venerdì 17 aprile 2009
mercoledì 25 marzo 2009
una scuola per bene
è davvero inquietante che in una scuola della Napoli bene dilaghino indifferenti l'ignoranza e il razzismo. Ma perchè dobbiamo andarcene noi da questa nostra città? E' possibile che i genitori di questa scuola non capiscano quanto sia importante impegnarsi per assicurare che domani a scuola ci siano tutti?
aggiornamento: "ma per fortuna che c'è il Riccardo", diceva una canzone del buon Giorgio. Per fortuna che ci sono persone e risposte come questa e più in generale racconti ed esperienze come queste.
giovedì 12 marzo 2009
urpcipidiaa
tarsùiacpptùc...
non si è di nuovo rotta la tastiera: è il modo di parlare delle pubbliche amministrazioni- Per fare chiarezza, per comunicare, in ogni municipalità il Comune di Napoli presenta l'URP-CPDAA anche detta "Casa del cittadino" giusto perchè alle tante domande si possa aggiungere anche "a casa di chi?" Coraggio! dopo una grande fatica glottologica può funzionare come alternativa a accipicchia o perdincibacco. Basta aggiungere una i "urpicipidia...a!"
Ma parte questo, e capito cosa-come, può essere utile al cittadino e all'amministrazione.
domenica 22 febbraio 2009
Malaparata
Il ParcoSocialeVentaglieri presenta il “Carnevale a Montesanto - IV edizione”. Singoli, gruppi, associazioni e scuole interpretano quest'anno il tema “Malaparata”: rappresentazione ironica dei problemi e delle risorse di Napoli («...'o bbene e 'o male 'e 'sta città»).
Dopo una serie di laboratori di costruzione di strumenti musicali, maschere, costumi e strutture, martedì 24 febbraio 2009 avrà luogo nelle strade del centro storico la Malaparata.
Gli abitanti del quartiere Montesanto si ritroveranno alle 14.30 nella parte alta del Parco Ventaglieri (via Avellino a Tarsia). Attraversando la zona Tarsia e l’Olivella il corteo raggiungerà Piazza Montesanto, dove confluiranno gli altri gruppi di partecipanti.
Alle 15.00 la “Malaparata” partirà da piazza Montesanto percorrendo la Pignasecca per fare tappa a Piazza Carità e Piazza Dante, con musica e performances, per poi ritornare al Parco Ventaglieri (vico Lepri ai Ventaglieri) dove si celebrerà la “morte del carnevale”.
venerdì 23 gennaio 2009
Politiche deboli per i deboli
di Giovanni Laino
La Repubblica Napoli 22 gennaio 2009
Cresce l’attenzione sul grande deficit di efficacia di una serie di politiche che, pur partendo da idee ed esperienze di alta qualità, si arenano creando disagi proteste. Cercando di evitare le semplificazioni che danneggiano tutti, credo che la diagnosi vada approfondita.
Perché il progetto Chance, i Nidi di Mamme, come un’ampia serie di altri servizi alle persone oppure alcune rilevanti politiche per le periferie a Scampia come a Pianura, dopo una fase di successo, si sono impantanate ? Alcune spiegazioni.
1) Queste politiche vengono realizzate da molti anni secondo la logica ciclica del progetto che è strutturalmente contingente e instabile e quindi va bene solo per i primi anni di sperimentazione. Gli amministratori hanno la responsabilità di aver deciso in ritardo di stabilizzare queste azioni. La loro innovatività è stata riferita al contenuto delle azioni e troppo poco alle necessarie innovazioni delle procedure burocratiche. Gli esperti direbbero: vi è stato poco apprendimento istituzionale. Continua...
lunedì 15 dicembre 2008
Una cittadinanza attiva e responsabile
Negli ultimi mesi, nella nostra città, si sono sviluppate esperienze positive di movimento dal basso e di costruzione di alternative al modello socio-economico dominante, sul tema dei rifiuti e della difesa dei beni comuni, sulla questione rom e immigrazione, per i cittadini senza fissa dimora che popolano Napoli, per poter garantire legalità, sicurezza, aumento delle condizioni di benessere collettivo, per il bene primario dell’istruzione.
Piccoli, deboli, ma bellissimi “segnali di fumo” di “indiani indipendenti” che si sono stufati di stare nelle loro riserve.
