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martedì 9 febbraio 2010

Università Conoscenza Democrazia







La Facoltà di Sociologia delle Federico II presenta una giornata di studio con Roberto Moscati, in suo onore. Una buona occasione per interrogarsi anche su cosa significhi veramente  società della conoscenza e se possa essere possibile in una società cosè diseguale... sullo sfondo della Napoli in acquarello che ci regala Simonetta Capecchi.

Domani, mercoledì, alle ore 10 all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, via Monte di Dio 14, Palazzo Serra di Cassano, Napoli.

mercoledì 25 novembre 2009

Chance, per l'appunto

manco a farlo apposta leggo sulle cronache locali di oggi che la Regione Campania ha finalmente deliberato il finanziamento che permette al progetto Chance di continuare, con circa un  milione di euro, l'estensione a 12 scuole di Napoli e provincia, l'impegno per dare al progetto carattere permanente e strutturato. Proprio su Chance e sulle prospettive problematiche legate ad un processo di  istituzionalizzazione avevamo proposto ieri l'altro il testo scritto e inviatomi in un nota su Facebook dal mio amico Salvatore Pirozzi. A parte i sentimenti e le ragioni che ci fanno voler bene incondizionatamente a Chance, quello che mi sembra assai interessante del discorso di Salvatore e della vicenda in corso, di riproposizione del progetto, è che si tratta di un territorio di pratica di un riformismo  tra il confliggente e il negoziale che mi piace perchè è attento, responsabile e profondamente democratico, ed in quanto tale profondamente antagonista.  E a parte Chance, ci riguarda per il welfare, per il lavoro, per la sicurezza, per la natura, per la pace. E a parte tutto me lo sento che mi appartiene, alla mia grassa pancia di donna, alle mie amiche-relazioni più care, alla mia stanca coscienza critica. Per questo e senza fare alcuno sgarbo al Pirozzi (che  credo la prenderà sia bene che male, ma che su Facebook mi ha autorizzato con un "fannechellechebbuò"), mi sono presa la libertà di rileggere e trattare il pezzo riservato a pochi amici con i piccolissimi interventi di editing necessari a una nota più pubblica. E dunque, per chi non lo avesse già letto e ne avesse voglia, lo ripropongo, anche nel senso che lo ribadisco. Grazie dunque Salvatore e buona lettura qui.

upgrading: c'è anche una nota facebook di Cesare Moreno sempre sul nuovo Chance regionale 
la trova anche qui  chi non è nella rete facebook

sabato 21 novembre 2009

Chance si istituzionalizza…(?) Tra restaurazione e invenzione

di Salvatore Pirozzi

Il progetto Chance regionale prosegue l’esperienza del progetto Chance, allargandone l’area di intervento e le acquisizioni metodologiche che ne hanno determinato il successo in 12 scuole della provincia napoletana. Espandersi non significa clonazione. Il cuore – in tutti i sensi - metodologico di Chance, che, nessuno lo dice mai, già è stato trapiantato in mille altri corpi, senza che questi diventassero identici a Chance né tra di loro, ha – nel suo cuore – un paradosso: la competenza più straordinaria delle culture Chance è quella di attivare risorse locali insieme agli attori locali. Detto schematicamente, mutuando da altri ambiti la metafora, è una competenza di capacity building. Una expertise “prossimale”, un enzima che facilita e accompagna le auto poiesi. Il paradosso, dunque, sta nel tentativo di generalizzare le metodologie per le agency locali. L’illusione di poter generalizzare delle pratiche attraverso la distribuzione di un repertorio di strumenti, di metodologie esternalizzate da corpi, luoghi, emozioni, saperi, interessi e motivazioni è destinato a tradire il cuore metodologico del progetto. In questa chiave va letta l’aspirazione del nuovo chance regionale a diffondersi attraverso processi di attivazione delle singole scuole, insistendo, tra l’altro, sulla loro capacità di base a iniziare il percorso individuando le proprie risorse interne, abitanti e non coloni dei propri stessi ambienti. E, a partire da ciò, costruire setting riflessivi, a cerchi concentrici sempre più ampi, in cui la discussione – un processo in cui ognuno deve imparare a “dis”, togliersi, la propria cute. Chance, insomma, ha poco da spartire con la vulgata delle buone pratiche, ma è una pratica sufficientemente buona per altre pratiche sufficientemente buone.
Superfluo qui, ma sarà indispensabile poi, richiamare tutti i riferimenti teorici e tutte le tecnicalità che possono accompagnare il processo di “risalita in generalità” del progetto, dei suoi attori vecchi e, se la cosa funziona, soprattutto nuovi che emergeranno nei processi comunicativi e di “pubblicizzazione” – di rendere cioè materia riflessiva per tutta la “città” e non solo per gli addetti ai lavori – dei problemi e dei processi. Per dirla con Dewey – ma che fine ha fatto nella pedagogia e nelle politiche questo maestro? – chance si fonda sul metodo postulatorio, espone i principi delle proprie analisi e delle proprie azioni come postulati e non come verità; si fonda su doxai e non su episteme.
Chance regionale non è solo eredità o metempsicosi di Chance (e dà fastidio la riduzione agiografica del progetto quando non riflette sulle sue stesse genealogie e sulle sue fittissime parentele, attraverso rappresentazioni eccessive dell’originalità di Chance).
Si inquadra, a sua volta, nella cornice europea più ampia, e più antica – risale al libro bianco Cresson del 1995 – della scuola di seconda occasione (SSO). Interpreta, se vogliamo, un mandato:
L’idea è semplice: offrire ai giovani esclusi dal sistema d’istruzione, o che stanno per esserlo, le migliori formazioni e il migliore inquadramento per dar loro maggiore fiducia in sé stessi… Continua...

