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mercoledì 21 luglio 2010

In Carta

E' triste ed imbarazzante leggere sulle news di Carta che arrivano su questo nostro blog un titolo di ieri che recita " Io li dimetto". Non entro nel merito dei contenuti di questo pezzo come degli altri che stanno uscendo da quando alla direzione di  Carta non c'è più Pier Luigi Sullo e alla redazione, oltre che alla guida della cooperativa, non c'è più Anna Rizzo. Penso solo che quello che viene raccontato nel pezzo "Cari lettori" è sconcertante, parziale e ingiusto verso me, una delle tante care lettrici, associata a Cantieri Sociali, co-fondatrice di Arcipelago Napoli, affezionata quanto discontinua redattrice di questo blog nel quale c'è scritto "promosso da Carta". Penso che Carta senza Gigi è come Repubblica senza Scalfari, che si potevano trovare altri modi di rapportarsi al conflitto, che è inconcepibile un passaggio di direzione muto del saluto e del racconto di chi "lascia", che è offensivo e velleitario chiedere a me, una delle tante, di continuare a sostenere Carta.
Informata  da Andrea (per quello che anche lui ne sa)   aspetto di conoscere meglio i fatti,  di essere messa dalla nuova direzione nella condizione minima di comprendere quello che è successo e di confrontarmi con le altre e gli altri di Arcipelago Napoli su quello che potrà essere in futuro il rapporto tra carta e i cantieri e tra carta e Arcipelago. Aspetto, prima di assecondare la tentazione sempre più forte di chiudere.

domenica 24 gennaio 2010

Paghiamo il nostro dissenso? Va bene, paghiamo...

Aggiornamento del 27/01
Sul sito di Carta è stata lanciata una sottoscrizione 10 euro per ricostruire il presidio

Pubblichiamo qui la notizia e la richiesta che leggiamo sul sito di Carta, di un aiuto per ricostruire il presidio NoTav in Val di Susa incendiato all'indomani della manifestazione che alla Tav ha detto un "insopportabile" No!  Sappiamo bene che di questi tempi anche un gesto "simbolico" pesa e che guardandoci intorno qui dalle nostre parti sentiamo che l'emergenza e i bisogni vanno oltre qualsiasi valore simbolico. Ma ci è anche molto chiaro quanto vale "materialmente" quel presidio come esempio vivente di democrazia partecipata e di partecipazione pacifica per la nostra politica e per il nostro paese. Ci piacerebbe, perciò, che il cantiere di Napoli desse il proprio contributo a questa causa. Chi è d'accordo e vuole contribuire insieme a noi può seguire le indicazioni di Pierluigi e, se vuole, aggiungere al proprio nome o alla motivazione la sigla del cantiere (Cantiere Napoli o Arcipelago Napoli).

No Tav. Incendiato questa notte il presidio di Borgone

Evidentemente, la grande manifestazione No Tav di ieri a Susa, 40 mila persone, ha irritato qualcuno: questa notte ignoti hanno dato fuoco al presidio di Borgone, che è andato completamente distrutto. Il presidio era nato nel 2005, sul luogo dove si sarebbero dovuti fare i sondaggi dell’epoca e nel tempo era diventato un luogo ospitale per valsusini e per i loro amici: una baracca che era diventata una casetta di legno, con le finestre a vetri e le tendine, un grande tavolo dentro e uno fuori,sotto un pergolato, una cucina attrezzata e una stufa a legna per riscaldarsi d’inverno. Tutto frutto del lavoro volontario di molte persone, e molte signore assicuravano, nelle grandi occasioni, buonissimi pranzi basati sulla cucina tradizionale della valle. Chi scrive è stato ospite più volte e ha potuto pranzare con gli amici No Tav. Il presidio si era anche abbonato a Carta.
Ora, dopo l’incendio notturno (evidentemente è uno stile) di un presidio provvisorio a Susa, qualche giorno fa, e l’incursione di un gruppo della Giovane Italia, organizzazione giovanile del partito di Berlusconi che ha fatto scomparire il “NO” dalla grande scritta “NO TAV” che da anni compare sul fianco di una collina all’ingresso della valle, l’arrabbiatura sta crescendo. I No Tav, ossia semplicemente la gente della valle, famiglie intere, hanno sabato pomeriggio dimostrato che la linea ad Alta velocità non si farà mai con il loro consenso, e lo hanno comunicato in modo pacifico. Chi invece fa entrare all’alba trivelle accompagnate da poliziotti in un grottesco assetto da combattimento, pensa invcece evidentemente che alla Tav giovino i metodi violenti e mafiosi, come incendiare il presidio di Borgone in piena notte. Carta fa appello a tutti coloro che simpatizzano con i No Tav ad aiutarli a ricostruire il presidio raccogliendo denaro. Da lunedì 25 sarà possibile contribuire attraverso la bottega on line di Carta.
(Pierluigi Sullo)

venerdì 31 luglio 2009

Democrazia Km 0 ....