Esperienze che hanno mostrato anche un limite che ne ha depotenziato le diverse istanze: quello di rinchiudersi nei propri specifici, di pensarsi ognuno come portatore di “verità assolute”, di far prevalere l’idea dell’altro non tanto come risorsa, ma come possibile elemento contaminante e dannoso.
Per questo ci pare urgente avviare un processo che costruisca un ponte tra i tanti modi di fare una città diversa, che sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, che si prenda cura del “pubblico”.
Per farlo realmente, occorre che ciascuno di noi si senta parte, si metta in relazione attiva e costruttiva con le aggregazioni che si sono create nel territorio, stringendo un patto sociale per riconoscere e contestualizzare in alleanze le differenze, per avviare un processo di scambio e di iniziativa comune e condivisa, che provi ad aprire un diverso ciclo politico, con l’obiettivo di costruire una forma solida e strutturata di organizzazione della cittadinanza responsabile
Vi proponiamo di provare insieme a costruire uno spazio comune e continuativo per le nostre esperienze, di intraprendere insieme un percorso, rispettoso delle differenze e delle autonomie, un movimento a forte responsabilità sociale, trasparente e democratico nel suo evolversi, preciso nella definizione dei contenuti e dei suoi obiettivi, che sia in grado di parlare e coinvolgere anche chi non ha forza alcuna per eccesso di degrado, di povertà, di dipendenza, di paura, di bisogno.
Un percorso chiaro nel segnare indipendenza e autonomia dai “palazzi”, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale, non radicalmente e ottusamente chiuso o qualunquisticamente apolitico, ma capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.

Se vogliamo che Napoli rinasca deve avere vita una cittadinanza attiva e responsabile che prema sulle istituzioni cittadine e regionali.
mercoledì 10 dicembre 2008
Segnali di fumo per Napoli
Rigeneriamo lo spazio pubblico
Giovanni Laino
La Repubblica Napoli, 10 dicembre 2008
La crisi urbana a Napoli e in Campania, di governo oltre che di condizioni di vita, è oggetto di un dibattito in merito al bisogno di un rinnovato confronto e impegno nelle politiche, la necessità di un nuovo ciclo politico, sostanziale e senza semplici aggiustamenti o trasformismi, con un profondo miglioramento della qualità della democrazia locale.
Con l’iniziativa di un gruppo di persone impegnate su diversi fronti, da mesi, abbiamo dato vita ad Arcipelago Napoli. Con un blog e molte discussioni, singoli implicati in vari cantieri della vita pubblica locale, abbiamo sentito il bisogno di prendere atto dell’arcipelago composto da tanti comitati, gruppi, associazioni, reti, che, a Napoli e nella conurbazione, si occupano dei beni comuni, cercando non solo di opporsi a scelte ritenute sbagliate ma anche di elaborare contenuti per prefigurare alternative, dare senso agli scenari, individuare priorità abbastanza condivise. Più in generale ci si propone di superare l’autoreferenzialità dei tanti gruppi, che ha già prefigurato la deriva della disgregazione litigiosa, l’esposizione a rischi di intolleranza delle posizioni che abitano di più i dubbi, l’eccesso di semplificazione.
Ho fatto in modo che diversi incontri di tale gruppo si siano svolti ad Architettura, nella convinzione che i docenti dell’Università oggi debbano badare a fare bene la scuola, la ricerca, ma con un’apertura non occasionale alla città, non occupandosi solo di temi tradizionalmente presidiati dagli architetti, ma anche facendo clinica in diversi gruppi e sezioni della società locale che animano le trasformazioni territoriali.
Senza presumere primati, praticando visibilmente approcci plurali e aperti, distanti e distinti dal lavoro dei partiti, è molto utile che nelle stesse aule ove si insegnano le teorie e ci si esercita alla loro declinazione nelle pratiche, ci si misuri con le attrezzature mentali, le forme discorsive di vari attori che, con ruoli diversi, occupandosi di beni comuni, socializzano saperi di origine e natura differenti, per ripiantare bene alcune radici feconde di una svolta di dignità della vita pubblica in città.