giovedì 10 settembre 2009

Cittadinanza e basta: Madonna Assunta

Sono le 7.30 del 9 settembre.
Nel 'parlamentino' della X municipalità insegnanti, genitori, ragazzi che
hanno passato la seconda notte a presidiare l'occupazione si avviano al
caffé del mattino e al cambio turno. La nostra scuola a tempo pieno, il
plesso Madonna Assunta del 73° cd di Napoli, continua a sorgere poco
distante sul lungomare di Bagnoli, muta e vuota, senza cantieri dal giugno
scorso, apparentemente pronta a riprendere la sua attività. Anche se al
primo piano frevono i preparativi per far rientrare l'alberghiero Rossini e
il Cral nel seminterrato lavora a pieno ritmo, i nostri due piani si
riempiono silenziosamente di polvere.
E noi continuiamo dalle 9 del 7 settembre ad occupare la municipalità; tra
un po' arriveranno i bambini, cominceranno a giocare e a disegnare, a
cantare e ridere.
L'incontro istituzionale di ieri con Regione (assessore Gabriele), Comune
(assessore Rispoli), Provincia (assessore Muro), ha soltanto potuto
constatare che manca il certificato di agibilità statica. Anche se le prove
di carico fatte sono risultate buone (l'edificio non crolla) i servizi
tecnici del comune non hanno ottemperato fino ad ora alla richiesta della
Procura del 14 maggio 2009 di rilascio del certificato; è stato richiesto
all'ASSESSORE RISPOLI, COMPETENTE in merito, DI OTTENERE ENTRO 15 GIORNI.
Poi spettereà alla Procura pronuncerà su un eventuale rientro.
Le soluzioni alternative sul territorio sembrano inesistenti; quelle che da
aprile contuiamo a proporre vengono sistematicamente bocciate, vuoi per la
presenza di occupanti abusivi, per lavori da finire , per la cattiva
distibuzione degli spazi tra i vari circoli.
Avendo noi al momento 750 bambini su un unico plesso da 13 aule il
Consiglio di Circolo ha decretato l'avvio dell'anno scolastico con triplo
turno e giorno di rotazione. E i genitori hanno deciso che per permettere a
chi deve di andare al lavoro e ai bambini di fare il 'tempo pieno' le ore
mancanti verranno coperte dalla Ludoteca Madonna Assunta, all'interno della
X Municipalità occupata. Non abbiamo altri spazi per dare ai nostri figli il
tempo pieno che abbiamo scelto per loro!

Costanza Boccardi

mercoledì 25 marzo 2009

una scuola per bene

è davvero inquietante che in una scuola della Napoli bene dilaghino indifferenti l'ignoranza e il razzismo. Ma perchè dobbiamo andarcene noi da questa nostra città? E' possibile che i genitori di questa scuola non capiscano quanto sia importante impegnarsi per assicurare che domani a scuola ci siano tutti?

aggiornamento:
"ma per fortuna che c'è il Riccardo", diceva una canzone del buon Giorgio. Per fortuna che ci sono persone e risposte come questa e più in generale racconti ed esperienze come queste.

mercoledì 19 novembre 2008

Lettera a Carlotto

Da Paola questa lettera, più che un commento una continuazione di quello che tanto ci ha toccato dell'articolo di Carlotto "La festa dei 40 anni" qualche giorno fa.

