Come i nostri affezionati sanno, Carta è portatrice di un [buon] virus. Quello della democrazia diretta, dal basso, insomma l’autogoverno. Che presuppone, e propone, un altro genere di economia, diversa da quella che ci ha fatto precipitare nella crisi.
Da ora e fino al 10 ottobre veicoleremo la proposta di un incontro tra quelle che abbiamo chiamato «comunità insorgenti» e che hanno preso la forma di presidi, movimenti e liste di cittadinanza, associazioni, comitati e reti, fuori e oltre la politica dei partiti e la crisi della rappresentanza. Questo incontro, che viene proposto dalle persone il cui elenco è nelle pagine dell'Almanacco, e che si sono radunate con il solo passaparola [chiunque si aggiungerà sarà allo stesso titolo «promotore»], si intitolerà «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno», si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre alla comunità delle Piagge di Firenze, che offre una preziosa e premeditata ospitalità, e sarà organizzato in modo tale che tutti possano dire la loro, proporre e discutere.
Tutti coloro che si sentono in sintonia con questa proposta possono scrivere, per commentare o annunciare adesione e partecipazione, nell’apposito spazio di www.carta.org. A fine agosto, quando Carta uscirà di nuovo [il 28], rilanceremo la proposta insieme a coloro che si saranno nel frattempo associati.
venerdì 31 luglio 2009
Democrazia Km 0 ....
sabato 25 aprile 2009
Posfuturo - Lunedì al calderone

Un saggio raccontato, ma non per questo facile da digerire, anche perchè parla comunista, parla come pensa, e come tante e tanti di noi pensano, freneticamente pacato, lucidamente appassionato, severamente affettuoso, pacificamente incazzato, autonomamente perso.
Una pagina dopo l'altra cresce l'ntensità emotiva e narrativa, fino alla sorpresa finale delle ultime pagine, quando inizia, come un c'era una volta, con un "oggi sono morto"...
E' il racconto del saggio, che speriamo continui alla prossima puntata, e per più di venti anni ancora.
sabato 31 gennaio 2009
Carta per la Democrazia Insorgente

La bozza di documento nazionale che Carta e Cantieri Sociali propongono per l'altra politica
e che sarà oggetto di una riunione romana, nella sede di Carta, l'11 febbraio alle 14
1. Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sgretolamento della democrazia rappresentativa e dello Stato di diritto, che ci eravamo abituati a considerare come uno spazio pubblico forse insufficente, ma comunque inalienabile. Tale consunzione lascia in piedi le forme sempre più vuote delle istituzioni democratiche; non le cancella d’un colpo e rapidamente come fecero i totalitarismi del 900, ma le priva -fino alla paralisi completa- di ogni potere concreto e decisionale; le riduce, per sottrazione continua, a inerti simulacri. Questo lento colpo di stato si è realizzato in Italia secondo un programma affine a quello redatto, anni fa, dalla loggia segreta P2; i cui esponenti sono oggi assurti alle più alte cariche dello Stato e a posizioni direttive nei giornali e nelle televisioni. Controllo completo dell’informazione; presidenzialismo sempre più accentuato; derisione delle leggi penali e intimidazione della magistratura; eliminazione delle lotte sindacali e dello spazio pubblico; a questi punti del vecchio programma autoritario si è aggiunto il razzismo e il letterale neofascismo della Lega.
Continua...
ndr l'idea del foglio bianco è solo mia (e tutta in positivo), l'immagine è tratta da webdesign
giovedì 8 gennaio 2009
Gli Zapatisti e tutti gli altri
Gli Zapatisti e tutti gli altri
Pierluigi Sullo
[7 Gennaio 2009]
www.Carta.org
Il Capodanno era umido e nebbioso ma non molto freddo, nonostante i duemila abbondanti sul livello del mare. Oventic, Chiapas, Messico: era la fiesta dei partecipanti al «Primero Festival de la digna rabia», persone, moltissimi ragazzi, che provenivano da tutto il mondo, specialmente dal Messico e dall’America latina ma anche dagli Stati uniti e dall’Europa. Come al solito, decine di italiani, alla fine più di un centinaio. E insieme a loro, a far da spettatori a gruppi teatrali argentini e ad ascoltare le bande musicali indigene e a ballare sul campo di basket migliaia di bases de apoyo, gli indigeni zapatisti che vivono nei municipi autonomi organizzati in Caracoles e retti da Juntas de buen gobierno, forma di «democrazia radicale» [l’espressione è di Gustavo Esteva] che ha permesso agli indigeni ribelli di vivere meglio, grazie alla promozione di case di salute, di progetti sull’agricoltura, sulla comunicazione, di un sistema scolastico autonomo, di forme di giustizia auto-organizzate, pur resistendo a quindici anni di assedio militare e paramilitare, dopo l’insurrezione del primo gennaio 1994. Continua...