Come i nostri affezionati sanno, Carta è portatrice di un [buon] virus. Quello della democrazia diretta, dal basso, insomma l’autogoverno. Che presuppone, e propone, un altro genere di economia, diversa da quella che ci ha fatto precipitare nella crisi.
Da ora e fino al 10 ottobre veicoleremo la proposta di un incontro tra quelle che abbiamo chiamato «comunità insorgenti» e che hanno preso la forma di presidi, movimenti e liste di cittadinanza, associazioni, comitati e reti, fuori e oltre la politica dei partiti e la crisi della rappresentanza. Questo incontro, che viene proposto dalle persone il cui elenco è nelle pagine dell'Almanacco, e che si sono radunate con il solo passaparola [chiunque si aggiungerà sarà allo stesso titolo «promotore»], si intitolerà «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno», si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre alla comunità delle Piagge di Firenze, che offre una preziosa e premeditata ospitalità, e sarà organizzato in modo tale che tutti possano dire la loro, proporre e discutere.
Tutti coloro che si sentono in sintonia con questa proposta possono scrivere, per commentare o annunciare adesione e partecipazione, nell’apposito spazio di www.carta.org. A fine agosto, quando Carta uscirà di nuovo [il 28], rilanceremo la proposta insieme a coloro che si saranno nel frattempo associati.

sabato 13 giugno 2009

Ho visto L'Aquila


Da Enzo Venditto (bacetti :-)
Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L´Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un´efficace testimonianza per tutti quelli che a L´Aquila non ci sono ancora stati.

Oggetto: HO VISTO L´AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l´Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo tra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli.
Ho mangiato nell´unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare" .
Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile nonpotessero piombargli nelle tende all´improvviso, anche nel cuore dellanotte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c´era la parola `cazzeggio´. A venti chilometri dall´Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata.
Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.
Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L´Aquila. Poi c´è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E´ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l´importante è che all´esterno non trapeli nulla.
Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l´ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "*quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l´intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente".* Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c´è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C´era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest´umanità all´improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c´erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli `Assaggi, assaggi´. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l´ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

sabato 25 aprile 2009

Posfuturo - Lunedì al calderone


Un saggio raccontato, ma non per questo facile da digerire, anche perchè parla comunista, parla come pensa, e come tante e tanti di noi pensano, freneticamente pacato, lucidamente appassionato, severamente affettuoso, pacificamente incazzato, autonomamente perso.
Una pagina dopo l'altra cresce l'ntensità emotiva e narrativa, fino alla sorpresa finale delle ultime pagine, quando inizia, come un c'era una volta, con un "oggi sono morto"...
E' il racconto del saggio, che speriamo continui alla prossima puntata, e per più di venti anni ancora.

sabato 11 aprile 2009

Pasqua

Per una volta almeno non saltiamogli addosso - fermiamoci a pensare alla famiglia e alla scuola, agli affetti e alla paura e alla coscienza, alle periferie, alla violenza, agli eroismi e alle solitudini, al silenzio e alle parole, e confrontiamoci guardandoci in viso - a Vittorio.
E poi, altri suicidi, quanti altri ancora solo perchè non c'è nessun aiuto e nessuna speranza se perdi un lavoro?
E poi gli omicidi, quanti racconti di morti sul lavoro dovrà ancora portare LA7 in video nel venerdì santo del 2010?
E poi le domande di Elena e Andrea, come e quando potranno avere risposta?
E infine le nostre mura, quanti tradimenti ancora ce le scaventeranno addossso?

mercoledì 1 aprile 2009

Buon lavoro

si può fare così
o con le nozze pizzo free
per stare solo ai fatti di oggi
e oggi ricordiamo che c'è il cantiere:
si riunisce alle ore 16 nella sede di architettura in via forno vecchio

sabato 31 gennaio 2009

Carta per la Democrazia Insorgente


La bozza di documento nazionale che Carta e Cantieri Sociali propongono per l'altra politica
e che sarà oggetto di una riunione romana, nella sede di Carta, l'11 febbraio alle 14

1. Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sgretolamento della democrazia rappresentativa e dello Stato di diritto, che ci eravamo abituati a considerare come uno spazio pubblico forse insufficente, ma comunque inalienabile. Tale consunzione lascia in piedi le forme sempre più vuote delle istituzioni democratiche; non le cancella d’un colpo e rapidamente come fecero i totalitarismi del 900, ma le priva -fino alla paralisi completa- di ogni potere concreto e decisionale; le riduce, per sottrazione continua, a inerti simulacri. Questo lento colpo di stato si è realizzato in Italia secondo un programma affine a quello redatto, anni fa, dalla loggia segreta P2; i cui esponenti sono oggi assurti alle più alte cariche dello Stato e a posizioni direttive nei giornali e nelle televisioni. Controllo completo dell’informazione; presidenzialismo sempre più accentuato; derisione delle leggi penali e intimidazione della magistratura; eliminazione delle lotte sindacali e dello spazio pubblico; a questi punti del vecchio programma autoritario si è aggiunto il razzismo e il letterale neofascismo della Lega.
Continua...

ndr l'idea del foglio bianco è solo mia (e tutta in positivo), l'immagine è tratta da webdesign

martedì 4 novembre 2008

Il Cantiere dell'Altra Politica


Seminario Val di Susa - Chianocco Casa Forte

le conclusioni che ci ha tempestivamente inviato Andrea Morniroli

venerdì 31 ottobre 2008

Primo novembre: l'Altra politica

L’approvazione della «riforma» Gelmini e la reazione del governo al sorprendente movimento per la scuola pubblica dimostrano bene in questi giorni il volto arrogante di quella che Marco Revelli, nell’incontro «L’altra politica» promosso da Carta e Cantieri sociali in primavera, ha definito «democrazia dispotica». Il primo novembre Carta e l’associazione Cantieri sociali, con l’aiuto del movimento No Tav organizzano in Val di Susa la seconda parte di quell’incontro sull’«Altra politica» e sarà inevitabile pensare ai modi e ai temi con i quali il movimento studentesco in queste settimane cerca di favorire a suo modo nuove forme di «politica altra» difendendo uno dei pochi «spazi pubblici» ancora esistenti, così come altri movimenti e reti sociali hanno cominciato a fare in questi ultimi anni su molti altri temi. Leggete il testo completo – pubblicato anche nel numero di Carta in edicola in tutta Italia da oggi e che è stato già fatto girare per posta elettronica nei giorni scorsi – con il quale si invitano cittadini e movimenti locali all’appuntamento in Val di Susa, che in qualche modo prepara anche il «Grande cortile» promosso nelle prossime settimane dal movimento No Tav.

lunedì 20 ottobre 2008

Vittorio Foa


Arcipelago Napoli dice addio a Vittorio Foa

In questa intervista dell'aprile 2006, pubblicata sul sito di Repubblica, Foa lancia il suo messaggio ai giovani: "Pensare vuol dire sempre pensare a qualcuno diverso da noi"

(intervista di Silvia Garroni, 3 aprile 2006)
Foto da Le Repubblica

martedì 14 ottobre 2008

Cantieri sociali

Riapriamo con Carta, dopo qualche giorno di assenza per traversie informatiche, troppo lavoro e... il solito meccanismo dei complimenti a cui sono (siamo?) leggermente allergica (allergici) tanto che appena arrivano mi (ci) viene la paralisi da fuga (vedi anche il Noteburc fermo sul più bello, da più di una settimana).
Già perchè su carta di venerdì scorso c'è l'annuncio che questo blog può diventare il punto di riferimento sul web dell'associazione cantieri sociali.

Ma soprattutto perchè Carta chiama ! e ne ha bisogno, e i cantieri sociali pure, e io (noi) ho (abbiamo) bisogno di lei (loro).

Dunque, riassumendo, dovremmo lavorare ad una piattaforma web per l'associazione, a partire dalla nostra esperienza che per la verità si basa sulla spontaneità e sull'informalità, su una comunità di volonterosi volontari che inviano notizie, pezzi, immagini, canzoni, consigli per gli acquisti e... soprattutto sui comunicati, i manifestini, le locandine, gli annunci, le proteste della cittadinanza sociale.