In questo momento della vita di molti di noi, in cui la gioia di abitare un luogo dove le proprie idee e aspirazioni per un mondo migliore hanno finalmente trovato un loro spazio, si mischia alla triste consapevolezza di quanto lunga e faticosa sarà la strada da percorrere per riuscire a farsi sentire in questa società narcotizzata, le parole di Carlotto aprono il cuore e lo riempiono di “affetto”. Non siamo poi così soli, non siamo poi così pochi, né tanto meno così lontani. Ed uno dei compiti da portare avanti, parallelamente alle lotte, è quello di riconoscerci e conoscerci ovunque siamo.
E’ vero, quindi, caro Massimo “dobbiamo avere il coraggio di cambiare completamente il nostro modo di comunicare”. E, per farlo, il primo passo è quello di uscire di casa, avere la forza di staccarsi dall’unico luogo dove ci sentiamo sicuri, protetti e amati. Ma questo non è ugualmente praticabile per tutti. Anche per “uscire di casa” sono necessarie non poche risorse, culturali, relazionali e, non ultime, economiche. Capisco e condivido il tuo attacco alla televisione e soprattutto all’uso che ne fanno i politici, ma penso anche che essa sia, oggi più che mai, lo strumento più democratico che esista per comunicare con coloro che non sanno neanche cosa sia un blog, che non leggono, e che meno che mai vanno a teatro o a cinema per vedere un documentario. Quindi un impegno maggiore per “occuparla”, per far sì che quanto di buono si riesce a fare e a vedere esca dall’attuale collocazione di nicchia, va tentato in ogni modo. Anche la televisione pubblica è un “territorio” per il quale lottare, la prospettiva che venga del tutto consegnata a coloro che ne sono oggi i padroni, più o meno occulti, mi atterrisce.

Uscire di casa, però, significa anche, come sottolinei giustamente, coltivare “nuove forme di relazioni umane”, un rinnovato impegno non solo nel condividere le lotte, ma anche e soprattutto nell’agire sociale in senso più lato.
Ed è così che da circa un mese, ad esempio, ho iniziato un’attività di doposcuola per i bambini del mio quartiere (a composizione prevalentemente popolare) che frequentano le scuole elementari. Si sta rivelando un’esperienza molto bella, ma anche difficile per me che non ho avuto figli e so poco di come rapportarsi ai ragazzini di 9, 10 anni. L’altro pomeriggio però, dopo l’ultimo incontro in cui le tre ragazzine che sto seguendo mi avevano accolto con baci, abbracci e disegni in regalo, è arrivata la doccia fredda: due di loro da alcuni giorni non stanno andando più a scuola e non per motivi di salute. Solo l’idea che due bambine (e sottolineo il fatto che si tratti di due femminucce) possano abbandonare la scuola senza neanche aver preso la licenza elementare mi ha fatto venire la pelle d’oca. Ho pensato a come comunicare con i genitori, gli insegnanti e le bambine stesse per scongiurare questa eventualità e mi sono un po’ avvilita, temendo la mia inadeguatezza. Ma soprattutto ho anche pensato, più in generale, che per comunicare con qualcuno e convincerlo, ad esempio come dici tu che “abbiamo ragione e che è bello, giusto, lungimirante e socialmente conveniente schierarsi con noi”, andrebbero create le condizioni per far sì che un numero sempre maggiore di persone acquisisca gli strumenti per comprendere e scegliere consapevolmente. Chi frequenta un blog o va a teatro probabilmente già li ha, mentre tra tutti quelli che non frequentano questi luoghi (e forse vedono tanta televisione) ce ne sono molti che non li hanno affatto ed è innanzitutto con questi che sarebbe necessario imparare a comunicare.

