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venerdì 12 marzo 2010

Lo stato delle pratiche partecipative a Napoli

fatta la presentazione in casa editrice dieci giorni fa, a cura dell'editore e del curatore, gli autori hanno pensato di organizzarne altre, dando più spazio al dibattito e ai temi che il volume tratta, in primo luogo quello delle pratiche partecipative. Ci incontriamo per questo Lunedì 15 marzo alle ore 17,30 nella Biblioteca del Liceo Margerita di Savoia, Salita Pontecorvo 72 Napoli

lunedì 15 dicembre 2008

Una cittadinanza attiva e responsabile


Negli ultimi mesi, nella nostra città, si sono sviluppate esperienze positive di movimento dal basso e di costruzione di alternative al modello socio-economico dominante, sul tema dei rifiuti e della difesa dei beni comuni, sulla questione rom e immigrazione, per i cittadini senza fissa dimora che popolano Napoli, per poter garantire legalità, sicurezza, aumento delle condizioni di benessere collettivo, per il bene primario dell’istruzione.


Piccoli, deboli, ma bellissimi “segnali di fumo” di “indiani indipendenti” che si sono stufati di stare nelle loro riserve.

Esperienze che hanno mostrato anche un limite che ne ha depotenziato le diverse istanze: quello di rinchiudersi nei propri specifici, di pensarsi ognuno come portatore di “verità assolute”, di far prevalere l’idea dell’altro non tanto come risorsa, ma come possibile elemento contaminante e dannoso.

Per questo ci pare urgente avviare un processo che costruisca un ponte tra i tanti modi di fare una città diversa, che sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, che si prenda cura del “pubblico”.


Per farlo realmente, occorre che ciascuno di noi si senta parte, si metta in relazione attiva e costruttiva con le aggregazioni che si sono create nel territorio, stringendo un patto sociale per riconoscere e contestualizzare in alleanze le differenze, per avviare un processo di scambio e di iniziativa comune e condivisa, che provi ad aprire un diverso ciclo politico, con l’obiettivo di costruire una forma solida e strutturata di organizzazione della cittadinanza responsabile
Vi proponiamo di provare insieme a costruire uno spazio comune e continuativo per le nostre esperienze, di intraprendere insieme un percorso, rispettoso delle differenze e delle autonomie, un movimento a forte responsabilità sociale, trasparente e democratico nel suo evolversi, preciso nella definizione dei contenuti e dei suoi obiettivi, che sia in grado di parlare e coinvolgere anche chi non ha forza alcuna per eccesso di degrado, di povertà, di dipendenza, di paura, di bisogno.
Un percorso chiaro nel segnare indipendenza e autonomia dai “palazzi”, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale, non radicalmente e ottusamente chiuso o qualunquisticamente apolitico, ma capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.


Se vogliamo che Napoli rinasca deve avere vita una cittadinanza attiva e responsabile che prema sulle istituzioni cittadine e regionali.

domenica 14 dicembre 2008

Geografia umana

Una domenica
di democrazia diretta,
di cittadinanza responsabile,
spesa a fare controinformazione
sulla terra, l'ambiente, il ciclo dei rifiuti,
sul nostro e di tutti.
Una domenica di studio,
di amicizia,
di nuovi possibili modi
per costruire
un'altra terra di lavoro,
un'altra napoli,
un'altra serre,
un'altra terzigno,
un'altra acerra,
un'altra giugliano,
un altro modo di fare democrazia,
un'altra storia.


qui le foto,
le notizie sul tg3 campania delle 14
il resto lo troveremo su un documentario in produzione con insu tv

martedì 9 dicembre 2008

Immacolata Concezione

Le mie letture della stampa cittadina non sono sistmatiche e la mia conoscenza della Curia è assai carente, ma ho letto con attenzione il discorso di ieri del Cardinale Sepe, così come quello di alcune settimane fa di encomio per Aldo Masullo. I punti di contatto per un impegno sulla città mi sembrano forti, rispetto alle questioni sollevate da molti comitati e da associazioni impegnate sul bene comune, sul "pubblico", sulle sofferenze sociali della città. Dunque propongo di partecipare all'invito inviato questa mattina da Aldo Pappalepore e di sollecitare la partecipazione del Cardinale e del Filosofo, entrambi espressione di una tensione etica da mettere nei fatti.