Negli ultimi mesi, fuori dall’Università, si sono aggregati alcuni gruppi e singoli militanti, non da ieri, nel lavoro sociale, civile e politico, a partire da una collocazione preferenziale attenta a stare con i più deboli, dalla loro parte: quelli coinvolti in vari movimenti locali, per la difesa del valore pubblico dell’acqua, per un diverso ciclo dei rifiuti, il riuso civile di grandi contenitori come l’ex Albergo dei Poveri. Anche per costruire occasioni di confronto fra vari pezzi dell’arcipelago, alcuni hanno elaborato e diffuso il documento “segnali di fumo per un’altra città”, proponendo di farne la premessa di un confronto pubblico che si terrà il giorno 16, alle ore 16,30 presso la Galleria Toledo.
L’assemblea vuole essere un’occasione in cui indagare insieme, i confini e i contenuti condivisi, il cosa e il come della trasformazione auspicata. Tutti resteranno utilmente impegnati e appassionati alle diverse vicende, nel tentativo di individuare modalità feconde e comuni di abitare questo arcipelago. In modi differenti siamo tutti coinvolti nelle arene della vita pubblica napoletana, sentiamo il bisogno di rinnovare il nostro essere pubblico, fare pubblico, senza celare l’evidenza che nella nostra città ora vi è lo straordinario problema del profilo e della qualità del ruolo svolto dalle tante sezioni dell’elite. Anche per questo i professori universitari – come molti altri - possono e devono dare una testimonianza e un contributo, senza chiudersi nelle stanze strette di un lavoro che rischia l’inconcludenza. In verità alcuni dovrebbero anche avere più pudore nel fare critiche inclementi ai politici per cui hanno lavorato fino a pochi mesi fa, anche se per esperienza sappiamo che il confine fra essere implicati o compromessi nelle politiche locali è una linea netta ma non sempre ben evidente e infrangibile. E’ indispensabile elaborare insieme visioni, dare senso e ordine di importanza ai conflitti, condividendo alcuni assunti di fondo, a partire da un radicamento non occasionale con il territorio e nei reticoli sociali che si danno come priorità il miglioramento delle qualità degli ambiti pubblici della vita napoletana, tenendo conto della pluralità dei mondi vitali coinvolti come pure della insostenibilità di alcune situazioni.
sabato 15 novembre 2008
Good luck Vicenza
LO SAI COSA STA SUCCEDENDO A VICENZA?
Noi ci abbiamo messo un anno per raccontarlo, ma ora se vuoi puoi conoscere anche tu tutto ciò che giornali e tv nazionali deliberatamente lasciano in disparte, trattando la questione Dal Molin
come un capitolo ormai chiuso. La partita è invece ancora aperta, per questo diciamo...
GOOD LUCK VICENZA!
"Good luck Vicenza" (durata 73') è un documentario sulla nuova base militare Usa in progetto a Vicenza, sull'area dell'aeroporto Dal Molin. Un film di Mirco Corato, Annamaria Macripò e Giulio Todescan. Qui trovate le prossime proiezioni in programma, la sinossi e i nostri contatti.
Questo film nasce totalmente autoprodotto, a zero budget, con l'unico scopo di diradare la cortina di silenzio e disinformazione che avvolge la costruzione della nuova mega base Usa a Vicenza. Una cortina di fumo che è ancora più spessa per chi vive fuori da questa città o dal Veneto.
Per questo vorremmo che il documentario si vedesse anche a Roma, Torino, Bari, Palermo, Cagliari... Per questo ti invitiamo a darti da fare per organizzare una serata nella tua città o paese, perché il Dal Molin non è una disputa locale, ma una questione che va discussa a
livello nazionale.
Se sei interessato a organizzare una proiezione, scrivi a goodluckvicenza@gmail.com
Attraverso il nostro blog [ http://goodluckvicenza.blogspot.com ] ti aiuteremo a raccogliere delle "prenotazioni" per la serata.
