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sabato 9 maggio 2009

Un panorama di sinistra

L'avevo messo nella rubrica "oggi in cantiere" questo lungo pezzo dei diari di lotta, intitolato "Le lotte sociali, l’unica vera opposizione al governo e alla crisi", pubblicato da Micromega e scritto da Gaia Benzi, studentessa di lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma. Ma non l'avevo ancora letto e dopo averlo letto penso che dovremmo leggerlo tutti, noi del cantiere, e magari discuterlo, o meglio ancora, portarcelo appresso. Ne riporto qui una parte, quella conclusiva e più stringente, ma consiglio di leggere tutto.

"...In finale, a quelli che, leggendo queste righe, storceranno il naso e mi daranno per persa, vorrei chiedere una cosa. Vorrei chiedere una cosa a tutti i fautori della fine delle ideologie e delle istanze novecentesche; vorrei chiedere una cosa a tutti quelli che proclamano ad alta voce l'uguaglianza dei due schieramenti avversi e se ne lavano cristianamente le mani, demandando la scelta al soffio propizio del vento; vorrei chiederla a tutti coloro che si sentono la coscienza pulita per il solo fatto di andare a teatro, leggere un libro o guardare un film di denuncia, tutti coloro che pensano di essere informati perché conoscono i risultati delle sentenze e la lista delle vittime dei regimi passati.
Vorrei chiedergli se c'è differenza. Ma non fra la destra e la sinistra così, in astratto - due parole che, ormai, rimandano solo a muffiti emicicli e pianisti svogliati. Non fra l'applicazione ugualmente brutale di due opposti programmi, o la corruzione equamente diffusa "ma forse di là un po' di più". No.
Vorrei chiedere loro se c'è differenza fra il progettare una scuola e immaginare un parcheggio. Se c'è differenza fra il diritto ad essere curati e il dover dare un prezzo alla propria salute. Se c'è differenza nel bere a una fontanella e comprare una bottiglia d'acqua al supermercato. Se c'è differenza fra l'assunzione di medici e maestri e il loro licenziamento. Se c'è differenza fra i fondi alla ricerca libera e il suo assoggettamento ad interessi parziali. Se c'è differenza fra mezzi pubblici efficienti e il costo della benzina. Se c'è differenza fra un salario minimo sostenibile e quattrocento euro al mese. Se c'è differenza fra la cassa integrazione e il niente, la certezza dell'assunzione e il niente, fra diritti, garanzie, e il niente.
Vorrei sapere se c'è differenza fra il finanziare l'edilizia sociale o favorire la speculazione privata. Se c'è differenza fra il permettere a pochi di allargarsi la cantina e il dare a tutti quanti una casa. Se c'è differenza tra il diminuire le disuguaglianze ed aumentarle. Se c'è differenza fra l'aumento delle spese sociali e il loro smantellamento; fra la comunione dei beni e la loro svendita ai privati; fra la presenza di regole che proteggono tutti, o la loro assenza, che favorisce solo i potenti e conduce, inevitabilmente, a una giustizia di classe.
Perché per me c'è differenza, e non è una differenza da poco. E' la linea di demarcazione molto netta che ancora oggi distingue chi ha costruito la storia delle sue vittorie e dei suoi fallimenti nelle lotte sociali, e chi invece ha derivato i suoi programmi dalle paure, dalle miserie, dalle fobie dell'Uomo Qualunque e dalle teorie deliranti di una cricca a Chicago. La linea che già a suo tempo divideva chi aveva il coraggio di appoggiare Salvator Allende e il suo programma di sviluppo democratico e chi invece ha osannato Pinochet per le sue aperture al mercato, giustificando la Cia e ignorando la repressione.
Per me c'è una differenza fondamentale fra chi crede, smentito dai fatti e condannato dalla Storia, che un laissez-faire mai abbastanza sfrenato salverà il mondo e chi invece denuncia, con costanza, determinazione, con convinzione anche nella sconfitta, che invece quel poco di mondo che resta ne verrà inghiottito."...leggi tutto

ps considerate questo post anche come un invito all'assemblea di Segnali di fumo che qualcuno di noi del cantiere ha promosso e che si terrà lunedì 11 alle ore 17 nel teatro del convitto Vittorio Emanuale, Piazza Dante, Napoli.

lunedì 15 dicembre 2008

Una cittadinanza attiva e responsabile


Negli ultimi mesi, nella nostra città, si sono sviluppate esperienze positive di movimento dal basso e di costruzione di alternative al modello socio-economico dominante, sul tema dei rifiuti e della difesa dei beni comuni, sulla questione rom e immigrazione, per i cittadini senza fissa dimora che popolano Napoli, per poter garantire legalità, sicurezza, aumento delle condizioni di benessere collettivo, per il bene primario dell’istruzione.


