Napoli, 12 luglio 2008
LETTERA AGLI AMICI
“ E’ AL COLMO LA FECCIA”
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono: bocche piene di menzogna, tutti a nascondere ciò che tramano in cuore. Come rettili strisciano, e i più vili emergono, è al colmo la feccia.”
Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho, alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti, se a questo mondo gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. (E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe” , che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico - lo dico con rabbia - ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari . Ne è prova il fatto che Prodi , a governo scaduto , abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale - così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani - . Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso” qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra , a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone (la gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini: ”Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso”. Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi !) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!). Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli. Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “ Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo. Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .” Qual è dunque il compito del predicatore oggi? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto: coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà... Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera”.
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “.I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce - diceva sempre Kaj Munk - ma mai il camaleonte.”
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita.
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!
Alex Zanotelli
sabato 19 luglio 2008
Da Alex Zanotelli, lettera agli amici
martedì 8 luglio 2008
La bomba ecologica di Taverna del Re brucia ancora e nessulo lo sa!
"Non è facile spegnere quel fuoco, per via delle bolle d'aria che si formano e lo alimentano. Schiuma e acqua servono a poco. E' un vero disastro." Questo apprendo da un mio amico esperto di trattamento dei rifiuti. Quella di Taverna del Re è una concentrazione di rifiuti imballati di ogni tipo unica al mondo. E ha preso fuoco. E continuano a portare roba. E nessuno ne parla. Ci fate sapre qualcosa per favore, se anche il Vesuvio si fa sentire ?
sv
Presidio permanente di Taverna del Re
Comunicato stampa 08/07/08
L'assemblea del Presidio Permanente di Taverna del Re, riunitasi il giorno 7/07/08, in merito ai ripetuti incendi che si sono sviluppati presso l'impianto di ecoballe denominato "Taverna del Re", località "Lo Spesso", denuncia l'assoluta irresponsabilità e ambiguità delle autorità emergenziali che hanno messo in campo una vera e propria azione di depistaggio e di insabbiamento su una vicenda che, per la sua gravità, meriterebe invece ben altra attenzione. Prima hanno negato l'evidenza negando l'esistenza stessa dell'incendio ai giornalisti che chiedevano informazioni . In seguito, incalzati dall'evidenza, hanno dovuto ammettere il grave episodio, che si era ripetuto già nei giorni precedenti senza che nessuno sentisse il dovere di avvisare la popolazione, ma hanno attribuito il tutto a un fatto "doloso", contraddicendo così le fonti interne al sito che, consultate dai rappresentanti del presidio, avevano i dichiarato che si trattava di incendi dovuti ad "autocombustione". Tutto questo per poter continuare a sversare irresponsabilmente su un sito evidentemente pericoloso per la salute dei cittadini. In ogni caso, sia che si tratti di autocombustione, sia che si tratti del gesto sconsiderato di qualche pazzo, di "doloso" in tutta questa vicenda c'è sicuramente l'irresponsabilità delle autorità emergenziali che nascondono la verità, e che gestiscono quel sito mostruoso lasciandolo incustodito e senza i minimi requisiti di sicurezza. A questo servono i provvedimenti repressivi emessi con l'ultimo decreto legge che impediscono la democratica protesta dei cittadini? A nascondere la verità e a poterci avvelenare liberamente senza avere il "fastidio" della protesta di chi vorrebbe sopravivere? Sono queste le persone a cui il Sindaco Pianese ha venduto il nostro territorio in cambio di promesse già mille volte disattese? Il nostro territorio ha ormai bisogno solo ed esclusivamente di bonifica, quella vera, non quella contrabbandata solo in cambio di altro sversamento di ecoballe e mai realizzata.
