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lunedì 27 giugno 2011

Valsusa

 
A TUTTE LE REALTA’ DEL PATTO NAZIONALE DI MUTUO SOCCORSO:

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE PER LA VALSUSA

L'azione militare volta ad installare in valle il primo cantiere per il TAV Torino-Lione è iniziata alle 4 del mattino di questo lunedì 27 Giugno con la chiusura al traffico dell'autostrada A32, destinata a diventare uno dei teatri dell'intervento di forza contro i Valsusini. Un numero spropositato di agenti delle varie armi, una dotazione eccezionale di mezzi hanno aggredito il Presidio della Maddalena di Chiomonte da 3 lati.
Nell'area era presente un migliaio di presidianti che si erano fermati per la notte dopo la grande fiaccolata popolare della domenica sera.
In 5 ore una troncatrice cingolata protetta da getti di idranti ha potuto aprire, nella delimitazione laterale delle carreggiate, un varco che intendono usare per far scendere mezzi e materiali utili ad allestire in terreni sottostanti il viadotto Clarea un simulacro di recinzione di cantiere: tanto basterebbe ad una complice UE per confermare il contributo di 670 milioni (che i nostri "piquattristi" non vedono l'ora di spartirsi)
Con l'uso di molti lacrimogeni i presidianti sono stati sospinti nei boschi e lì inseguiti con lanci ulteriori.
Intanto sulle statali della Valle di Susa si andavano radunando i manifestanti NO-TAV svegliati nelle loro case dai fuochi di artificio utilizzati per dare l'allarme. Un paio di concentramenti, per ora (Exilles, oltre Chiomonte e S. Ambrogio, in bassa valle), richiamano tutti ad iniziative di mobilitazione. Da Torino, dalla cintura, dalla Valsangone si sta convergendo in questi punti.

DALLA VALLE DI SUSA LANCIAMO UN APPELLO NAZIONALE AD UNA MOBILITAZIONE PACIFICA A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA CONTRO IL TAV, IN TUTTE LE LOCALITA' IN CUI QUESTA SIA POSSIBILE.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto: vi chiediamo per ora di manifestarci solidarietà ed appoggio dalle vostre realtà RESISTERE PER ESISTERE!

Continuate a seguire gli sviluppi sui nostri siti:
www.notavtorino.org 

"Il progetto Tav: un flop ad Alta Velocità" di Luca Mercalli su Il Fatto Quotidiano del 18 giugno 2011 (Proposto da Paola Clarizia)

Plebiscito Indignato


Presidio Permanente per il supporto all’attuazione del Piano dei rifiuti del ComuneIl Presidio autoconvocato e autorganizzato nasce dall’esigenza dei cittadini napoletani di dare il proprio contributo diretto alla soluzione del “problema rifiuti”, sia in questa fase di emergenza estrema,  sia in un’ottica di medio, lungo periodo.
Il presupposto da cui parte il Presidio, condiviso unanimemente al di là delle singole appartenenze politiche e/o partitiche, è quello di sostenere che la problematica napoletana dei rifiuti non debba mai più costituire  il campo di battaglia di lotte politiche cittadine e nazionali e di interessi non sempre legittimi, ma che venga affrontato per quello che è realmente oggi per la vita di ciascun cittadino ed imprenditore napoletano: IL PROBLEMA di cui bisogna trovare definitivamente la soluzione.
Le elezioni napoletane hanno chiaramente espresso l’opinione di un’ampia maggioranza sulla modalità di uscita da questa problematica: tocca adesso all’Amministrazione Comunale, ma anche a noi cittadini, agli imprenditori, ai commercianti, ecc… attivarsi e collaborare affinché quest’obiettivo venga raggiunto.
Il tempo della discussione e della scelta democratica è ormai alle nostre spalle: adesso è il tempo dell’azione.
Per questo, alla luce degli ultimi avvenimenti  e degli episodi di esasperazione e di intolleranza di parti sempre più numerose della popolazione, si è autocostituito il Presidio che opererà ad oltranza fino alla risoluzione del problema rifiuti.
Il Presidio opererà sul breve e medio periodo su diversi livelli.
A breve tempo:
pressione democratica sulle istituzioni locali e nazionali e sugli organi di stampa affinchè si verifichino tutte le condizioni per la leale collaborazione interistituzionale per l’attuazione del programma approvato con la prima delibera della nuova Giunta Comunale di Napoli;
supporto alle Amministrazioni deputate alla realizzazione del Programma di cui al punto precedente;
autoindividuazione ed autoadozione di “comportamenti virtuosi” atti a facilitare il superamento dell’attuale fase di emergenza e alla realizzazione in tempi brevi di una stabile ed efficace raccolta differenziata nell’ambito di una definitiva attivazione del complessivo ciclo integrato dei rifiuti. 
A medio tempo:
conseguire alte percentuali di raccolta differenziata, obiettivo ambizioso, ma non irrangiungibile. Ciò consentirà di recuperare l’autostima dei cittadini e di riscattare la negativa immagine che si è formata negli ultimi anni, recuperando la reputazione, a livello nazionale e internazionale, di una città capace di affrontare e superare civilmente ed orgogliosamente le proprie difficoltà.
Pertanto, nei prossimi giorni il Presidio farà azione continua e capillare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, di informazione e sensibilizzazione per:
diminuire sensibilmente il volume dei rifiuti (monouso, imballaggi, shopper, ecc…);
 trattenere in casa, nei negozi, nei luoghi di produzione e distribuzione, per un periodo da concordare con l’amministrazione comunale, i rifiuti non organici, con esclusione, quindi, di tutte le materie deperibili, che, una volta ridotte notevolmente di volume, potranno essere ritirate dall’amministrazione comunale con puntualità;
coinvolgere le unità di base, condominiali e associative (di categoria, cattoliche, ambientaliste, centri sociali, università, ecc…), per lo studio e l’assunzione di comportamenti virtuosi ed eventualmente, per organizzare collettivamente la consegna dei rifiuti differenziati direttamente presso le isole ecologiche;
promuovere e contribuire all’autorganizzazione di presidi di informazione, sensibilizzazione, nei quartieri, nelle piazze e nelle strade di Napoli, per l’attuazione partecipata di questi punti.
Le iniziative saranno condotte sempre nel rispetto delle leggi e con il coinvolgimento del massimo numero di cittadini possibile.
Sarà necessario che l’Amministrazione Comunale individui dei referenti  con cui il Presidio possa relazionarsi per il migliore svolgimento delle attività ed evitare sovrapposizioni ed incoerenze con gli indirizzi e con le azioni messe in campo dal Comune.