Queste caratterisiche non le vogliamo assolutamente perdere e dunque la piattaforma per noi è lo spazio, la via, il parco, la stanza, il tavolo della nostra quotidianità, della nostra sensibilità e delle nostre relazioni. In questo siamo e vogliamo restare una comunità di persone che la pensano più o meno simile, che hanno voglia di confontarsi e di mettersi in gioco, e che soprattutto vogliono reagire alle ingiustizie, agli attacchi, alle pochezze che colpiscono la maggioranza dei cittadini e soprattutto i cittadini più deboli. Se ci allarghiamo lo facciamo così, come uno spazio comune, volontario e libero.


E' in preparazione per queste ed altre novità sulle iniziative del Cantiere, un incontro, al solito posto, nella prossima settimana. A presto comunicheremo il giorno e l'ora (esatti!).

baci a tutti
susi

e mi rccomando... se potete, abbonatevi!

ps lo so, è penoso, ma chiedo di essere indulgenti sui refusi di questi pezzi perchè ho un difetto nella tastiera (altro che web nazionale!!)

martedì 7 ottobre 2008

No al pacchetto sicurezza: colpire i più deboli non rende sicura la città

Comunicato stampa

No al pacchetto sicurezza: colpire i più deboli non rende sicura la città

Mercoledì 8 ottobre alle ore 10,30 a Napoli, piazza Municipio, manifestazione di protesta per respingere le proposte contenute nel pacchetto sicurezza del Comune di Napoli che, non avendo evidentemente nient’altro da proporre ai cittadini per farli sentire più sicuri, se la prende con gli ultimi e i più fragili, rendendo ancora più precaria la loro esistenza.

Dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza c’è da chiedersi se, al contrario di quello che ci si aspetta, non si alimenterà ulteriormente il senso di insicurezza e di paura, che sta inducendo alla chiusura e alla diffidenza verso l’altro e provocando pericolosi fenomeni di razzismo nei confronti di ogni genere di diversità.
A Napoli la cifra dell’insicurezza è la mancanza di lavoro, la diffusione di un sistema sempre più clientelare, la debolezza del welfare, i conflitti che nascono da situazioni di povertà materiali e relazionali.
Prendersela con i writers, i senza fissa dimora, le prostitute e i loro clienti, con chi ai semafori chiede qualche briciola del nostro benessere, significa essere forti con i deboli continuando ad essere deboli con i forti, non avere progetti per la città, scaricare sui più sfortunati responsabilità che non sono loro.
Le associazioni e le organizzazioni sociali della città, che hanno inutilmente chiesto di essere sentite prima che si adottassero i provvedimenti sulla sicurezza decisi dalla amministrazione comunale, chiedono la sospensione del decreto sindacale e l’immediata convocazione di un tavolo di confronto per la realizzazione di un piano sociale di interventi che renda la città veramente più sicura.
Alla manifestazione presidio saranno presenti, tra gli altri, le persone transessuali che si prostituiscono perché senza alternative, perché discriminate in quanto differenti, per la mancanza di politiche attive del lavoro concrete e accessibili; le vittime di tratta che in questo momento a Napoli non hanno accoglienza, visto che le strutture di ospitalità sono chiuse o non accolgono perché gli operatori sono senza stipendio; i minori soli non accompagnati che in questi anni hanno abbandonato i semafori non perché “arrestati”, ma perché hanno trovato operatori e servizi che li hanno orientati alla formazione, alla scuola, al lavoro


Associazione transessuali Napoli, Movimento di Identità transessuale, Gesco, Cooperativa sociale Dedalus, Psichiatria democratica, Com. prov. Arcigay Antinoo di Napoli, Coop. Approdomalla, Legacoopsociale, Cantieri sociali, Giuristi democratici, Associazione Priscilla, Associazione interculturale Grammelot, Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Campania, Associazione Saman, Cooperativa soc. “terra e libertà”, coop soc. “Casba”, coop soc. EVA, Federconsumatori, Medicina democratica, Coop sociale L’uomo e il legno, Associazione Altri percorsi, Mit Bologna

martedì 1 luglio 2008

non lasciamoci abbattere

tra un ennesimo incidente sul lavoro in un cantiere pubblico qui in campania e la richiesta di risarcimento danni a 4 morti sul lavoro, tra inceneritori e incenerimento dei diritti costituzionali, tra le spazzature e le buche che a napoli hanno tolto i passi, tra le vie disperatamente buie della notte di questa nostra città ...... non vogliamo rinunciare ad incontrarci, a confrontarci, a cercare l'unità con chi pensa che valga la pena di impegnarsi, e di partire dagli ultimi