Questa vicenda assurda rafforza la nostra ferma volontà di opporci e resistere democraticamente a chi ci vuole avvelenare. Cercheremo di rompere l'isolamento in cui ci hanno cacciati mettendo in campo azioni di protesta che coinvolgano non solo tutto il comprensorio ma anche tutte quelle realtà regionali, in primo luogo la Rete Campana Salute e Ambiente, che da anni si battono contro la gestione emergenziale dei rifiuti che è servita solo a perpetuare scelte demenziali e scellerate. Questo il calendario delle prossime proteste per chiedere la fine dello sversamento e la bonifica di tutti i siti inquinati da ecoballe presenti nel giuglianese
Oggi 08/07/08 azione di protesta presso il Consiglio Comunale i Giugliano per chiedere ai consiglieri comunali della città, che in questi hanno protestato con noi, di essere coerenti con quello che hanno dichiarato in campagna elettorale e di opporsi alle scelte scellerate del Sindaco Pianese, aldilà di calcoli di parte ed opportunismi.
Lunedì 14/07/08 ore 11.00, a Napoli in luogo che sarà comunicato, conferenza stampa del Presidio Permanente di Taverna del Re, con Padre Alex Zanotelli, in cui coinvolgeremo tutte le relatà regionali (Rete Campana Salute Ambiente, Coordinamento Regionale Rifiuti, Lega ambiente, WWF) per denunciare la gravità della situazione a Taverna de Re, una situazione emblematica non solo per noi del territorio ma per l'intera Regione Campania.
domenica 6 luglio 2008
Taverna del Re ha preso fuoco
Dalle prime ore della sera un vasto incendio sta interessando il versante di Villa Literno del sito di stoccaggio di Taverna del Re e nella notte si sta propagando in direzione dei centri abitati, liberando una enorme coltre di fumo velenoso che si sposta verso Qualiano e Giugliano. Già verso le 20.00 un attivista di Parete del Presidio Permanente, Salvatore Dell'Aversana, aveva scorso le prime fiamme avvisando Stefano Franciosi ed altri attivisti del Presidio Permanente che recatisi sul posto hanno constatato la gravità della situazione. Pompieri e polizia sono presenti sul posto ma non permettono di avvicinarsi. Nonostante questo i camion di ecoballe attendono fuori il sito di poter sversare. Fonti interne al sito di stoccaggio hanno rivelato che due incendi di minori dimensioni avevano già interessato il sito nelle scorse settimane. Secondo le stesse fonti l'incendio è la conseguenza delle alte temperature di questi giorni che hanno scatenato, come prevedibile, l'enorme bomba ecologica che le Autorità Emergenziali, senza ritegno e in dispregio di ogni Legge e di ogni buon senso, hanno regalato al nostro territorio. Quello di stanotte è un disastro annunciato di cui hanno la responsabilità tutti coloro che in maniera criminale, disatendendo ogni impegno, hanno continuato a sversare in un luogo ormai diventato simbolico dell'incapacità e dell'assurdità della gestione emergenziale dei rifiuti. Insieme ai fuochi della camorra ora il nostro territorio ha anche i fuochi di uno Stato che invece di difendere il nostro ambiente continua, arrogandosi sempre più potere poliziesco nei confronti dei cittadini che cercano di difendersi, a perseguire un piano criminale basato sul profitto delle aziende private a cui sono stati affidati gli appalti. Un vivo ringraziamento va al sottosegretario Bertolaso, che già aveva dato prova nel nostro teritorio delle sue grandi "capacità" con il sito di Cava Riconta, ma sopratutto al Sindaco di Giugliano Pianese che, colmo dei colmi, ha addirittura servilmente sottoscritto un accordo con i carnefici della sua stessa cittadinanza. Ecco, caro Sindaco, la "bonifica" che lei è riuscito ad ottenere. Ancora, ringraziamo i cittadini del "comitato di controllo" per aver prestato il fianco a lor signori arrogandosi anche il diritto di rappresentare tutti noi. Il Presidio si riunirà al più presto in assemblea per decidere le prossime azioni da intraprendere e continuiamo ad invitare i cittadini, le associazioni e le forze politiche del comprensorio a mobilitarsi.