Napoli, li 23.06.11       

mercoledì 21 luglio 2010

In Carta

E' triste ed imbarazzante leggere sulle news di Carta che arrivano su questo nostro blog un titolo di ieri che recita " Io li dimetto". Non entro nel merito dei contenuti di questo pezzo come degli altri che stanno uscendo da quando alla direzione di  Carta non c'è più Pier Luigi Sullo e alla redazione, oltre che alla guida della cooperativa, non c'è più Anna Rizzo. Penso solo che quello che viene raccontato nel pezzo "Cari lettori" è sconcertante, parziale e ingiusto verso me, una delle tante care lettrici, associata a Cantieri Sociali, co-fondatrice di Arcipelago Napoli, affezionata quanto discontinua redattrice di questo blog nel quale c'è scritto "promosso da Carta". Penso che Carta senza Gigi è come Repubblica senza Scalfari, che si potevano trovare altri modi di rapportarsi al conflitto, che è inconcepibile un passaggio di direzione muto del saluto e del racconto di chi "lascia", che è offensivo e velleitario chiedere a me, una delle tante, di continuare a sostenere Carta.
Informata  da Andrea (per quello che anche lui ne sa)   aspetto di conoscere meglio i fatti,  di essere messa dalla nuova direzione nella condizione minima di comprendere quello che è successo e di confrontarmi con le altre e gli altri di Arcipelago Napoli su quello che potrà essere in futuro il rapporto tra carta e i cantieri e tra carta e Arcipelago. Aspetto, prima di assecondare la tentazione sempre più forte di chiudere.

mercoledì 7 luglio 2010

lancillotto!

dal sito dell'ADUC qui. Segnalato da Paola e veramente carino!

Troppe cose impegnative al varo dell'estate? E dunque: Alleggerire! –è la parola d’ordine. Non che sia tanto facile oggi, perché la situazione economica, sociale e politica è tutto fuorché lieve e ciò si riflette nelle vite delle singole persone, soprattutto di quelle comuni come sono io, che si trovano confrontate non solo con la crescente difficoltà a far quadrare i loro più o meno magri bilanci, ma anche con un diluvio di cialtroneria e pressappochismo (a volte addirittura protervi) proveniente anche da dove non te l’aspetteresti. Per non parlare della nausea per il quotidiano dileggio a cui siamo esposti, quando ti dicono che le tasse non aumentano… e intanto cresce, solo per fare un esempio, il costo dei biglietti dei bus, e aumentano i pedaggi autostradali, in tutti i sensi; nel senso che cresce il costo dei vecchi e vengono introdotti nuovi pedaggi su strade che fino a ieri ne erano esenti… Per non parlare delle tasse regionali e comunali.

E allora, che fare? Dobbiamo davvero scontare la condanna a mantenerci con la faccia scura e ad essere sempre e solo pronti a digrignare i denti, atteggiando la bocca, al massimo, a una smorfia sogghignante? Dobbiamo davvero rassegnarci a non avere più il sano senso dell’umorismo e a sostituirlo con l’amaro, bilioso sarcasmo? Vogliamo davvero non sorridere più?
No, io non voglio rinunciare a sorridere –in tutti i sensi del termine: sorridere alle persone e alle cose, e sorridere delle situazioni e anche di me stessa, per il semplice fatto che ciò mi fa stare meglio e mi fa affrontare la realtà con un respiro più largo –quello della vita.
E’ così che mi posso impegnare in un’azione concreta per tentare di dare un altolà a una situazione che giudico grave e, nello stesso tempo, guardarmi con quel minimo di distacco necessario a non prendermi sul serio al 100%. Mi aiuta, al momento giusto, e mi diverte un sacco, il raccontare le mie gesta in sciamannatissimi “ottonari”, come quelli che si possono leggere qui sotto e che risalgono a circa un mese fa.
(Continua...)