La lettera di Aldo invita a non far passare sotto silenzio le scadenze del 15 (avvio della discarica) e del 23 (avvio dell'inceneritore), con appuntamento per chi sia interessato all'iniziativa
giovedi' 11 alle h. 18 presso il Centro Umanista in Via Santa Chiara 27 - Napoli
Un fatto concreto su cui lavorare, come indica Aldo, potrebbe essere, ancora oggi, la proposta alternativa del Co.Re.Ri per un ciclo sostenibile dei rifiuti?
sv

ps, suggerisco anche, grazie a Daniela su decidiamoinsieme, la lettura su Totentanz di "La città indifendibile" (cosa sanno i tedeschi riguardo a Napoli), un poco perchè ne ho testimonianza in casa, un poco per compensare i mie eccessi fliloclericali con riferimenti atei che dovrebbero appartenermi (il riferimento è a chi è Totentanz... "socio UAAR regolarmente sbattezzato").

venerdì 5 dicembre 2008

Assemblea cittadina il giorno 16 dicembre alla Galleria Toledo ore 16,30



L'assemlea prevista per il giorno 10 dicembre è rinviata al giorno 16.
Rispetto alle informazioni già diffude cambia anche il luogo, Galleria Toledo, via Concezione a Montecalvario 34, e persino l'orario, le 16,30.

Il segnale di fumo che resta chiaro e non muta è l'intento di riunire un bel pezzo di cittadinanza attiva e responsabile intorno alle considerazioni e agli impegni di cui abbiamo già scritto e detto, ma che per chi volesse sono riassunti in questo Appello per una cittadinanza attiva e responsabile, e ribaditi in questo articolo Segnali di fumo per un'altra città.

Continua intanto la campagna di adesioni al documento Per una cittadinanza attiva e responsabile.
Chi vuole aderire e partecipare alle iniziative di questo gruppo di cittadini può scrivere all'indirizzo di posta elettronica segnalidifumopernapoli@gmail.com oppure contattare uno dei primi promotori. Via via che pervengono adesioni l'elenco pubblicato qui di seguito sarà aggiornato.

Aldo Pappalepore, Aldo Policastro, Alex Zanotelli, Andrea Morniroli, Angelica Romano, Angelo Abignente, Benedetto Di Meglio, Carla Orilia, Costanza Boccardi, Domenico Ciruzzi, Elena Coccia, Enrica Morlicchio, Ernesto Denito, Fedele Maurano, Felicetta Parisi, Francesca Avitabile, Gennaro Ferrillo, Gennaro Sanges, Geraldo Toraldo, Giacomo Smarrazzo, Giampiero Arpaia, Gianni De Luca, Giovanna D'Alonzo, Giovanni Erra, Giovanni Laino, Gloria Sanseverino, Lucia Coco, Maddalena Salvati, Maria Antonietta Selvaggio, Maria Mucci, Maria Filomena Caliendo, Maria Luisa Proto Pisani, Maria Pia Sanseverino, Marika Tuccillo, Massimo Lampa, Mimma Miele, Nino Lisi, Paola Clarizia, Renato Briganti, Salvatore Carnevale, Salvatore Romano, Sergio D'Angelo, Simona Bassano di Tufillo, Sonia Perone, Susi Veneziano, Tiziana Iorio, Vittorio Moccia.

venerdì 7 novembre 2008

Verso lo sciopero generale

"Unificare le proteste di categoria. Finora il calendario prevede il 7 e 14 novembre lo sciopero del pubblico impiego; il 13 la manifestazione dei pensionati per rivendicare migliori politiche di welfare; il 14 lo sciopero degli universitari; il giorno dopo, la mobilitazione generale dei lavoratori del commercio. Ed infine, il 12 dicembre, lo stop di 24 ore dei metalmeccanici della Fiom. Una frantumazione che la Cgil vorrebbe unificare in un unico sciopero generale contro la politica economica del governo." (da Repubblice e qui c'è il resto del pezzo sullo sciopero generale)