Grazie
mirco, annamaria, giulio
Ndr e a Napoli? Lancio due esche, una al solito posto, via forno vecchio-architettura (Giovanni, Daniela che ne pensate ?) e una a quel mio amico multicinematografista a cui ho regalato i miei splendidi fumogeni per il Tibet che in quel solitario 8 agosto di inaugurazione delle Olimpiadi a Piazza del plebiscito le forze dell'ordine non ci fecero "fumare". Se avete altre idee e volete condividerle con il cantiere, scriveteci al solito indirizzo cantierenapoli@gmail.com
martedì 11 novembre 2008
La festa dei 40 anni
Martedì scorso, sul Il Manifesto, Massimo Carlotto ha scritto un pezzo dal titolo "La festa dei 40 anni", una lunghissima introduzione per un invito ad una festa che si terrà tra 3 anni, per i 40 anni di vita del quotidiano. Di ritorno dalla Val di Susa, Andrea aveva segnalato questo pezzo come bellissimo. E' veramente è bello, perchè spiega con semplicità e chiarezza cosa c'è in ballo nel nostro paese, cosa significhi lottare oggi nei e per i nostri territori, perchè dobbiamo diffidare della televisione e cercare nostre e altre forme di comunicazione. Una lunghissima introduzione, dicevamo, ad un invito che chiama tutti a sostenere quegli strumenti di comunicazione e di informazione che ci appartengono e che non vale affatto la pena di perdere, come il Manifesto, o come Carta. Ci associamo con interesse e con affetto a questo invito e ... leggete che è veramente bello.
giovedì 6 novembre 2008
Lettera aperta agli studenti da Vicenza e dalla Val di Susa
da Vicenza e dalla Val di Susa:
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant'altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l'acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all'università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia. Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa
domenica 2 novembre 2008
....sulle cose della vita civile
La polemica
Le domande nascoste dalla nebbia
di Marco Rossi-Doria
Repubblica Napoli, 31 agosto 2008
È davvero difficile commentare le polemiche politiche napoletane di fine agosto: l´assessore Velardi che scopre e ci rivela che l´amministrazione Iervolino non va proprio bene e che, dunque, ne chiede le dimissioni e che propone pure una lista non di partito, da subito. Dall´altra parte, il sindaco che, come da consuetudine, risponde a brutto muso che lei è abituata al duro lavoro di sempre. Per me, poi, sarebbe francamente un esercizio inelegante: ho promosso insieme a molti una lista non di partito e mi sono presentato a sindaco con un programma che, a leggerlo oggi, appare di vero buonsenso, perdendo, però, e sonoramente. Dunque non le commenterò.
Mi domando, invece, se, a mesi e mesi dalle naturali scadenze elettorali, chi vive in questa città possa avere il bene di domandarsi “cose politiche” che, però, non hanno niente a che vedere con candidature annunciate o ipotizzate, improbabili dimissioni e elezioni fuori scadenza, assetti di partito e di coalizione o similari. E possiamo o no almeno ipotizzare un futuro civile nel quale problemi, aspirazioni e pene dei cittadini abbiano cittadinanza in politica, a pieno titolo e prioritariamente? Insomma piacerebbe ogni tanto che invece di ipotizzare scenari politici improbabili, ci si potesse fermare a descrivere e ragionare sulle cose della vita civile.
E mi piacerebbe partire dai discorsi di ogni momento a Napoli, di tante e tanti di noi. Quanto ci metteremo, domani, a raggiungere il nostro luogo di lavoro, se lo abbiamo? Quante persone non si sono potute permettere neanche una settimana al mare per l´ennesimo anno di seguito? È vero o no che viviamo tutti in una città in cui il tasso di famiglie che vive sotto la soglia di povertà raggiunge quasi un terzo del totale, una percentuale che, da sola, ci mette fuori dall´Europa? Ciò ci riguarda o no? Ha o no a che vedere con la speranza - sì, la speranza - o è solo questione di sicurezza? E, in tali condizioni di esclusione sociale di massa, è proprio inevitabile che i prezzi al consumo, anche di pane e pasta, debbano aumentare in misura maggiore che in qualsiasi altra città d´Italia? E ancora: la nostra monnezza - che ora ha ritrovato la via delle discariche indifferenziate come prima della penuria delle stesse - è o no possibile differenziarla come fanno in tanti luoghi, campani e non? E quando si può iniziare a provare a farlo e a insegnarlo ai nostri figli? E, ben più seriamente e anche mestamente: cosa davvero è successo, in questi anni, ai tessuti connettivi profondi di Napoli se decine di migliaia di persone, povere e non povere, giovani ma anche non giovani, laureati e non, talentuosi e meno talentuosi, sono già partiti da questa nostra città e oggi sono altrove a vivere, da soli o con tutta la famiglia? E cosa ancora sta accadendo se - in altre decine di migliaia di persone - ci chiediamo sempre più spesso e seriamente se è venuto anche per noi il momento di andarsene? Continua...