domenica 20 giugno 2010

In bianco

In bianco c'è andata la marcia dei 40(senza mila) che - complice quel Dio che forse non è morto (ancora)- hanno beccato anche l'acqua (la più comune di tutte, senza colore bollicine e prezzo, che cade dal cielo).
Nel frattempo fa piacere leggere in questa domenica mattina particolarmente patriottica un Mimmo De Masi sul Mattino (in prima e a pag.14) che si scatena contro la gobalizzazione e contro la versione Fiat-Panda, con i suoi effetti sul lavoro e le sue prospettive di robitizzazione di corpi e anime tese a produrre il più insulso tra i veicoli a motore. Un De Masi che addirittura cita il "pezzo" del collega Luciano Gallino del 14 giugno su Repubblica. E conclude, Mimmo, con una citazione illuminante di Borges "quando arrivi a un bivio, imboccalo", forse per dire che siamo con la testa già contro il muro. Che Mimmo sia geniale in certe sue intuizioni è confermato dalla potenza di questa citazione che ha definitivamente sciolto la mia titubanza davanti a un desiderio che da giorni mi insegue. Prendere il simbolo di Fammiscegliere e utilizzarlo per esprimere solidarietà agli operai di Pomigliano, esprimere tangibilmente un partecipazione, una messa in discussione, un voglia di cambiare e di lottare. Una pensata del cavolo,  piena di malinconia, tipica di chi la pensa e non la vive, e perciò si può permettere di allungare lo sguardo altrove, di imboccare il bivio, la possibilità, il dubbio, la discussione. Ma almeno questo si facci. E almeno per questo, grazie Mimmo!

ps ovviamente con il permesso del gruppo Fammiscegliere che per il momento possiamo solo promuovere.

sabato 10 aprile 2010

Rubrica per la sinistra (o meglio, altra politica)

Approfittiamo di questa agenda per avviare una rubrica, caso mai ci voleste inviare le riflessioni scritte che, ci giurerei, state annotando intante-i. E raccogliamo in questo modo l'invito di Vittorio, al quale va il nostro sentito grazie.


Care amiche e cari amici vi propongo queste riflessioni dopo i risultati elettorali nella speranza di attivare un utile confronto. Un abbraccio, Vittorio 
AGENDA PER LA SINISTRA
La sera della vittoria in Puglia Niki Vendola si è rivolto al suo popolo confessando il proprio desiderio di avere qualche giorno di pausa per tornare tra i suoi libri, per leggere poesie, per ritrovare la poesia nella vita. Sarà un caso quello di essere uno dei pochi del centro-sinistra che il 29 sera ha potuto festeggiare, insieme a una moltitudine di giovani che lo acclamavano dopo averlo portato al successo?!
Quanti sono i politici del centro-sinistra che si rivolgono ai propri elettori parlando della vita, delle speranze e delle sofferenze personali, dei libri che arricchiscono gli uomini, della poesia?
Anche questa è una pista da percorrere per capire come Vendola abbia fatto il miracolo di battere prima D’Alema e poi i berlusconiani: un diverso approccio alla realtà, costruzione del consenso vivendo tra donne e uomini, esibendosi in tutta la propria vera identità. Umano, troppo umano…
Interroghiamoci su quali siano stati nel tempo i punti di forza del centro-sinistra: da una parte gli aggregati sociali quali la classe operaia, i ceti medi, gli insegnanti, i nuovi tecnici, le femministe, i giovani, i braccianti. Dall’alta l’implicito orientamento dei movimenti no global, pacifisti, per la difesa dell’acqua pubblica, l’onda studentesca, i no tav, gli antinucleari, i comitati in difesa dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori; e ultimo nel tempo il movimento viola. (continua...)

mercoledì 7 aprile 2010

basta! basta?

Ci sono compagni come Franco, Giulio e Marco che partecipano a un incontro (qui oggi) che non condividiamo. Metabolizzate in tempi record le elezioni, si individuano nei vertici istituzionali e partitici che hanno "perso" la Campania gli interlocutori del "rinnovamento". Il contrasto tra nomi e rinnovamento appare stridente. Forse sarebbe stato più prudente e credibile il richiamo ad obiettivi di difesa della democrazia - e della già frantumata e depressa popolazione povera ed emarginata della Campania - dai pericoli che vengono dalla camorra, dal clientelismo, dal populismo lasciato in eredità dalla Campania di prima e rilanciato alla grande dalla nuova leadership “socialliberista”. Il rinnovamento che i nostri amici proporranno è incompatibile con il rinnovamento nell’opposizione che hanno in mente gli attuali capi dei partiti della sinistra campana. Richiede che essi e il loro sistema di fare della amministrazione pubblica un mercato di favori e della politica una competizione tra monadi di potenti scompaiano. Fa tanta paura non averli più?