Proprio questo volevamo dire, e non solo. Qualche giorno fa abbiamo lanciato un post ed anche un sondaggio, con una resa veramente strabiliante di ben 27 risposte, un buon numero per fare uno sciopero generale! Però ci siamo prese/i la soddisfazione di anticipare le conclusioni del segretario generale della Cgil. Anche se, per la verità pensavamo ad un percorso che attraversasse i movimenti e non solo ai calendari e alle categorie in agitazione; ad un percorso lungo di preparazione in cui le comunità e i beni comuni per cui si sta resistendo, difendendo e combattendo siano coinvolte direttamente, in incontri pubblici, assemblee, documenti congiunti, in autonomia dai partiti e in contraddittorio anche con le istituzioni locali, valorizzando le relazioni, i contatti, le contaminazioni. Perchè non ci pensiamo dai cantieri, dai coodinamenti, dai comitati, dalle rappresentanze, dalle scuole, dalle università... dai territori e dal basso? E perchè non lo facciamo a Napoli ? A presto, con un altro sondaggio...
sv

mercoledì 17 settembre 2008

Rieccoci...


Noteburc 37

(Per te, noteburc......CONTINUA...)

sabato 13 settembre 2008

elezioni europee

Concordo e riprendo qui per intero il post di decidiamoinsieme (by daniela lepore) sulle elezioni europee, tra tanti guai, anche questo mi sembra che meriti la nostra attenzione!

"Proposta di legge per il voto alle Europee: sbarramento al 5% e niente preferenze. Non sarà il governo a presentarlo, ma questo sembra il chiaro e netto orientamento del Pdl: Berlusconi ha dato il via libera al federalismo e in cambio Calderoli rinuncia a cercare un accordo bipartisan sul sistema di voto.
E’ l’interpretazione (plausibile, direi) di Repubblica. Poi,
nel resto dell’articolo, un accenno all’ipotesi che il Pd — nonostante abbia ufficialmente scelto una linea di opposizione dura — sotto-sotto non sia così contrario (ché Rifondazione potrebbe disturbare).
Una curiosità. Contro l’abolizione delle preferenze ieri ha iniziato a mobilitarsi il mondo del
social networking (2.0). Il gruppo di Facebook Lascateci scegliere: non toccate le preferenze, al quale mi onoro di appartenere, lo trovate qui.Se siete gente che perde tempo (pure) lì, potreste considerare l’idea di aderire. Più in generale, si dovrebbe fare qualcosa, anche fuori dal web, probabilmente.Nel senso che a me non piace neppure lo sbarramento (alto, direi): mi pare del tutto incoerente con la logica delle rappresentanze europee e inutile (visto che non esiste alcun problema di governabilità), o meglio utile solo a fini “privati” di singoli partiti.Però l’idea che anche in Europa ci tocchino i nominati mi pare un vero scandalo."

venerdì 12 settembre 2008

Noteburc



numero 2
(proviamo con la curiosità)

martedì 26 agosto 2008

Napoli per il Tibet

Cari amici,

come forse molti di voi gia' sapranno e' stato indetto per il 30 Agosto uno sciopero della fame di 12 ore su scala internazionale per testimoniare solidarieta' al Tibet oppresso. Anche Sua Santità il Dalai Lama ha aderito a questa giornata di protesta. Vi prego di voler valutare, tutti voi che gia' vi siete impegnati in azioni di solidarietà per il Tibet, la possibilità di aderire alla giornata del 30 Agosto. Raccogliamo le nostre adesioni in un elenco sul sito napoliperiltibet o in rete tra noi. Più' adesioni ci saranno più' riusciremo a mantenere viva la solidarietà con il popolo tibetano su cui e' oramai evidente che potrà calare un silenzio e una repressione maggiore dopo la fine delle Olimpiadi.