Un'iniziativa promossa da:
Comitato per l'albergo dei poveri, Rete Rione Sanità, Cantieri Sociali, Psichiatria Democratica



Giovedì 3 luglio, ore 17
Pensare agli ultimi per progettare la città
Istituto di Studi Filosofici
Palazzo Serra di Cassano


Pensare agli ultimi per progettare la città. A Napoli purtroppo ancora una volta i caratteri democratici delle istituzioni subiscono una fortissima compressione, ogni giorno donne e uomini vedono mortificati i loro più elementari diritti alla vita, alla salute, al lavoro, al dissenso. Si va sempre più imponendo una cultura che ha trasformato i diritti di tutti e di ciascuno in favori elargiti dai potenti di turno. Ritorna nella nostra città, ma anche in tutta la regione, quello che è stato chiamato nel passato il “modello terremoto” le scelte più importanti per la vita della città sono state sottratte al confronto politico e affidate a commissari straordinari, uomini di fiducia, padrini vecchi e nuovi. Le drammatiche vicende della gestione del ciclo dei rifiuti mettono ancor di più a repentaglio i diritti elementari delle persone e delle comunità, hanno acuito la tensione sociale e sancito, per via legislativa, che le persone che vivono in Campania sono persone dimezzate meno uguali agli altri del resto d’Italia. In questo clima la “cacciata” dei Rom con la violenza è il segno di un ulteriore imbarbarimento della vita civile in città. I gravi problemi della nostra città, dalla criminalità camorristica alla quotidiana invivibilità hanno motivazioni materiali e strutturali, ma anche motivazioni morali e culturali con la disintegrazione crescente del tessuto sociale che si manifesta nel dissolversi delle reti di solidarietà a scapito dei più deboli, degli ultimi, cui la città appare realtà ostile e dolorosa. La risposta non può essere quella della chiusura, dell’esclusione e della repressione ma pensiamo che questa città può cambiare solo con un impegno comune, partendo dai bisogni e dai diritti degli ultimi, in cui la sicurezza sia prima di tutto sicurezza sociale. Crediamo che sia possibile avviare un processo che per tappe sia in grado di dare contenuti ad un progetto per la città, un progetto che individui nella partecipazione di movimenti, forme auto-organizzate di società civile, di quelle intellettualità, pur non compromesse, che continuano ad assistere silenti al degrado della città, a quella rete, che pure esiste in città, e che si prende cura del “pubblico” e vuole in prima persona elaborare il proprio futuro. La crisi di democrazia che ci affigge può essere superata dalla partecipazione, dal contributo di tutti coloro che credono ancora che un’altra città sia possibile: una città in cui centro e periferia siano uniti per uscire dal degrado e siano in grado di elaborare proposte per una città vivibile e accogliente, una città che consideri l’ambiente e i beni comuni come risorsa pubblica a disposizione di tutti e non invece terreno di rapina e di consumo rapace e selvaggio da parte del mercato.

sabato 31 maggio 2008

Manifestazione del 1 giugno a Chiaiano


Manifestazione nazionale a Chiaiano

Domenica 1 giugno ci sarà nel pomeriggio a Chiaiano, con concentramento alla stazione della metropolitana, una manifestazione nazionale del Comitato Rifiuti Zero e del Coordinamento regionale rifiuti della Campania sull'emergenza sanitaria e democratica nella nostra regione

Dalla selva di Chiaiano, un appello ai movimenti.
Per la salute, per l´ambiente, per la democrazia, per la libertà di movimento!
Chiaiano dopo Pianura, Giugliano Serre, Acerra, Savignano... le lotte ambientali che hanno infiammato tante realtà della Campania non nascono, come racconta la disinformazione mainstream, dagli "egoismi del popolo del no". Queste insorgenze sono la risposta ad un esproprio di democrazia ultradecennale che, come avvenne per la lunga stagione affaristica del Commissariamento post-terremoto, ha consegnato i nostri territori alla speculazione economica e finanziaria, alle ecomafie e agli interessi più indecenti delle burocrazie politiche.

Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della "categoria dell´emergenza" un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-Zero che protegga l´ambiente e la salute collettiva, aprendo anche nuove opportunità lavorative.
Le istituzioni e quell´ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano retoricamente "il bene collettivo", hanno lavorato per oltre 14 anni alla frantumazione di questo concetto e alla contrapposizione tra le comunità, oscurando l´esistenza di alternative concrete incentrate sul porta a porta, il riciclo, la riduzione degli imballaggi, il compostaggio e gli impianti a freddo.Continua...

lunedì 7 aprile 2008

Il Cantiere dell’altra politica: 5 aprile, le conclusioni


di Andrea Morniroli

L’incontro di sabato è stato un momento utile e produttivo. Non solo per la ricchezza dei contenuti e per la qualità della partecipazione, ma anche perché, attraverso il confronto, ci ha permesso di condividere la necessità di immaginare un percorso per la costruzione di una Cantiere permanente dell’altra politica.
Un percorso che già nel dibattito di sabato ha iniziato a delinearsi, ad individuare alcune finalità, in primis ribadendo con chiarezza quello che occorre evitare di fare, e cioè, avere la presunzione di proporsi come la rete delle reti, o lasciarsi tentare dall’idea di sentirsi “il nuovo luogo della rappresentanza sociale”.
Il tentativo, invece, e la finalità, deve essere aprire e consolidare uno spazio pubblico e partecipato, che, proprio in quanto pubblico sia accessibile, trasparente, aperto e accogliente. Che sia fondato su un sistema di relazioni leggere, flessibili, capaci di aggiornarsi in sintonia con le dinamiche sociali, le istanze dei movimenti, l’esprimersi delle conflittualità. Continua...

notizie sull'incontro del 5 anche qui, da Carta.

la foto è tratta dal sito di Esterni

martedì 25 marzo 2008

Cantiere dell’altra politica

Il giorno è il 5 aprile, sabato. Si chiama «Cantiere dell’altra politica». L’idea è che un numero di persone compatibile con uno scambio effettivo – cento persone, quante ne contiene la sala nella nostra redazione – possa discutere, approfondire e possibilmente arrivare a proposte innovative su tre grandi aree tematiche: la democrazia, i beni comuni, i diritti [sociali e civili].
Il punto di partenza è che conosciamo ormai bene i termini della crisi della democrazia, dell’attacco ai diritti individuali e collettivi e dell’insopportabilità dell’economia della «crescita», che insomma il problema è noto: si tratta ora di cercare le soluzioni, Ossia: mettere insieme quel che la società civile sperimenta, nonché le proposizioni degli intellettuali più attenti a queste questioni, e di prospettare – in forma aperta – vie percorribili per la costruzione di un’altra politica [modi diversi della democrazia], coerente con una economia della «sobrietà» [o della decrescita], ovvero di un nuovo genere di «ben-essere» individuale e collettivo.
Si tratta dunque di organizzare di una giornata di confronto tra «persone informate dei fatti», che abbiamo immaginato in questo modo: una apertura brevissima che indichi questi obiettivi e, massima ambizione, che da questo incontro nasca qualcosa di permanente, riconoscibile e autorevole, che non «rappresenta» nessuno ma è in grado di intervenire su quel che avviene e di mettersi al servizio dei movimenti e delle comunità. Poi, il racconto, di Luis Hernandez Navarro [giornalista de La Jornada di Città del Messico], dell’«altra campagna» zapatista. Su ciascuna area tematica [a cui si dedicherà un’ora e mezza o due], una introduzione «di servizio» [che appunto proponga quel che di innovativo si è prodotto fin qui] e il lavoro di un organizzatore del dibattito, con il compito di trarne una sintesi: introduzione di una ventina di minuti, interventi di cinque, ripetibili, in una forma dialogica [e un numero relativamente piccolo aiuta]. I nomi dei relatori sono in discussione, ma abbiamo già interpellato Marco Revelli [la democrazia] e Riccardo Petrella [i beni comuni], che si sono detti disponibili.Continua...