venerdì 12 marzo 2010

Lo stato delle pratiche partecipative a Napoli

fatta la presentazione in casa editrice dieci giorni fa, a cura dell'editore e del curatore, gli autori hanno pensato di organizzarne altre, dando più spazio al dibattito e ai temi che il volume tratta, in primo luogo quello delle pratiche partecipative. Ci incontriamo per questo Lunedì 15 marzo alle ore 17,30 nella Biblioteca del Liceo Margerita di Savoia, Salita Pontecorvo 72 Napoli

mercoledì 20 gennaio 2010

Cosa succede in Val di Susa

"(...)L’altra cosa sorprendente sono la fermezza e l’intelligenza con la quale i valsusini riescono a opporsi, a manovrare quando occorre, a rafforzare i loro legami interni ed esterni. Si vedrà con ogni probabilità nella manifestazione di sabato quanti «chilometro zero» [nel senso dell’economia e nel senso della democrazia] arriveranno da tutto il paese, dalle città minacciate da basi militari, Ponti, autostrade e discariche. Eppure, non sono previsti, letteralmente non esistono nel vocabolario dei politici e nel panorama nazionale dipinto dai giornali. Che rabbia, per la signora Bresso o per l’ingegner Virano [il famoso «tecnico»] vedere che tutte le loro tattiche, dall’assorbire i sindaci al fare irruzione all’alba, falliscono sempre, checché ne scriva La Stampa, perché altri sindaci e presidenti di Comunità montana vengono eletti, e centinaia di persone appaiono magicamente davanti a trivelle e poliziotti. Non c’è dubbio che la Valle di Susa è la nostra Cochabamba. Nella città boliviana, dieci anni fa, un grande movimento di popolo strappò l’acqua dalle unghie di una multinazionale, dando inizio al movimento mondiale per l’acqua bene comune. In Val di Susa, rifiutando l’Alta velocità, si propone un’altra economia, una altro modo di vivere, una democrazia reale."
tratto da ... Sabato in Val di Susa, di Pierluigi Sullo, in uscita nella rubrica Cantieri Sociali del Manifesto del prossimo 21 gennaio.

Sabato 23 in Val di Susa ci sarà una manifestazione di sostegno al movimento NoTav, alla Comunità Montana e alla popolazione che il tunnel per il treno veloce dell'autoritarsimo, del danno al territorio, della mutazione della vita della comunità, del pensiero unico sullo sviluppo, dei media padroni dell'informazione, degli interessi dei forti sui deboli senza voce, della politica al servizio degli interessi economici e finanziari, proprio non lo vogliono.

altri articoli su "Carta" 
l'invito di Democrazia KMzero 
 Chiara Sasso ci racconta... 

domenica 3 gennaio 2010

le provocazioni di alex




una lettera di alex zanotelli sul commercio equo e solidale
... e i commenti dei vertici dell'organizzazione.
L'anno comincia in modo interessante....

giovedì 3 dicembre 2009

Acqua privata, Maledizione!



aggiornamenti: c'è anche un gruppo su facebook, si chiama "Acqua Pubblica", ha già 110 mila adesioni, punta a raccoglierne un milione e ha come obiettivo il referendum

Oggi 3 dicembre 2009 si riunisce il comitato Acqua Napoli, alle ore 17, presso la Federconsumatori, in corso Umberto I°, 381 (Il resoconto della riunione del 25/11 è nella sezione "Impronte" o qui).

venerdì 27 novembre 2009

Nomadi urbani

Oggi e domani a Napoli (Maschio Angioino) «Verso il 2010, anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale»
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea organizza, con il Comune di Napoli e la Regione Campania, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, un Forum della società civile, dedicato alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Sul Manifesto del 26 novembre una intervista a Guy Standing (ndr presente al convegno napoletano), docente di sicurezza economica all'università di Bath e co-presidente del Bien (Basic Income European Network), l'associazione non governativa che promuove a livello mondiale il reddito di base.(Grazie ad Enrica per la segnalazione). L'intervista dice tante cose tutte interessantissine, sul  precariato, il controllo sulla formazione,  la dequalificazioni dei lavori, le nuove sogettività, le prospettive della politica progressista, la politica del paradiso:"Il precariato è formato da «nomadi urbani» che vivono la propria identità dentro una contraddizione. La politica progressiva deve saperla affrontare. Deve proporre una nuova politica del paradiso."
Il cantiere si sta occupando di Basic Income e di povertà ponendosi molte domande (a partire dal quando ci riuniamo per discuterne considerato che abbiamo fissato già tre volte una data senza riuscirci): come chiamarla questa cosa e come intenderla, come misura di contrasto alla povertà o come l'affemazione di un diritto universale e fondamentale, di libertà, giustizia, cittadinanza che riguarda tutti e libera tutti dai vincoli del lavoro e del guadagno dell'economia di mercato (ma restando sostanzialmente dentro se è vero che il basic è un income e che i rapporti sociali che lo "assicurano" non sono chiari fuori dai noti rapporti di produzione)? L'assolutezza leggera della posizione basic incom spaventa leggermente sotto il profilo teorico e come politica. Sentiamo di non avere ancora possesso di un orizzonte che sia altro da quello che abbiamo e che sentiamo ci appartiene anche quando lo rifiutiamo, tanto da volerlo distruggere (prima che ci distrugga). Ma il desiderio di incamminarci su questa strada "assoluta" e "leggera" sembra destinato a diventare altrettanto inevitabilmente vero, nostro, giusto, necessario, se solo ci rivolgiamo e ci guardiamo intorno e solo ci guardiamo diritte/i dentro. Leggendo l'intervista ritornano i collegamenti con "Immagina che il lavoro" e il riferimento forte di Guy Standing al tema della cultura e della scuola ci rinvia ancora una volta al discorso su Chance. E tutto quello che nell'intervista si afferma ci conferma....
Nello stesso numero del Manifesto, infine, c'è anche un prezioso saggio di Guido Rossi sulla globalizzazione, dal titolo "La paura che nega il diritto" che si conclude così "Questo è comunque ciò che è diritto per noi: per gli individui che vogliamo essere e la comunità in cui vogliamo vivere».