Presidio Permanente di Taverna del Re
domenica 9 marzo 2008
Alla taverna del re
sabato 8 marzo 2008
martedì 4 marzo 2008
Presidio a Taverna del Re
Una sintesi dell'asseblea del presidio
Non ci sono più parole per commentare l'ennesima proroga all'apertura di Taverna del Re.
Ieri sera i cittadini recatisi al sito per controllare l'effettiva chiusura annunciata dal Prefetto De Gennaro con l'ordinanza 98, si sono trovati alla presenza di un dirigente del Comissariato, il dott. Reppucci, che annunciando l'intenzione di tenere aperto il sito per altri 5 giorni, ha inscenato una "trattativa"davvero sui generis, in cui unica possibilità di scelta per i comitati era accettare le decisioni prese.Prendere o lasciare.
Questa è la"democrazia" offerta a chi da mesi si sta sacrificando per il proprio territorio manifestando in maniera civile e non violenta. Ringraziamo il commissariato per la"delicatezza" di averci mandato un suo rappresentante di persona, ma crediamo che la democrazia sia ben altra cosa. La democrazia è ascoltare la voce di popolazioni martoriate da milioni di tonnellate di ecoballe, la democrazia è mantenere i patti con icittadini, la democrazia è non infierire su una popolazione che ha già dato tantissimo solo perchè esprime proteste civili e facilmente contrastabili, la democrazia è mandare le forze dell'ordine areprimere chi sversa rifiuti tossici non a reprimere manifestazioni che rivendicano giuste ragioni, la democrazia è perseguire il bene dei cittadini non quello delle imprese che lucrano sullo sversamento a Taverna del Re. La democrazia è capire , dopo il gesto disperato di Lucia, che il nostro territorio è giunto al limite della sopportazione.
Come se non bastasse sono continuate al presidio le forme di intimidazione nei confronti dei cittadini presenti da parte delle forze dell'ordine: continue foto alle persone presenti, richieste di documenti per identificazioni.
Ma dopo mesi e mesi di manifestazioni civili, quali sono gli atti che giustificano tanto accanimento verso le persone? Quali sono gli atti offensivi (mai avvenuti) che si vorrebbero evitare? E' solo intimidazione ed accanimento verso persone che hanno sempre protestato in maniera inerme, atti che paradossalmente servono solo ad innalzare la tensione, forse nella speranza recondita che qualcuno possa davvero realizzare qualche gesto sconsiderato per poi giustificare una repressione più accanita. Per questo si rinnova l'appello a non accettare provocazioni, a continuare a manifestare in maniera ferma ma civile e non violenta le nostre ragioni, a continuare la nostra lotta per una democrazia dal basso in maniera collettiva senza gesti individuali che servono solo a dividerci e a giustificare repressioni.
Assordante, come sempre l'assenza della politica, dei parlamentari locali, del sindaco, dei consiglieri comunali, degli assessori, delle forze politiche che utilizzano la questione di Taverna del Re solo a proprio uso e consumo, quando questa serve ad attaccare qualche loro contendente elettorale. Nonostante loro continueremo la nostra protesta, cercando, quando possibile e nelle forme sempre attuate, di bloccare l'afflusso dei camion perchè si sappia che a Giugliano c'è ancora uno scampolo di democrazia.
Il prossimo appuntamento è alle ore 15.00 presso l'ospedale Cardarelli per una manifestazione di solidarietà per Lucia che ha cominciato uno sciopero della fame e per un'opera di sensibilizzazione sulla tragedia di Giugliano. Domani 5cm dalle ore 15,00 in poi presidio presso l'ingresso di taverna del re, per bloccare i tir.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini, affinchè assicurino una loro presenza presso il presidio, per lanciare l'ennesimo grido di disapprovazione, opponendosi con i propri corpi allo scempio che si sta consumando sulla salute dei cittadini.