Luciano Stella


lunedì 28 luglio 2008

9.30 Piazza Municipio (una mattina mi son svegliata...)


una convocazione al nostro ritorno, secca e precisa, di primo mattino per esserci - testimoniare - cambiare !

Oggi, Lunedì, alle ore 9.30 in Piazza Municipio, Manifestazione dei migranti e rifugiati sfrattati a Pianura, discriminati dalle istituzioni e respinti da via Pasquale Scura.Chiediamo a tutti/e di partecipare e solidarizzare
Antirazzisti Napoletani

Le foto della notte in strada sono su indymedia



COMUNICATO

'Un assessore per i bianchi, un assessore per i neri... L'ipocrisia delle istituzioni. La protesta razzista in via Pasquale Scura' Al momento in cui scriviamo sono ancora in mezzo alla strada parecchie decine di immigrati dal Burkina Faso e dal Capoverde, moltissimi richiedenti asilo, diversi bambini. Una parte ha trascorso la notte sui materassii nel mezzo di via Trencia a Pianura, dopo lo sgombero di ieri e una giornata assurda e difficile da dimenticare. Ma riepiloghiamo la lunga coda degli avvenimenti che fotografano una città in cui la discriminazione e il malgoverno hanno segnato un altro punto a favore dopo i pogrom di Ponticelli, il posto in prima fila nella schedatura etnica dei rom, la tragica vergogna di Torregaveta... Continua...

venerdì 20 giugno 2008

Donne in nero



Alle/agli organizzatrici/tori della manifestazione di sabato 21 a Napoli
e a TUTTI coloro che intendono partecipare e/o aderire alla manifestazione per i RIFIUTI.

Come gruppo Donne in Nero di Napoli abbiamo partecipato alle riunioni e alle iniziative
dedicando numerosi dei nostri presidi settimanali,con distribuzione di volantini informativi,
alla drammatica situazione a Napoli e in Campania.

Nei giorni 21 e 22 Giugno
Ci sarà a Napoli un seminario su quello che riteniamo un vero e proprio proprio processo
di crescente militarizzazione del nostro territorio.
La rete nazionale delle Donne in Nero,
anche in occasione dell'emergenza RIFIUTI,
ha ritenuto NAPOLI città molto coinvolta in tale processo.
Al seminario parteciperanno una cinquantina di donne proveniente da differenti località italiane,
ed anche una donna del Comitato di Acerra .

Naturalmente, aderendo all'iniziativa del 21
ed essendo nostro desiderio PARTECIPARE,
il sabato abbiamo anticipato l'interruzione dei lavori del seminario, in modo daorganizzare un presidio ed
attendere il corteo in
piazza Dante intorno alle h 18.00.

Come è nostra pratica politica,
saremo allineate a schiera, vestite di NERO, ma stavolta aggiungeremo un segno in BIANCO, e
in SILENZIO distribuiremo anche un nostro volantino.

Un caro saluto,
ci vediamo in piazza, sabato 21.
Donne in Nero, Napoli

A Cesena decrescita felice e... anche Chiaiano


dal sito ecoalfabeta

Si terrà a Cesena-Gambettola sabato 21 e domenica 22 giugno il convegno Un alternativa in pratica , dedicato ai temi della decrescita e delle energie rinnovabili. Tra i promotori il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) e il Movimento Impatto Zero.

Il convegno avrà due ospiti "di riguardo": il premio Nobel Dario Fo (che negli ultimi anni si sta molto interessando all'ambiente) e Beppe Grillo, in diretta dalla "prima linea", cioè la cava di Chiaiano, nell'area metropolitana di Napoli.

Introduce i lavori Maurizio Pallante, presidente di MDF. Seguirà una carrellata europea (Germania, Olanda, Danimarca, Gran Bretagna) sulle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO2. Parlerà anche un rappresentante delle Transition Towns inglesi.