ps prometto che con la tredicesima comprerò l'abbonamento a Carta, al Manifesto e alle riviste della Libreria delle donne di Milano.

domenica 15 novembre 2009

Libertà/Sicurezza Eguaglianza/Parità Fratellanza/Network

La fratellanza dei network  (Il Mattino 15 novembre 2009)
Su sicurezza e parità una videoconferenza ad Avellino del teorico della società liquida

Zygmunt Bauman

Se oggi ci si guarda intorno si assiste ad assalti terroristici, alla globale emergenza terroristica, alle paure sul riscaldamento del pianeta, si temono le nuove malattie epidemiche contagiose. Se si considerano tutte queste cose insieme, si vedrà che le persone sono inclini a cedere gran parte della loro libertà per avere più sicurezza. Sicurezza è desiderio, sicurezza è ricchezza umana o di quelle compagnie commerciali che fanno un sacco di profitti, di politici che accumulano un sacco di capitale. Noi siamo pronti a essere d’accordo con loro seguendo la ricetta per dimetterci dalla libertà di scelta per sentirci più sicuri. Ora, la questione è l’eguaglianza, come probabilmente ben sappiamo, le differenze tra le persone che guadagnano molto e la persone che guadagnano poco, le persone al limite. La miseria sta crescendo, le differenze stanno crescendo. (...) L’idea di eguaglianza è stata sostituita dall’idea di Parità. Parità non significa eguaglianza materiale, eguaglianza di salario, eguaglianza di ricchezza. Al contrario le persone amano le differenze, amano vivere in stili diversi, non vogliono essere uniformate a chiunque altro. Ciò che vogliono, ciò per cui combattono è il riconoscimento del diritto a essere differenti, l’idea dei diritti umani al posto, in qualche modo, proprio in qualche modo, l’idea dell’uniformità del salario, l’uguaglianza del welfare e del diritto umano è concepita prevalentemente come il diritto a essere me stesso, il diritto a essere differente, il diritto a seguire la mia propria scelta di stile di vita. (...) Un altro elemento è la Fratellanza. La Fratellanza, come la Libertà, è una nozione ambivalente. È un aspetto meraviglioso, desiderabile, un aspetto che richiama i sentimenti, un certo grado di pietà, perché appartenere a una famiglia significa, da un lato, aumentare la sicurezza, ma dall’altro, è la limitazione della libertà. La tua identità è determinata dalla tua appartenenza, poiché tu sei nato qui e non lì, poiché tu vieni da un tale ambiente e non da un altro. Tu sei determinato già per la vita e il tuo spazio di manovra è limitato. Il Network, con cui l’idea di fratellanza è stata sostituita, è qualcos’altro. Qui l’identità non è determinata dall’appartenenza ma, al contrario, l’appartenenza è determinata dall’identità o dalle scelte. Io scelgo la cerchia a cui appartenere. La famiglia è un’entità oggettiva. Un marziano potrebbe guardarci da lassù e potrebbe oggettivamente descrivere chi appartiene a una determinata famiglia e chi non vi appartiene. Il Network è qualcos’altro. Continua...

giovedì 5 novembre 2009

Mi porti un bacione a firenze



by giampiero

e in contemporanea da Carta:
Democrazia chilometro zero. Sintesi dei lavori di gruppo

Il 10 e 11 ottobre ci siamo visti alla Piagge, per «Democrazia chilometro zero» [DKm0], ospiti di Alessandro Santoro e della sua Comunità, subito prima che il vescovo di Firenze, Betori, decidesse di distruggere quel laboratorio di democrazia e di socialità [o almeno tentasse di farlo]. Ora la sintesi dei lavori, delle discussioni, delle chiacchierate di quelle due giornate è pronta. C’è voluto un po’ di tempo, perché bisognava comporre decine di interventi nei tre gruppi di lavoro e nelle due riunioni plenarie. La sintesi è quindi un lavoro collettivo, che per altro non pretende di essere esaustivo. Il tutto lo trovate qui