Paola Clarizia
Cantiere Sociale Arcipelago Napoli

martedì 18 novembre 2008

Su Carta: i documenti conclusivi dell'assemblea degli studenti a Roma

I documenti dell’assemblea dell’Onda alla Sapienza

Dalle università parte un appello alla società per resistere al governo e generalizzare lo sciopero del 12 dicembre. Su www.carta.org pubblichiamo in versione integrale i quattro documenti conclusivi della grande assemblea degli studenti a Roma. Raccolgono le idee e le discussioni del movimento che sta scuotendo il paese e facendo crollare il consenso verso il serial-leader e il suo governo. Sono uno strumento utile a chiunque cerchi una via d'uscita dal liberismo in agonia e dalla democrazia dispotica.

Amministratori locali, insegnanti, reti sociali: ecco chi disobbedisce alla «riforma» Gelmini

venerdì 7 novembre 2008

Appello degli studenti

Appello degli studenti e delle studentesse campan@ alle realtà in lotta per la difesa del territorio e dei beni comuni

Siamo gli studenti e le studentesse che hanno invaso le piazze, occupato scuole ed università, fatto assemblee al grido “Noi la crisi non la paghiamo!” per la cancellazione delle leggi 137 e 133.
In nome della crisi e della mancanza di denaro il Governo vuole imporci tagli del finanziamento pubblico all'università, alla ricerca e alla scuola, con l'obiettivo di aprire ulteriormente la strada del finanziamento privato e quindi dell'asservimento agli interessi di pochi sui molti. Ma non solo. Se passa questa logica a farne le spese saranno gli studenti che si troveranno a pagare sempre più cara l'istruzione, a dover scegliere tra università di seria A e di serie B in base ai finanziatori privati: A pagare il prezzo saranno i lavoratori della ricerca, della scuola e dell'università.
Noi pensiamo che la nostra battaglia abbia molto in comune con la battaglia di chi difende il proprio territorio e le risorse naturali dalla svendita e dalla devastazione del mercato: che si tratti di inceneritori e discariche, di un treno ad alta velocità, di una base militare o della privatizzazione dell'acqua.
Noi come voi non vogliamo pagare la loro crisi.
Non vogliamo che si regalino miliardi di euro pubblici alle grandi imprese e banche per costruire le grandi opere, discariche ed inceneritori che non servono alla popolazione ma solo a chi le costruisce e le gestisce. I soldi pubblici ai privati e lo sfruttamento del territorio e delle risorse sono uno dei modi in cui le multinazionali cercano di resistere alla crisi.
Noi chiediamo che questi soldi vengano utilizzati per finanziare adeguatamente ricerca, università e scuola. Continua...

La resa dei conti

Dalla Società Italiana di Statistica un interessante contributo sui dati che riguardano la spesa complessiva per l'istruzione, la sua incidenza sul Pil, la spesa per alunno ecc...
A naso, per esempio, chi non ha pensato che i dati sul numero di universitari che non hanno dato esami fossero contati considerando anche le matricole? Trovare finalmente un'autorità statistica che faccia i conti sui conti è veramente utile, istruttivo e democraticamente corretto. (sv)
PS Sperando solo che non si prenda spunto da qui per una "resa dei conti" anche sugli insegnanti di sostegno o sull'edilizia scolastica ecc? Ma leggete, che è interessante davvero, e graze a Paola Clarizia che ha segnalato.


L’attuale politica scolastica: false economie o economia fasulla?



I vari provvedimenti che riguardano la scuola, avviati negli ultimi mesi da parte del governo, partono dalla premessa che sia necessario tagliare la spesa pubblica relativa a quel capitolo. Un’incessante ripetizione di questo presupposto sembrerebbe averlo reso quasi assiomatico per tutti. Nella Legge 133 del 6 agosto 2008, articolo 64, comma 6, si trova che “… devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 650 milioni di euro per l’anno 2009, di 1.650 milioni per l’anno 2010, di 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e di 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”. Di fronte a tagli di una tale entità, è doveroso chiedersi se il presupposto e i provvedimenti siano corroborati dai dati forniti dall’OCSE, dall’ISTAT, dal MPI e MIUR e dal Bilancio dello Stato. Vorrei esaminare alcuni di questi dati, relativi a tre aspetti della spesa complessiva, che sono frequentemente oggetto di affermazioni approssimative o inattendibili da parte di politici e commentatori. Continua...

giovedì 6 novembre 2008

Lettera aperta agli studenti da Vicenza e dalla Val di Susa

da Vicenza e dalla Val di Susa:

Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università

Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant'altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l'acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all'università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia. Il futuro è nelle nostre mani.