Solo una partecipazione massiccia può fermare i tir, quindi la tua presenza è necessaria.
Siprega di dare la massima diffusione e si chiede la presenza di telecamere e giornalisti.
Lele Gargiulo
domenica 2 marzo 2008
Taverna del Re: una questione nazionale, una questione di democrazia
Quattro milioni di balle, che tutto sono tranne che “eco”, hanno devastato e stravolto un territorio originariamente a vocazione agricola. Rifiuti indifferenziati, raccolti per le strade di tutta la Campania (questo sito per quasi un anno è stato praticamente l’unico vero sversatoio in regione). Quattro milioni di balle che sono la rappresentazione più efficace del fallimento dello Stato in questa regione.
E si! Lo Stato qui ha fallito e non solo nella scellerata gestione del ciclo dei rifiuti. Ha fallito nel rapporto con i territori, con cui ha patteggiato privilegi e favori, ha fallito con le persone alle quali non è assolutamente riuscito a proporre una vera politica di partecipazione, di responsabilità e di legalità.
Taverna del Re rappresenta tutto questo.
Il tradimento della Stato che, attraverso il Parlamento, afferma solennemente la fine dello sversamento di immondizia nel giuglianese, un territorio martoriato da circa 40 discariche tra abusive e autorizzate colme di rifiuti indifferenziati e tossici, dove è ubicato uno dei sette impianti di CDR (quelli che invece di produrre combustibile, impacchetta i rifiuti “tal quale”), dove la camorra ha sguazzato nel caos e nell’indifferenza.
Il tradimento dello Stato che, attraverso le istituzioni regionali e locali, emana leggi, fa e disfa piani e programmi, ma riesce solo a riempire buchi e accumulare immondizia che, nel frattempo diventa oro per qualcuno.
Il tradimento dello Stato che, ancora una volta e forse nella maniera più sfacciata ed arrogante, fa accordi con il grande capitale, cui consente, attraverso un appalto miliardario, di drenare risorse pubbliche per fare profitti, e al quale va in soccorso, accollandosi di fatto le perdite ed i costi derivanti dal fallimento. Quel appalto che doveva garantire efficienza ed efficacia ad un servizio pubblico essenziale e strategico, ha prodotto un monopolio che ha fatto affari con la camorra, ha alimentato un circuito perverso che ha coinvolto ed investito i territori, le istituzioni, la politica, il sistema industriale e quello finanziario delle banche.
Il tradimento dello Stato che, attraverso i sui commissari, assume impegni puntualmente disattesi, emana provvedimenti che per primo viola e disattende. Lo Stato che cancella la democrazia annullando e mortificando i governi municipali, già poco motivati ad incidere efficacemente per la tutela della salute dei propri cittadini.
Il tradimento dello Stato che, attraverso i tutori del Suo ordine, reprime, manganella e arresta. Lo Stato che anche di fronte ad una donna appena tirata fuori da un rogo, in terra ad aspettare l’ambulanza che non arriva, continua a proteggere l’afflusso dei camion e a sversare veleno (in tutti i sensi). Lo Stato che attraverso i tutori del Suo ordine, subdolamente tira calci approfittando del buio e poi finge improbabili aggressioni e contusioni.
Taverna del Re è l’emblema di tutto questo. Un mostro, una bomba ecologica, un disastro ambientale, sociale e politico, di cui si parla poco e che invece dovrebbe diventare il simbolo del dramma che da troppo tempo sta vivendo la Campania.
Una questione che non riguarda solamente il territorio giuglianese, che deve diventare centrale nella battaglia per un radicale cambiamento della politica a partire dalla gestione dei rifiuti, per finire al ripristino di minime condizioni di democrazia e partecipazione.
Chiudere Taverna del Re significa mettere concretamente in discussione un sistema che continua a puntare sulle discariche e sugli inceneritori, sinonimo forse di un certo sviluppo economico, ma sicuramente di disastro ambientale e serio peggioramento dei rischi per la salute.