mercoledì 21 ottobre 2009

DKm0

Sabato e domenica scorsa, alla comunità delle Piagge di Firenze, si è svolto un incontro bello, un po’ anomalo è importante, chiamato “Democrazia chilometro zero: incontro per l’autogoverno. Sulla base di un appello promosso, tra gli altri, anche da Carta e dai Cantieri sociali, più di 200 persone si sono incontrate in rappresentanza di comitati locali, comunità resistenti e attive, associazioni, gruppi di acquisto solidale liste di cittadinanza con l’obiettivo di comprendere e cercare di capire come provare a “costruire una società solidale e conviviale basata sulla salvaguardia e difesa dei beni comuni dall’invadenza del mercato, pacifica e nonviolenta, capace di mettere al centro la persona, riconosciuta nei suoi diritti, nei suoi bisogni, affetti e desideri, “distanziandosi dalla oramai subordinazione al mercato dei rappresentanti politici”.
Si è trattato di un primo incontro che pur nel rispetto delle autonomie, pur affermando con forza che qualsiasi percorso comune non possa che partire dal riconoscimento delle tante diversità e differenze, evitando qualsiasi tentazione di proporre modelli unificanti,ha ribadito con forza la necessità di costruire legami più forti e continuativi, di cucire reti e saperi, di praticare terreni di iniziativa comune e condivisa.
Molti dei presenti si “conoscevano di vista”, a volte si erano letti, in altri casi si erano venuti in mutuo soccorso o avevano fatto una manifestazione assieme. A Firenze, anche grazie alla tranquillità intelligente e ai colori che hanno caratterizzato l’accoglienza proposta dagli uomini e le donne che animano la comunità delle Piagge, hanno approfondito la conoscenza, si sono incontrate di persona in un dibattito lungo e attento,.
Un confronto che ha portato a definire, pur tra le tante elaborazioni, forme e pratiche, alcuni terreni già condivisi di iniziativa e vertenza: il sentirsi orgogliosamente “clandestini” in un mondo che massacra i diritti, rapina e distrugge la natura, è cattivo e violento con i differenti, i più fragili e i “senza voce”. Il contrasto ad ogni forma di razzismo e discriminazione, a partire dal rifiuto del pacchetto sicurezza e dalla promozione dei diritti e della cittadinanza di tutte le persone migranti (già con un primo e importante appuntamento comune e condiviso: la manifestazione del 17 ottobre a Roma). La tutela e la difesa dei beni comuni che essi debbano rimanere cosa pubblica e comune. Che occorre mettere profondamente in discussione l’attuale modello di sviluppo, ad iniziare dalle forme altre e solidali di economia, da una rivisitazione/riduzione dei livelli di consumo, dalla prospettiva della “decrescita”. Il netto rifiuto della logica delle grandi opere e infrastrutture che negano e distruggono ogni interesse di comunità di tutela ambientale a favore degli appetiti selvaggi e onnivori del liberismo, dei cementificatori, delle reti di criminalità organizzata, delle cooperative di costruttori, spesso rosse, sempre più smemorate e distanti dalla loro storia e dal loro senso. La necessaria centralità di rimettere mano ai temi del lavoro e della precarietà che oggi privano milioni di persone di una prospettiva.
Ma a Firenze ci si è anche confrontati sulla necessità di trovare forme di politica altra, differente e lontana da quelle tradizionali, capaci di uscire dalla “gabbia auto-referenziale dei partiti e della rappresentanza”. Una nuova forma di politica dal basso, orizzontale e partecipata, che individua nella dimensione locale, nelle resistenze territoriali il proprio agire, ma allo stesso capaci di guardare e proporre oltre, di darsi una “dimensione globale nell’epoca della grande crisi”
Una visione che non fa della comunità un feticcio, ma anzi ne sa riconoscere i profumi ma anche le puzze. Che sa degli istinti violenti e cattivi che attraversano il nostro quotidiano e per questo si pone il problema di come farsene carico, non in modo ideologico o individuando il nemico, ma profondo ad offrire spazi di mediazione capace di riconoscere i diritti di tutti quelli che abitano i territori.
Dalle Piagge è partito un cammino, che si è dato già qualche strumento per continuare e dei prossimi appuntamenti. Ma soprattutto, le due giornate sono state un momento di confronto e approfondimento alto che rimanda a tutti quelli che c’erano e a tutti quelli che si sono operati per promuoverlo una grande responsabilità: quella di costruire le condizioni perché tale cammino possa continuare e stabilizzarsi.
Forse da Firenze non siamo usciti ancora con tutti gli attrezzi necessari ma sicuramente, e non era scontato, abbiamo fatto un passo in avanti. Li si è svolta una discussione vera, libera dalle liturgie dei partiti, dove tanti e tante, a volte molto differenti tra loro sono però riusciti a percepirsi come simili
Andrea Morniroli – cantieri sociali
Sergio Sinigaglia – cantiere Altremarche

sabato 12 settembre 2009

Una richiesta (on the road)

E' arrivata con una mail di Andrea una richiesta di Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Si tratta di una lettera intitolata "Anche tu puoi progettare l'alternativa" ed inizia così : "Se anche tu sei convinto che la triplice crisi, economica, sociale, ambientale, impone profonde trasformazioni di sistema, allora questo messaggio è per te. E’ l’invito ad aderire ad uno dei gruppi di discussione, che stiamo cercando di far nascere in ogni parte d’Italia. Il tema è come costruire una società capace di garantire il benvivere a tutti, nel rispetto dei limiti del pianeta. Un obiettivo ambizioso, ma non impossibile." Continua...

L'occasione è buona per rilanciare l'altra richiesta proveniente da Carta e presentata qui alla fine di luglio nel post Democrazia Km Zero. Anche in questo caso il richiamo batte sulla necessità di mettere insieme le forze per portare avanti l'iniziativa politica.

