobre dalle 16 alle 20

al Pan - Palazzo delle Arti di Napoli

Via Dei Mille 60

Napoli



Per chi vuole aderire o commentare è stato creato un sito di servizio a questa iniziativa ed alle altre che speriamo seguiranno. Per chi partecipa al seminario Dedalus, si può andare alla fine... c'è tutto il tempo.

lunedì 20 ottobre 2008

Per dichiararci amici...

di Nino Lisi

Per dichiararsi suoi amici non è bastato che Roberto Saviano scrivesse Gomorra, che se ne traesse un film di successo, che egli fosse costretto da qualche anno a girare con la scorta. Ci è voluto che fosse costretto a fuggire dall’Italia per sfuggire al rischio di saltare in aria come Falcone e Borsellino. Cosa aspettiamo ora per dichiararci amici, che so, di Sergio Nazzaro, che ha scritto Per fortuna io c’ho la camorra, di Maurizio Bracci e di Giovanni Zoppo, autori di Napoli comincia a Scampia, di Rosario Esposito La Rosa che, frequentando ancora il liceo di Scampia, l’anno scorso ha pubblicato Al di là della neve, dove neve sta per cocaina; o anche di Mirella Pignataro che sempre a Scampia anima il GRIDAS, acronimo di Gruppo di Risveglio dal Sonno, o del circolo di Lega Ambiente di Scampia, La Gru, o della Scuola di Pace che proprio oggi, 18 ottobre dell’anno di grazia 2008, inizia a via Foria un ennesimo “anno scolastico”, quello 2008-2009? Aspettiamo che siano costretti ad andarsene anche loro? Continua...

sabato 6 settembre 2008

Qui e là

Riceviamo da Giovanni Laino e volentieri pubblichiamo.....


A propostito di differenziazione: nei supermercati di Stoccolma ma anche di altre citta Europee, si trovano strane macchinette. Servono per riprendere i vouti delle lattine e delle bottiglie di plastica. Inserendo il vuoto nell'apposito buco, la macchina pesa il materiale che il
cittadino consegna restituendo alla fine dell'operazione un Tiket che lo stesso consumatore può usare come moneta nel supermercato per avere i soldi alla cassa o scalarli dagli acquisti.
Questo spiega anche il fatto che alcune persone senza fissa dimora raccolgono per le strade le lattine e le bottiglie che qualcuno comunque non deposita negli appositi contenitori. Ma si incontrano anche cittadini tranquilli e garantiti che portano il loro sacchetto di vuoti a rendere.
Non credo sia un'opera di beneficenza dei supermercati e quindi l'investimento delle macchinette e del ciclo di recupero da ogni supermercato risulta conveniente per la collettività. Inoltre si offre molto civilmente una occasione per chi non ha quattrini a racimolarne qualcuno.


P.s. Ovviamente si tratta di un brano di un testo di fantascienza, tornate alla realtà mie cari concittadini !!!



ndr la patty di qui e là è davvero imperdibile! per chi, ancora più nostalgicamente, volesse rivedere carosello, patty, e le ferrovie di una volta tutte in un solo colpo ecco il carosello dell'Algida

martedì 1 luglio 2008

non lasciamoci abbattere

tra un ennesimo incidente sul lavoro in un cantiere pubblico qui in campania e la richiesta di risarcimento danni a 4 morti sul lavoro, tra inceneritori e incenerimento dei diritti costituzionali, tra le spazzature e le buche che a napoli hanno tolto i passi, tra le vie disperatamente buie della notte di questa nostra città ...... non vogliamo rinunciare ad incontrarci, a confrontarci, a cercare l'unità con chi pensa che valga la pena di impegnarsi, e di partire dagli ultimi

Un'iniziativa promossa da:
Comitato per l'albergo dei poveri, Rete Rione Sanità, Cantieri Sociali, Psichiatria Democratica



Giovedì 3 luglio, ore 17
Pensare agli ultimi per progettare la città
Istituto di Studi Filosofici
Palazzo Serra di Cassano


Pensare agli ultimi per progettare la città. A Napoli purtroppo ancora una volta i caratteri democratici delle istituzioni subiscono una fortissima compressione, ogni giorno donne e uomini vedono mortificati i loro più elementari diritti alla vita, alla salute, al lavoro, al dissenso. Si va sempre più imponendo una cultura che ha trasformato i diritti di tutti e di ciascuno in favori elargiti dai potenti di turno. Ritorna nella nostra città, ma anche in tutta la regione, quello che è stato chiamato nel passato il “modello terremoto” le scelte più importanti per la vita della città sono state sottratte al confronto politico e affidate a commissari straordinari, uomini di fiducia, padrini vecchi e nuovi. Le drammatiche vicende della gestione del ciclo dei rifiuti mettono ancor di più a repentaglio i diritti elementari delle persone e delle comunità, hanno acuito la tensione sociale e sancito, per via legislativa, che le persone che vivono in Campania sono persone dimezzate meno uguali agli altri del resto d’Italia. In questo clima la “cacciata” dei Rom con la violenza è il segno di un ulteriore imbarbarimento della vita civile in città. I gravi problemi della nostra città, dalla criminalità camorristica alla quotidiana invivibilità hanno motivazioni materiali e strutturali, ma anche motivazioni morali e culturali con la disintegrazione crescente del tessuto sociale che si manifesta nel dissolversi delle reti di solidarietà a scapito dei più deboli, degli ultimi, cui la città appare realtà ostile e dolorosa. La risposta non può essere quella della chiusura, dell’esclusione e della repressione ma pensiamo che questa città può cambiare solo con un impegno comune, partendo dai bisogni e dai diritti degli ultimi, in cui la sicurezza sia prima di tutto sicurezza sociale. Crediamo che sia possibile avviare un processo che per tappe sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, un progetto che individui nella partecipazione di movimenti, forme auto-organizzate di società civile, di quelle intellettualità, pur non compromesse, che continuano ad assistere silenti al degrado della città, a quella rete, che pure esiste in città, e che si prende cura del “pubblico” e vuole in prima persona elaborare il proprio futuro. La crisi di democrazia che ci affigge può essere superata dalla partecipazione, dal contributo di tutti coloro che credono ancora che un’altra città sia possibile: una città in cui centro e periferia siano uniti per uscire dal degrado e siano in grado di elaborare proposte per una città vivibile e accogliente, una città che consideri l’ambiente e i beni comuni come risorsa pubblica a disposizione di tutti e non invece terreno di rapina e di consumo rapace e selvaggio da parte del mercato.