Piccoli, deboli, ma bellissimi “segnali di fumo” di “indiani indipendenti” che si sono stufati di stare nelle loro riserve.

Esperienze che hanno mostrato anche un limite che ne ha depotenziato le diverse istanze: quello di rinchiudersi nei propri specifici, di pensarsi ognuno come portatore di “verità assolute”, di far prevalere l’idea dell’altro non tanto come risorsa, ma come possibile elemento contaminante e dannoso.

Per questo ci pare urgente avviare un processo che costruisca un ponte tra i tanti modi di fare una città diversa, che sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, che si prenda cura del “pubblico”.


Per farlo realmente, occorre che ciascuno di noi si senta parte, si metta in relazione attiva e costruttiva con le aggregazioni che si sono create nel territorio, stringendo un patto sociale per riconoscere e contestualizzare in alleanze le differenze, per avviare un processo di scambio e di iniziativa comune e condivisa, che provi ad aprire un diverso ciclo politico, con l’obiettivo di costruire una forma solida e strutturata di organizzazione della cittadinanza responsabile
Vi proponiamo di provare insieme a costruire uno spazio comune e continuativo per le nostre esperienze, di intraprendere insieme un percorso, rispettoso delle differenze e delle autonomie, un movimento a forte responsabilità sociale, trasparente e democratico nel suo evolversi, preciso nella definizione dei contenuti e dei suoi obiettivi, che sia in grado di parlare e coinvolgere anche chi non ha forza alcuna per eccesso di degrado, di povertà, di dipendenza, di paura, di bisogno.
Un percorso chiaro nel segnare indipendenza e autonomia dai “palazzi”, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale, non radicalmente e ottusamente chiuso o qualunquisticamente apolitico, ma capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.


Se vogliamo che Napoli rinasca deve avere vita una cittadinanza attiva e responsabile che prema sulle istituzioni cittadine e regionali.

venerdì 5 dicembre 2008

Assemblea cittadina il giorno 16 dicembre alla Galleria Toledo ore 16,30



L'assemlea prevista per il giorno 10 dicembre è rinviata al giorno 16.
Rispetto alle informazioni già diffude cambia anche il luogo, Galleria Toledo, via Concezione a Montecalvario 34, e persino l'orario, le 16,30.

Il segnale di fumo che resta chiaro e non muta è l'intento di riunire un bel pezzo di cittadinanza attiva e responsabile intorno alle considerazioni e agli impegni di cui abbiamo già scritto e detto, ma che per chi volesse sono riassunti in questo Appello per una cittadinanza attiva e responsabile, e ribaditi in questo articolo Segnali di fumo per un'altra città.

Continua intanto la campagna di adesioni al documento Per una cittadinanza attiva e responsabile.
Chi vuole aderire e partecipare alle iniziative di questo gruppo di cittadini può scrivere all'indirizzo di posta elettronica segnalidifumopernapoli@gmail.com oppure contattare uno dei primi promotori. Via via che pervengono adesioni l'elenco pubblicato qui di seguito sarà aggiornato.

Aldo Pappalepore, Aldo Policastro, Alex Zanotelli, Andrea Morniroli, Angelica Romano, Angelo Abignente, Benedetto Di Meglio, Carla Orilia, Costanza Boccardi, Domenico Ciruzzi, Elena Coccia, Enrica Morlicchio, Ernesto Denito, Fedele Maurano, Felicetta Parisi, Francesca Avitabile, Gennaro Ferrillo, Gennaro Sanges, Geraldo Toraldo, Giacomo Smarrazzo, Giampiero Arpaia, Gianni De Luca, Giovanna D'Alonzo, Giovanni Erra, Giovanni Laino, Gloria Sanseverino, Lucia Coco, Maddalena Salvati, Maria Antonietta Selvaggio, Maria Mucci, Maria Filomena Caliendo, Maria Luisa Proto Pisani, Maria Pia Sanseverino, Marika Tuccillo, Massimo Lampa, Mimma Miele, Nino Lisi, Paola Clarizia, Renato Briganti, Salvatore Carnevale, Salvatore Romano, Sergio D'Angelo, Simona Bassano di Tufillo, Sonia Perone, Susi Veneziano, Tiziana Iorio, Vittorio Moccia.