Ho molti dubbi e l'impressione che sfuggano i nodi veri della difficile situazione politica italiana che richiede a mio avviso un più forte radicalismo di tutti i democratici sulle condizioni materiali di controllo, oppressione e indigenza in cui vivono le persone deboli e sullo stato delle nostre isttituzioni democratiche (in Campania e a Napoli anche di quelle amministrative e delle funzioni pubbliche in generale) e che si debba lavorare in questo momento soprattutto ad unire tutto lo schieramento democratico su questo preciso obiettivo di mobilitazione, vertenza, lotta.
Ho dubbi anche sulla lettura politica più ampia e prendo a spunto proprio la lettera di Francesco per dire che mi inquieta già nel titolo "progettare l'alternativa" e nell'incipit "Se anche tu sei convinto". Non sono affatto convint-a. Anzi non credo di volermi o dovermi convincere. Preferirei conoscere, ponderare, comprendere, scegliere, imparare, cambiare ecc.... All'alternativa tenderei a preferire solo la possibilità anzi le possibilità.
Infine, se la smettessimo di ragionare classificando, forse riusciremmo a resuscitare persino gli economisti del cui pensiero critico credo ci sia, anzi il "basso" e il popolo partecipante abbiano, un assoluto bisogno. Non dico altro nella speranza che si affaccino commenti più densi.
Comunque, Democrazia Km Zero sta andando avanti, con un programma che prevede un incontro alla Comunità delle Piagge, Firenze, il prossimo Ottobre, nei giorni 10 e 11. Dettagli e notizie potete averle da Andrea che sta lavorando al programma (andreamorniroli@libero.it).
Mentre per rispondere all'invito di Francesco Gesualdi e partecipare a gruppi o costituirli l'indirizzo è questo gruppidistudio@cnms.it
NB Ovviamente le due iniziative si incontreranno strada facendo, come propone Andrea nella sua mail, indicando la possibilità di una sessione dei lavori delle Piagge dedicata al come lavorare insieme e introdotta proprio dall'intervento di Francesco.

Fine. Baci.

martedì 19 maggio 2009

oggi alle 17

Incontro del terzo settore con Vittorio Agnoletto e Loredana Rossi

Martedì 19 maggio 2009 alle ore 17.00 presso l'aula Magna del consorzio Gesco*, Vittorio Agnoletto, candidato alle elezioni europee come capolista di Rifondazione - Comunisti Italiani, incontra, insieme a Loredana Rossi operatrice sociale transessuale, anche lei candidata della lista di Rifondazione-Comunisti Italiani, il terzo settore napoletano sul tema dei diritti.

L’incontro, coordinato da Andrea Morniroli della cooperativa Dedalus, si concentrà in particolare sul pacchetto sicurezza appena approvato alla Camera che inaugura un’ondata razzista e discriminatoria nei confronti delle persone migranti, alimentata in questi anni da una politica strumentale diffusa in modo ampio e profondo, che ha trovato facile presa nelle paure e nell’ignoranza, nel senso di precarietà e preoccupazione per il futuro che coinvolge milioni di cittadini italiani.

I profili dei due candidati
Loredana Rossi
Vittorio Agnoletto

* Via Vicinale S. Maria del Pianto (complesso Inal - Torre 1) Poggioreale.

ps questo è l'unico intervento sulle elezioni che troverete su arcipelago, dovuto al semplice fatto che a Loredana vogliamo bene e sosteniamo la sua pratica politica e ad Agnoletto siamo legati da un rapporto di stima, e che si tratta solo di un invito a un incontro a nostro avviso interessante. il messaggio è decisamente tardivo perchè come al solito noi su di noi arriviamo sempre per ultimi.

lunedì 11 maggio 2009

Segnali di fumo oggi




Segnali di fumo non è una lista civica, né un partito, né un movimento che prepari la strada ad un partito. Con la politica, con chi si candiderà vogliamo interloquire ma in piena autonomia, senza collateralismi, ribadendo che nessuno ma proprio nessuno ci può dare per scontati. Ci interessa la buona politica, un modo corretto e trasparente di gestire la “cosa pubblica” nell’interesse esclusivo del bene collettivo.
Ci sembra allora doveroso entrare nel confronto con la politica e con i candidati a queste elezioni europee e provinciali con una serie di proposte qualificanti, su cui chiedere impegni concreti, che puntino alla gestione trasparente e partecipata dei beni comuni, al contrasto alle povertà e alle insicurezze attraverso adeguate politiche sociali, ai diritti delle persone e alla partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
Siamo consapevoli che Segnali di fumo non è sufficiente a formulare le proposte e gli impegni. Sappiamo che altri e altre in questa città hanno idee, costruiscono vertenze sperimentano pratiche e alternative al modello dominante. E allora pensiamo sia urgente, se davvero si vuole provare a costruire un “decalogo dei cittadini per una buona politica”, convocare un’assemblea aperta a tutti i cittadini organizzati e non, a tutta la cittadinanza attiva e responsabile, ai comitati, alle espressioni di auto-rappresentanza, ai centri sociali per capire se è possibile, insieme e in modo condiviso, raggiungere tale risultato. Un decalogo di principi che vanno declinati in modo articolato rispetto alle specifiche scadenze della politica e in particolare rispetto a quelle elettorali ma nel quale possiamo tutti facilmente e chiaramente riconoscerci.
In vista della assemblea anticipiamo alcuni punti che ci sembrano di particolare rilevanza e che riteniamo possa essere utile sottoporre al confronto e alla riflessione.