mercoledì 29 ottobre 2008
...è questa è la novità
Il 14 novembre comincerà la lettura anche a Casal di Principe. Contiamo sull’adesione di chiunque voglia intervenire nella lettura, magari con striscioni e cartelli o anche con la sola presenza. Una decisa e costante partecipazione, soprattutto se su iniziativa popolare e dal nostro territorio, può essere decisiva per salvare la vita di Roberto Saviano, degli uomini della sua scorta e di tutti coloro che sono in pericolo per la loro attività di denuncia. Si può così innestare un processo culturale in grado di erodere il degrado su cui attecchiscono ignoranza, sottosviluppo e criminalità. Salviamo Roberto Saviano. Salviamo noi stessi. Il Comune di Marano ha offerto il suo contributo per striscioni, manifesti, volantini e attrezzatura (palco, impianto di amplificazione, illuminazione). Nell’attesa che queste promesse si concretizzino al più presto, cominceremo comunque la lettura con i pochi mezzi per ora a disposizione. Saranno presenti il Alex Zanotelli, il prof. Ciannella e Raffaele Del Giudice.
Ndr
giovedì 2 ottobre 2008
Se la democrazia diventa inutile
La Repubblica - Le Bussole 1 ottobre 2008 - L'immagine è tratta dalla stessa fonte
lunedì 29 settembre 2008
Lo sguardo tragico che legge la città
di Giovanni Laino
Quando presento Napoli agli stranieri, utilizzo due dipinti. Un murales: la “Battaglia tra i Centauri e i Lapiti”, fatto da Piero di Cosimo, nel 1505, ore esposto alla National Gallery di Londra e un murales di Marc Chagall, del 1919, “Decorazioni per teatro ebraico” di Mosca. Pur molto diverse fra loro, le due opere raffigurano una scena molto movimentata che, su un paesaggio delicato e suggestivo, presenta o richiama grande agitazione, teatralità, lotta frammista a danza, simboli fallici, gente che perde la testa; acrobati e figure inumane agitati nelle relazioni, fra arte, musica e conflitto, in un insieme che è allo stesso tempo un orgia, un grande happening, un teatro di guerra.
Le due immagini funzionano bene perché da molto tempo per rappresentare Napoli si sente il bisogno di ricorrere a metafore che suggeriscono la particolarità cosmica della città: “serena sull’abisso”, “terremoto quotidiano”, “paradiso abitato da diavoli”. Continua...
mercoledì 17 settembre 2008
Oggi alla Dedalus alle ore 15
No al pacchetto sicurezza: colpire i più deboli non rende sicura la città
Comunicato di Gesco
giovedì 18 settembre alle ore 15.00 a Napoli, presso la sede di Gesco (via Vicinale S. Maria del Pianto n. 61, complesso Inail, Torre 1, 9° piano), il consorzio, insieme a Dedalus, M.I.T. Napoli, Priscilla, Cantieri sociali, Associazione Transessuali Napoli, ha promosso un’incontro pubblico per discutere del pacchetto sicurezza proposto dall’Amministrazione comunale e delle iniziative per contrastarlo.
La cifra dell’insicurezza a Napoli è la mancanza di lavoro, la diffusione di un sistema sempre più clientelare, la debolezza del sistema di welfare, il traffico barbaro che non rispetta le persone, la rabbia e i conflitti che nascono da situazioni di povertà materiali e relazionali.
Prendersela con i writers, con i senza fissa dimora (quando poi il Comune non è in grado di dare loro ospitalità), con le prostitute e i loro clienti, con chi ai semafori chiede qualche briciola del nostro benessere, significa essere forti con i deboli continuando ad essere deboli con i forti, non avere progetti per la città, scaricare sui più sfortunati responsabilità che non sono loro.
Le politiche di sicurezza devono certamente prevedere interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza e ad ogni forma di crimine, ma soprattutto devono prevedere politiche concrete per il lavoro, il rafforzamento e la stabilizzazione del sistema di welfare, la realizzazione di nuovi spazi pubblici, l’apertura di centri di aggregazione per i giovani, l’attivazione di progetti di accoglienza, di mediazione sociale e dei conflitti.
Soltanto città solidali ed accoglienti sono sicure. Le città cattive sono, invece, spesso incivili ed insicure.
giovedì 11 settembre 2008
Castellammare.... Di(fe/ffo)ndiamo l'acqua pubblica
Comunicato
stampa
Stamattina, i rappresentanti delle Associazioni del Comitato per la ripubblicizzazione dell’acqua, hanno notificato al Segretario Generale del Comune di Castellammare di Stabia la richiesta di referendum consultivo per la gestione pubblica del Servizio idrico integrato.