Leggi qui il programma completo.

martedì 10 giugno 2008

Il seminario del Cantiere 13 giugno


ecco la locandina in formato pdf
i materiali sono nella sezione a lato dedicata

diffondete e inviate contributi e documenti

a proposito di partecipazione


sembrerà paradossale, ma dagli studios di hollyvood, dove concretezza e organizzazione trionfano anche per creare finzioni, viene da pensare concreto.... per esempio che proprio sulla partecipazione bisogna insistere e accumulare una conoscenza "nostra", e che forse c'è un leader che finalmente ha capito che bisogna difendersi dai veri e dai finti.... Buon seminario!

Repubblica 10 giugno 2008
La shock economy dei rifiuti
di Guido Viale


(...) Ma oggi, forse, ci sono le forze per invertire rotta: rappresentanze di categoria, associazioni del volontariato, comitati spontanei, diversi Comuni e molte parrocchie organizzano e coinvolgono migliaia di imprese, di famiglie e di lavoratori che vogliono fare raccolta differenziata, riduzione degli imballaggi e compostaggio (e che spesso li fanno con il “fai da te”). Certamente non era così tempo fa; ma dieci anni di vita infernale hanno insegnato molte cose a tutti. C´è nel territorio un livello di conoscenze, anche tecniche, sul ciclo dei rifiuti, che non esiste in nessuna altra regione italiana: sarà una risorsa straordinaria il giorno che ci si deciderà a usarla. Si dirà che questa rischia di essere l´ennesima riproposizione di quel “no” che ha gettato la Campania nel caos per un rifiuto pregiudiziale e ideologico dell´incenerimento, che invece funziona così bene all´estero. Ebbene, da qualche tempo i rifiuti che la Campania esporta in Germania, invece di essere bruciati, vengono sottoposti a trattamento meccanico-biologico, separando il secco dall´umido, stabilizzando quest´ultimo per opere ambientali e recuperando dalla frazione secca materiali sempre più preziosi da vendere e riciclare. Che sia questa, la modernità? Leggi tutto

mercoledì 4 giugno 2008

Pagine... anche sulla partecipazione

Sono trascorsi più di due mesi da quando Andrea mi inviò questo pezzo che ho conservato con il rammarico di non poterlo mettere nel blog perchè era in via di pubblicazione come premessa a un libro. Qualche giorno fa ho sollecitato Andrea perchè volevo proprio farlo leggere ai pochi affezionati amici del cantiere. Oggi Andrea mi ha telegraficamente comunicato che potevo. Non ho ancora i riferimenti sul titolo e, cosa ancora più grave, sul libro, e ve ne daremo notizia; ma intanto inizamo a leggere... può essere assai utile anche per il seminario del 13.


Una piccola premessa. Le righe che seguono nascono di getto e un po’ di “pancia”, durante un viaggio in treno tra Napoli e Roma. Quando Porpora mi ha chiesto di scrivere un pezzo per il suo libro sul tema del rapporto tra transessualità e sistema dei servizi socio-sanitari, ho pensato fosse giusto provare a scrivere seguendo le emozioni e non tanto, invece, privilegiando un approccio teorico-professionale.

Troppo spesso, infatti, come operatori sociali cadiamo nell’errore di scivolare in eccessi di tecnicismo e di utilizzare, per il racconto delle nostre pratiche, un linguaggio comprensibile solo a noi stessi. Un mix micidiale che ci porta ad utilizzare strumenti freddi, completamente inadeguati per far conoscere esperienze che al contrario, il più delle volte, sono calde e anche un po’ “umide”.

Certo, il rischio è che quelli che seguono siano pensieri confusi e sicuramente incompleti, ma certamente hanno il pregio di essere sinceri e sentiti e, nello stesso tempo, di basarsi sull’esperienza diretta.