venerdì 29 febbraio 2008

Il welfare non è un lusso

Piattaforma programmatica

Le organizzazioni del terzo settore campano chiedono a Governo, Regione Campania e Comune di Napoli di rivalutare le politiche sociali attraverso: un più forte investimento di risorse e servizi per il sistema sociale; condizioni economiche più adeguate a garantire la qualità nei servizi e maggiori tutele per i lavoratori sociali e sociosanitari; una più puntuale ed efficace programmazione per il reale sviluppo di un sistema integrato di servizi e prestazioni sociali; continuità dei progetti per una presa in carico delle persone disagiate non limitata alle scadenze dei finanziamenti; certezza nei tempi e nelle modalità di pagamento.
In particolare, le organizzazioni chiedono:
  • Al Governo nazionale di: prevedere, anche alla luce delle maggiori entrate fiscali, un più forte investimento per il sistema dei servizi sociali del Meridione, correggendo le gravi sperequazioni presenti tra Nord e Sud del Paese e valorizzando il significato del lavoro sociale nei processi di sviluppo.
  • Alla Regione Campania di: destinare più risorse ordinarie e quelle provenienti dai Fondi Strutturali e dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate alla spesa sociale, per affrontare le situazioni più urgenti; innalzare ad almeno 120 euro la spesa sociale pro-capite annua; aggiornare le condizioni economiche delle convenzioni e delle gare d’appalto per l’affidamento dei servizi; adeguare le rette per le comunità di accoglienza; costruire un’anagrafe regionale sulla disabilità e istituire un organo preposto al monitoraggio dei bisogni dei disabili; di coinvolgere in maniera vera il terzo settore nella costruzione dei decreti attuativi della legge regionale 11/2007 sulla dignità sociale.
  • A tutti i comuni della Campania di: evitare qualsiasi taglio alla spesa sociale; in particolare al Comune di Napoli di approvare, in consiglio comunale, la modifica dell’articolo 28, comma 10 del regolamento, per inserire i servizi sociali tra quelli “indispensabili” (di cui all’elenco del decreto legislativo n. 504 del 1992), affinché non siano più sottoposti al meccanismo del cosiddetto cronologico, e sia garantita così una priorità nei pagamenti;

Comitato Il welfare non è un lusso - Napoli

mercoledì 27 febbraio 2008

Una lettera su "un Cantiere per parlarsi"

Caro Giovanni,
quanto scrivete mi conferma nell'idea che in fondo Napoli è l'Italia
con qualche deformazione caricaturale, che potrebbe essere altrimenti
definita qualche deformazione patologica in più. Due anni fa, come
passa il tempo, ho dedicato cinque mesi all'ottocento inglese, non si
dicevano cose molto diverse, ed è un po' esasperante come la storia si
ripeta--insisto si ripeta--in contesti diversi. A questo punto non ci
salveranno né Masaniello, che non ha mai salvato nessuno, e neppure le
"vecchie zie" di longanesiana memoria. C'è bisogno di rigore, di
rigore gerarchico, per questo sono un supporter di questo papa
germanico che rompe in continuazione i coglioni e favorisce più o meno
indirettamente la destra, ma per farlo, incula quei cattolici
democristiani di cui è fatta la stragrande maggioranza degli italiani,
a destra e a sinistra. In Sicilia e adesso anche in Calabria i segnali
di polizia e magistratura sono sorprendenti, vuol dire, credo, che è
stata fatta un po' di pulizia all'interno, che sono state eliminate le
complicità peggiori; peccato che l'entusiasmo confindustriale sembri
un po' allentato, ma potrebbe essere solo un'impressione. Rimangono
un'accademia e una magistratura che in termini medi sono un vero
schifo, anche se il csm sembra avere dopo decenni di colpevoli silenzi
qualche rantolo. Insomma non tutto è perduto, a condizione di non
essere concilianti, non più; in queste condizioni il rischio
necessario è una deriva autoritaria, bisogna prevenirla anticipando un
rigore vero, senza sconti.
L.M. Milano

sabato 23 febbraio 2008

Un "manifesto" pre-cantiere

La rivista on line "Lavoce di Fiore" è un ricco serbatoio di idee e di pensiero critico (non me ne vogliano i filosofi critici del pensiero critico presenti nella rivista). Pescando alla ricerca di un bell'articolo sul tema lavoro (che riporto nella sezione oggi in cantiere) ho trovato questo testo di Goffredo Fofi che risale a circa un anno fa, a prima di .... tutto il dopo. Leggetelo e dite se non si sente aria di cantiere. Il fatto sembra confermare clamorosamente che siamo ormai incapaci di conoscerci e tristemente dispersi, ma anche il fatto che dovremmo smetterla di aspettare e come dice Fofi "reagire alla nostra stessa tentazione di rassegnazione, facendo nascere dall’osservazione e riflessione sul negativo che ci condiziona e ci lega, lo scatto, la reazione, la proposta. È sempre più difficile ed è sempre più necessario."