Si tratta di primissime proposte, ancora messe come titoli che vanno approfonditi, sistematizzati, declinati nei loro contenuti, ed in ogni caso del tutto aperte alla discussione e alla modifica. Abbiamo la convinzione che Napoli possa uscire dalla sua crisi solo attraverso una grande e stabile alleanza fra garantiti e non garantiti. Pensiamo che questa possa essere una possibile strada per aiutare la società attiva a diventare soggetto politico, per far sentire meglio e con più forza la propria voce, per incidere sulle scelte, per riportare la politica a rioccuparsi degli interessi pubblici e collettivi.

Per discutere di questa proposte, della loro fattibilità, vi invitiamo alla assemblea cittadina il giorno 11 maggio alle ore 17 nel Teatro del Convitto Vittorio Emanuele, Piazza Dante, Napoli.

sabato 9 maggio 2009

Un panorama di sinistra

L'avevo messo nella rubrica "oggi in cantiere" questo lungo pezzo dei diari di lotta, intitolato "Le lotte sociali, l’unica vera opposizione al governo e alla crisi", pubblicato da Micromega e scritto da Gaia Benzi, studentessa di lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma. Ma non l'avevo ancora letto e dopo averlo letto penso che dovremmo leggerlo tutti, noi del cantiere, e magari discuterlo, o meglio ancora, portarcelo appresso. Ne riporto qui una parte, quella conclusiva e più stringente, ma consiglio di leggere tutto.

"...In finale, a quelli che, leggendo queste righe, storceranno il naso e mi daranno per persa, vorrei chiedere una cosa. Vorrei chiedere una cosa a tutti i fautori della fine delle ideologie e delle istanze novecentesche; vorrei chiedere una cosa a tutti quelli che proclamano ad alta voce l'uguaglianza dei due schieramenti avversi e se ne lavano cristianamente le mani, demandando la scelta al soffio propizio del vento; vorrei chiederla a tutti coloro che si sentono la coscienza pulita per il solo fatto di andare a teatro, leggere un libro o guardare un film di denuncia, tutti coloro che pensano di essere informati perché conoscono i risultati delle sentenze e la lista delle vittime dei regimi passati.
Vorrei chiedergli se c'è differenza. Ma non fra la destra e la sinistra così, in astratto - due parole che, ormai, rimandano solo a muffiti emicicli e pianisti svogliati. Non fra l'applicazione ugualmente brutale di due opposti programmi, o la corruzione equamente diffusa "ma forse di là un po' di più". No.
Vorrei chiedere loro se c'è differenza fra il progettare una scuola e immaginare un parcheggio. Se c'è differenza fra il diritto ad essere curati e il dover dare un prezzo alla propria salute. Se c'è differenza nel bere a una fontanella e comprare una bottiglia d'acqua al supermercato. Se c'è differenza fra l'assunzione di medici e maestri e il loro licenziamento. Se c'è differenza fra i fondi alla ricerca libera e il suo assoggettamento ad interessi parziali. Se c'è differenza fra mezzi pubblici efficienti e il costo della benzina. Se c'è differenza fra un salario minimo sostenibile e quattrocento euro al mese. Se c'è differenza fra la cassa integrazione e il niente, la certezza dell'assunzione e il niente, fra diritti, garanzie, e il niente.
Vorrei sapere se c'è differenza fra il finanziare l'edilizia sociale o favorire la speculazione privata. Se c'è differenza fra il permettere a pochi di allargarsi la cantina e il dare a tutti quanti una casa. Se c'è differenza tra il diminuire le disuguaglianze ed aumentarle. Se c'è differenza fra l'aumento delle spese sociali e il loro smantellamento; fra la comunione dei beni e la loro svendita ai privati; fra la presenza di regole che proteggono tutti, o la loro assenza, che favorisce solo i potenti e conduce, inevitabilmente, a una giustizia di classe.
Perché per me c'è differenza, e non è una differenza da poco. E' la linea di demarcazione molto netta che ancora oggi distingue chi ha costruito la storia delle sue vittorie e dei suoi fallimenti nelle lotte sociali, e chi invece ha derivato i suoi programmi dalle paure, dalle miserie, dalle fobie dell'Uomo Qualunque e dalle teorie deliranti di una cricca a Chicago. La linea che già a suo tempo divideva chi aveva il coraggio di appoggiare Salvator Allende e il suo programma di sviluppo democratico e chi invece ha osannato Pinochet per le sue aperture al mercato, giustificando la Cia e ignorando la repressione.
Per me c'è una differenza fondamentale fra chi crede, smentito dai fatti e condannato dalla Storia, che un laissez-faire mai abbastanza sfrenato salverà il mondo e chi invece denuncia, con costanza, determinazione, con convinzione anche nella sconfitta, che invece quel poco di mondo che resta ne verrà inghiottito."...leggi tutto

ps considerate questo post anche come un invito all'assemblea di Segnali di fumo che qualcuno di noi del cantiere ha promosso e che si terrà lunedì 11 alle ore 17 nel teatro del convitto Vittorio Emanuale, Piazza Dante, Napoli.