6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa

martedì 4 novembre 2008

Il corpo e l'anima

Il giorno dopo il corpo e l'anima che ieri davamo per dispersi, a proposito dei commenti sui ragazzini feriti, finalmente si sentono, almeno nel pezzo di D'Avanzo su 'Gli scugnizzi perduti di Camorra City'. E non solo nel punto che cita Daniela su Decidiamoinsieme (con il commento di Salvatore davvero apprezzabile), ma anche quando si parla del loro parlare:

Non è facile ascoltare (e tradurre) O' Chicco. Riesce a dire soltanto poche parole alla volta, impastate tra di loro. Mai più di quattro, cinque. Non completa mai un concetto. Lascia tutte le frasi sospese per aria, spesso incomprensibili (...) Il fatto è che O' Chicco è disabituato a parlare, a organizzare un discorso coerente e logico. Salta di palo in frasca. Dice quel che gli viene in mente. Pensa per immagini sconnesse a cui non sa dare ordine e in modo sconnesso e caotico te le propone. Sta a te metterle in ordine, se ne hai voglia e puoi farlo.

Ecco, se uno non sa parlare è perchè gli è mancato tutto, e potremmo anche chiederci se quel tutto, per caso, non siamo noi, con le nostre occasioni spese male e il nostro futuro praticamente finito. Continua...
sv

martedì 28 ottobre 2008

Power Point

un power point degli Stati Generali dell'Università di MIlano, molto ultile per conoscere e capire la situazione dell'università italiana


domenica 19 ottobre 2008

Gemini 2

Il programma Ge(l)mini continua....
e a proposito, sono veramente molto "educativi", da "scuola di scuola", i commenti politici a questa mobilitazione spaziale. Gelmini: "la sinistra usa la scuola per distruggere il governo" (o il governo usa la riforma per distruggere la scuola ?); il Presidente: "non dire solo NO!"; ancora Gelmini: "perchè si mobilitano quelli delle superiori se la riform non li tocca?" (della serie fatevi i cz vostri). Tutto veramete altamente educativo. Qualcuno volesse entrare nel merito , please?


Comunque, nello spazio, verso la luna, andiamo avanti così ...
(tutto da "La Repubblica")



Bologna : "Con questa riforma a scuola non si torna".
Una sera a scuola.
<-












Milano : Girotondo contro la riforma e In bici contro la riforma ->




Video Roma : Sapienza in rivolta

E sul Manifesto Francesca Pilla racconta una giornata alla Federico II

giovedì 16 ottobre 2008

Gemini 1

E' partito il primo lancio del programma ge(l)mini, ieri sera: tanti giovani con i precari della scuola autoconvocati per affermare la scuola pubblica. Una manifestazione intensa dove si respirava una fresca aria di libertà e di coscienza, con tanta rabbia, ma senza rancori. Domani si lancia Gemini 2, da Roma, con i sindacati di base. Presidio a Napoli sempre da Piazza del Gesù. E il 30 Gemini 3 con i sindacati di base*altezza/3. Poi dopo, forse, si finirà col lanciare tutti insieme questa schifezza di decreto a disintegrarsi nell'impatto con l'atmosfera.
Le foto di ieri sono pessime, meglio non si poteva con i mezzi a disposizione, e dunque vado a cercare qualcosa di meglio in rete, ché di fotografi professionisti ieri ce ne erano almeno una ventina.

venerdì 3 ottobre 2008

Pacchetto e pacchettini "Zi'curezza"

deformazione da noteburc....

c'è una ordinanza del sindaco che pone alcuni divieti.
poi c'è una delibera che, come disposto dall'ordinanza dovrebbe fissare riduzioni delle sanzioni pecuniarie previste per chi non rispetta i divieti; ma che invece contiene anche una serie di iniziative ad ampio raggio sugli immigrati, sulla prostituzione, sugli ambulanti e sugli abusivi in genere (vero e grave serbatoio di insicurezza, disagio, fastidio per la cittadinanza onesta). Dunque ordinanza e non solo, alla faccia della chiarezza. Continua...

La scuola

Come faremmo senza Giampiero a cui si deve questa segnalazione, così come quella dei due articoli indicati nel post di qualche giorno fa?

La scuola

Facciamo l'ipotesi, cosi' astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale pero' formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Continua...


Piero Calamandrei
(Discorso pronunciato al III° Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950)

la foto è tratta dl sito romacivica.net