Dopo l’autorizzazione dell’Autorità Comunale, partirà la raccolta delle 3.000 firme necessarie per l’ammissibilità del Referendum. “L’iniziativa sarà nei prossimi giorni estesa a tutti i Comuni dell’ATO3” dichiara Don Gennarino Somma del Comitato delle associazioni. “Contiamo di raccogliere le firme necessarie nelle prossime settimane con banchetti e gazebo collocati nell’intero territorio comunale. Molti Consiglieri Comunali hanno già aderito all’iniziativa e si sono dichiarati disponibili ad autenticare le firme” precisa Luigi Conte dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Con Padre Zanotelli comunicheremo l’iniziativa al Forum Nazionale delle Associazioni per la ripubblicizzazione delle acque, il 13 settembre 2008 a Bologna” dichiara Enzo Guadagno di Città Viva. Alcuni componenti del Comitato tra cui Vincenzo Amato dei Meetup di Castellammare di Stabia intendono coinvolgere anche Beppe Grillo.
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Oggi 10 settembre 2008, alle ore 16,30, presso la Sala Consiliare di Palazzo Farnese, si è tenuto un incontro, organizzato dal nostro Sindaco On. Salvatore Vozza, tra la G.O.R.I., che ha richiesto questo incontro, ed il Comitato per la gestione pubblica dell’acqua.
Sono intervenuti:
Il Sindaco On. Salvatore VOZZA; dott. Stefano TEMPESTA, amm.re delegato GORI; dott. Giovanni MARATI, Dir. Gen. GORI; dott. Giuseppe SGARAMELLA, Dirigente GORI; dott. Pietro GIANNOTTI, Dirigente GORI; Tutte le Associazioni del Comitato per la gestione pubblica dell’acqua, nelle persone dei legali rappresentanti; Avv. Luigi VINGIANI, legale del Comitato. Avv. Marilisa SOMMA dell’Ufficio Legale Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il Sindaco ha invitato le parti, in attesa delle decisioni della Magistratura, a trovare una soluzione per quanto concerne i servizi di Depurazione e Fognatura inesistenti o non funzionanti su gran parte del territorio cittadino.
Le associazioni hanno ribadito la loro ferma opposizione al trasferimento del Servizio Idrico Integrato dal pubblico al privato annunciando una serie di azioni giudiziarie e comunque, la contestazione della pretesa dei canoni di fognatura e depurazione per servizi inesistenti o non resi.
In conclusione,
fermo restando la inconciliabilità delle rispettive posizioni la GORI ha sospeso i termini della scadenza delle bollette in attesa di verificare, con l’Ufficio Tecnico Comunale e con il Comitato, le strade e le abitazioni effettivamente allacciate alla rete fognaria.
martedì 9 settembre 2008
Mamme maltrattate dal Comune
di Giovanni Laino
La Repubblica - Napoli, 8 agosto 2008
La ripresa dell’anno sociale a Montecalvario è avvilente. E’ emblematica le difficoltà che vivono tante mamme. La Scuola Pasquale Scura, nell’omonima strada, è diventata un centro di permanenza “temporanea” di senza tetto. I referenti del Comune annunciano un soggiorno lungo delle famiglie sfollate a Luglio. Agli occhi dei cittadini di Montecalvario, queste scelte del Comune danno ragione a chi a Luglio si è reso protagonista di azioni intolleranti e incivili, opponendosi alla sistemazione temporanea nella scuola Scura degli immigrati sfrattati per lo stesso incidente di Pianura.
E’ vero che per una crisi strisciante, che si trascina da anni, alla Scura le iscrizioni sono in progressivo calo e saranno necessarie solo tre o quattro aule per l’attività normale. Ma lì si realizzano altre attività (centro EDA, alfabetizzazione per gli adulti e servizi realizzati da associazioni non profit). Usare la sede come centro di permanenza di sfollati non è una soluzione ne plausibile ne civile. Si prevedono doppi turni nel plesso Paisiello per tutte le elementari e per le altre attività. Una bella risposta alle accuse del Ministro Gemini sulla bassa qualità degli esiti delle scuole del Sud ! (Continua)
venerdì 5 settembre 2008
E tutto giù per terra...