La prima volta che nell’ambito del mio lavoro mi è capitato di incontrare un gruppo di persone transessuali è stata circa 8 anni fa durante una visita al carcere di Poggioreale a Napoli. Avevo accompagnato due parlamentari per riuscire ad indagare, attraverso una visita a sorpresa, la condizione di detenzione dei detenuti con problemi di dipendenza da sostanze. Mentre raggiungevamo il reparto “tossicodipendenti”, per caso, sulle scale che portavano dal secondo al terzo piano, incontrammo una quindicina di trans, italiane e straniere, che, accompagnate da quattro guardie stavano scendendo in cortile per l’ora d’aria. Il direttore dell’istituto che, in modo asfissiante e stretto, non ci mollava un minuto, ci propose di incontrare anche quel “particolare” gruppo di detenute. Senza aspettare la nostra risposta, né tanto meno chiedere a loro se preferivano parlare con noi o accedere all’ora d’aria, ordino alle guardie di accompagnarci tutti nella stanza colloqui per poter svolgere l’incontro. Per inciso, continuo a pensare che quella semi-imposizione da parte del direttore, consentì allo stesso di far “nascondere” qualcosa nel reparto tossicodipendenti.

In ogni caso, appena ci accomodammo nella stanza colloqui, io e i due parlamentari da una parte del tavolo, le trans dall’altra, calò un gelido silenzio. Le nostre interlocutrici, alternavano sguardi diffidenti, segnali di fastidio e impazienza, commenti provocatori e un po’ di scherno. Imbarazzato più che mai e non sapendo cosa fare o dire, stavo per scusarmi e andarmene quando di colpo mi venne in mente un consiglio che Porpora mi aveva dato in una giornata di formazione sulla riduzione del danno e sul lavoro di strada: “…ricordati che noi trans siamo quasi sempre molto vanitose…a volte basta un complimento per avviare una relazione costruttiva”

Detto fatto e provo a buttarmi: “certo che anche in questo schifo di posto riuscite ad essere eleganti”. Come predetto da Porpora la situazione cambia. Cala la tensione e parte la comunicazione, prima con un interrogatorio sul perché e il come fossimo li, e poi con una denuncia seria, vera, a volte arrabbiata e sofferta, sui loro diritti negati, sulla durezza del loro stare in carcere, sul senso di isolamento e di prevaricazione che spesso vivevano. Una denuncia così netta, da mettere in difficoltà il direttore, che certo non si aspettava tanta sincerità al suo cospetto e a quello delle guardie. Continua...

domenica 25 maggio 2008

l'ultimo showdown

L'analisi - Il resto della Regione - da Terzigno a Serre - aspetta come finirà a Chiaiano Ma per il governo è in gioco la credibilità del cipiglio decisionista

Napoli, pugno di ferro sulla rivolta così si prepara l'ultimo showdown
di Giuseppe D'Avanzo

NAPOLI - Soltanto un ostinato ottimista può credere che questa storia di Chiaiano non finisca - nelle prossime ore - malissimo. Nel peggiore dei modi. Lo prevedono entrambi gli antagonisti: chi protesta; chi la protesta deve affrontare. Sull'uno e l'altro fronte ne parlano come di un appuntamento improrogabile. Sono come rassegnati alla "battaglia" lungo l'ultimo chilometro di via Cupa del Cane verso le cave di tufo di Poggio Vallesana, bloccate oggi da cinque, alte barricate di auto rovesciate, alberi abbattuti, filo spinato, cassonetti incatenati tra di loro. La prova di forza contrapporrà tra 24/48 ore - il tempo definisce l'effettività della decisione del governo e l'attendibilità del piano predisposto per decreto legge - giovani e meno giovani abitanti del quartiere ai "reparti mobili" e ai "battaglioni" di polizia e carabinieri. L'ultima chance di dialogo è affidata a un incontro che Guido Bertolaso ha accettato di convocare per oggi pomeriggio. Anche in questo caso, la previsione è di una luna nera. La gente di Chiaiano si attende un negoziato, "una trattativa" per ridiscutere l'adeguatezza delle cave ad accogliere 700 mila tonnellate di rifiuti. Il sottosegretario/commissario esclude ogni nuova, debilitante mediazione. E' consapevole che, se non spezza un anello della catena di "no", di proteste, di rinvii, di ripensamenti, finirà fritto. E precipiterà, come già gli è accaduto una volta, nella trappola che si è "mangiato" anche Gianni De Gennaro. A Terzigno - dove la cittadinanza ha già dato in questi anni prova di grande combattività - sono in attesa di vedere come finirà a Chiaiano. Se a Chiaiano il governo e lo Stato dovessero disarmare, a Terzigno vedranno uno spiraglio per evitare di raccogliere vicino a casa i rifiuti della provincia avviando così il consueto "effetto domino" che ha impedito, nell'ordine e nel tempo, l'apertura delle discariche di Parapoti, Serre, Ariano, Giugliano Taverna del Re, Pianura, Savignano. Se nel Napoletano l'anello della catena non si spezza, presto, prestissimo, subito, sarà arduo convincere Salernitani, Sanniti, Irpini, Casertani ad accogliere l'immondizia prodotta e rifiutata dai Napoletani. Manco a parlare dei Veneti o dei Siciliani o di una collettività che dovrebbe sborsare altre decine di milioni per sbolognare, a caro prezzo, l'immondizia agli impianti di riciclaggio della Sassonia.
Due discariche devono esserci nella provincia di Napoli, questo dirà Bertolaso, che considera la riunione di oggi non un "tavolo di negoziazione", ma un "tavolo di garanzia". Il commissario è disposto a "lavorare" nelle cave con i tecnici indicati dalla comunità di Chiaiano, a coinvolgerla nel controllo della quantità e qualità dei rifiuti che vi saranno smaltiti. Nulla di più. Chiederà che siano smantellati subito i blocchi stradali. Non accetterà che nella delegazione ci siano i "comitati di protesta" che, con una decisione stravagante del governo, sono stati dichiarati "sciolti" per decreto, manco fossero consigli comunali. Continua...

giovedì 8 maggio 2008

Partecipazione e deliberazione pubblica: mappe e sentieri


Il Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica della Facoltà di Architettura, Univertistà degli Studi di Napoli "Federico II"
e
Cantieri Sociali Napoli,


a partire dall’interesse a confrontarsi sulle questioni della democrazia partecipativa e deliberativa, con l'occasione della pubblicazione del numero 0 della nuova rivista “Partecipazione e conflitto”, proponongono il seminario:


Partecipazione e deliberazione pubblica:mappe e sentieri
Il programma
Facoltà di Architettura
Via Forno Vecchio 36
NAPOLI
Venerdì 13 Giugno,Ore 9–18


Immagine: Festa in San Leucio

mercoledì 16 aprile 2008

Il 14 aprile 2008

di Nino Lisi

Il 14 aprile 2008, il 900 è finito. Socialismo e Comunismo, le grandi correnti culturali ed i grandi movimenti di lotta che i due termini evocano e che hanno caratterizzato e dato senso al secolo breve, sembrano usciti dall’orizzonte politico del nostro paese. La terza repubblica, di cui la tornata elettorale pare segnare l’inizio, nasce senza una sinistra politica.

Ciò è avvenuto negli stessi giorni in cui la FAO denuncia allarmata che in tutto il mondo c’è carestia – fenomeno che ci avevano detto che nella modernità non si sarebbe presentato - e i media, anche se relegandole in terzo e quarto piano, danno notizia di sommosse e morti per il pane in diversi paesi di questo pianeta. Senza dire che anche in questi giorni all’ininterrotta catena delle morti sul lavoro in terra italiana si sono saldati altri anelli.

Sembra dunque uno scherzo della Storia che la sinistra esca dalla scena parlamentare italiana proprio quando, per scongiurare la tragedia che incombe sul mondo ed anche sul nostro paese, di lei c’è maggiormente bisogno. Continua...

Tempo di politica

Adesso è tempo di politica, adesso è tempo di sinistra!

di Vincenzo Altomare

Tutti lo sappiamo, ma è utile di tanto in tanto ricordarcelo: alcune sconfitte possono diventare l’inizio di una rinascita profonda. Non si tratta della solita menata consolatoria, ma di un'analisi forte della situazione mondiale e nazionale in cui viviamo. Dalle urne esce vittorioso il progetto neoliberista di società, che prescrive la centralità della crescita e della produzione.

Un progetto che non conosce i cittadini ma solo i consumatori. Continua...