Sacchetti? Uno per tutti! Così si promuove la differenziata!
sabato 30 agosto 2008
Ci sono molti modi per farsi la croce e riprendere...
Giovanni Laino
Ci sono molti modi per farsi la croce e riprendere, ammesso che non si sia tornati al lavoro già in agosto. Una questione mi pare più ampia e collettiva di altre: le accuse di dissesto finanziario del Comune di Napoli. Avevamo già avuto qualche preoccupazione in merito, dopo qualche battuta di qualche funzionario comunale e – soprattutto – in seguito al fatto che il Sindaco e l’Assessore Giulio Riccio non sono riusciti a mantenere gli impegni assunti con le organizzazioni del terzo settore sul pagamento degli arretrati. Ecco gli ultimi fatti.
Le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Velardi rilasciate nell’intervista di sabato 30 al Corriere del Mezzogiorno sono inquietanti. La polemica politica può essere fertile, è sicuramente legittima. Ma quando un amministratore pubblico accusa sostanzialmente di un reato altri amministratori credo si sia usciti fuori dal confine del dibattito. Quando si dichiara di essere a conoscenza di un sostanziale stato di dissesto della finanza comunale della terza città d’Italia, si coinvolgono non solo le preoccupazioni dei cittadini ma interessi e destini di lavoratori, imprenditori, imprese ed altre forze sociali. Nell’intervista – che dal suo blog viene corretta solo per un refuso sul suo essere in gioco per una eventuale lista civica - Velardi dice: “Napoli è al dissesto finanziario, che formalmente non si manifesta solo per degli escamotage contabili” (…). “Lo sa perché si aprono cantieri?». Ce lo dica lei. «Si avviano i cantieri per intascare i fondi europei. Poi si lasciano marcire. Uno scandalo vero”. Continua...
mercoledì 27 agosto 2008
Strane idee sulla sicurezza (...perfino dal Corrierone)
Violenze a Roma e Napoli
Strane idee sulla sicurezza
di Paolo Franchi
Una gaffe, anche se in parte riparata nella giornata di ieri, dettata da inesperienza, quella del sindaco di Roma sul fattaccio di Ponte Galeria? Può anche darsi. Capita però che anche una gaffe possa essere rivelatrice, oltre che della cultura e della concezione del mondo di chi vi incappa, dello spirito del tempo. E questo sembra proprio il nostro caso. Gianni Alemanno, ha detto, a modo suo, quello che, di primo acchito, è capitato di dire a molti. Alzi la mano chi non si è chiesto come possa essere passato per la testa al signor Paul e alla signora Wilma, una coppia non di ragazzetti alternativi ma di cattolicissimi cicloturisti olandesi di mezza età, di tirare su proprio lì, in un luogo, parola di Alemanno, «dimenticato da Dio e dagli uomini», la loro tenda, previa autorizzazione di soggetti già a prima vista non propriamente rassicuranti. Il fatto è però che Alemanno è il sindaco di Roma.
A ciascuno può capitare di lasciarsi andare a un giudizio frettoloso e avventato, salvo poi (speriamo) pentirsene, perché, a proposito di stupri il ritornello schifoso «in fondo se la sono andata a cercare anche loro» è risuonato troppe volte, persino a proposito della mattanza del Circeo, e la sola idea di rimproverare qualcosa a chi la violenza la subisce è (dovrebbe essere) inammissibile. A lui, comunque la pensi, no. Per il sindaco di Roma, posti «dimenticati da Dio e dagli uomini», dove a una coppia di turisti forse troppo ottimisti sulla natura degli uomini possa succedere, come è successo, qualcosa di terribile, a Roma non ce ne devono essere. Se ce ne sono, come ce ne sono, e se vi succede quello che è successo a Ponte Galeria, al sindaco tocca non fare le pulci ai comportamenti delle vittime, ma portare loro, e subito, solidarietà piena, senza se e senza ma, e chiedere perdono, punto e basta. Quali che possano essere stati i limiti e gli errori dei suoi predecessori. Quali che siano le nuove misure che ha in animo di adottare. Quali che siano le sue idee per cercare di riportare in quei posti magari non proprio Dio, che sembra un programma troppo vasto, ma più semplicemente uomini e donne meno inclini alla ferocia. Continua...