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lunedì 27 giugno 2011

Plebiscito Indignato


Presidio Permanente per il supporto all’attuazione del Piano dei rifiuti del ComuneIl Presidio autoconvocato e autorganizzato nasce dall’esigenza dei cittadini napoletani di dare il proprio contributo diretto alla soluzione del “problema rifiuti”, sia in questa fase di emergenza estrema,  sia in un’ottica di medio, lungo periodo.
Il presupposto da cui parte il Presidio, condiviso unanimemente al di là delle singole appartenenze politiche e/o partitiche, è quello di sostenere che la problematica napoletana dei rifiuti non debba mai più costituire  il campo di battaglia di lotte politiche cittadine e nazionali e di interessi non sempre legittimi, ma che venga affrontato per quello che è realmente oggi per la vita di ciascun cittadino ed imprenditore napoletano: IL PROBLEMA di cui bisogna trovare definitivamente la soluzione.
Le elezioni napoletane hanno chiaramente espresso l’opinione di un’ampia maggioranza sulla modalità di uscita da questa problematica: tocca adesso all’Amministrazione Comunale, ma anche a noi cittadini, agli imprenditori, ai commercianti, ecc… attivarsi e collaborare affinché quest’obiettivo venga raggiunto.
Il tempo della discussione e della scelta democratica è ormai alle nostre spalle: adesso è il tempo dell’azione.
Per questo, alla luce degli ultimi avvenimenti  e degli episodi di esasperazione e di intolleranza di parti sempre più numerose della popolazione, si è autocostituito il Presidio che opererà ad oltranza fino alla risoluzione del problema rifiuti.
Il Presidio opererà sul breve e medio periodo su diversi livelli.
A breve tempo:
pressione democratica sulle istituzioni locali e nazionali e sugli organi di stampa affinchè si verifichino tutte le condizioni per la leale collaborazione interistituzionale per l’attuazione del programma approvato con la prima delibera della nuova Giunta Comunale di Napoli;
supporto alle Amministrazioni deputate alla realizzazione del Programma di cui al punto precedente;
autoindividuazione ed autoadozione di “comportamenti virtuosi” atti a facilitare il superamento dell’attuale fase di emergenza e alla realizzazione in tempi brevi di una stabile ed efficace raccolta differenziata nell’ambito di una definitiva attivazione del complessivo ciclo integrato dei rifiuti. 
A medio tempo:
conseguire alte percentuali di raccolta differenziata, obiettivo ambizioso, ma non irrangiungibile. Ciò consentirà di recuperare l’autostima dei cittadini e di riscattare la negativa immagine che si è formata negli ultimi anni, recuperando la reputazione, a livello nazionale e internazionale, di una città capace di affrontare e superare civilmente ed orgogliosamente le proprie difficoltà.
Pertanto, nei prossimi giorni il Presidio farà azione continua e capillare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, di informazione e sensibilizzazione per:
diminuire sensibilmente il volume dei rifiuti (monouso, imballaggi, shopper, ecc…);
 trattenere in casa, nei negozi, nei luoghi di produzione e distribuzione, per un periodo da concordare con l’amministrazione comunale, i rifiuti non organici, con esclusione, quindi, di tutte le materie deperibili, che, una volta ridotte notevolmente di volume, potranno essere ritirate dall’amministrazione comunale con puntualità;
coinvolgere le unità di base, condominiali e associative (di categoria, cattoliche, ambientaliste, centri sociali, università, ecc…), per lo studio e l’assunzione di comportamenti virtuosi ed eventualmente, per organizzare collettivamente la consegna dei rifiuti differenziati direttamente presso le isole ecologiche;
promuovere e contribuire all’autorganizzazione di presidi di informazione, sensibilizzazione, nei quartieri, nelle piazze e nelle strade di Napoli, per l’attuazione partecipata di questi punti.
Le iniziative saranno condotte sempre nel rispetto delle leggi e con il coinvolgimento del massimo numero di cittadini possibile.
Sarà necessario che l’Amministrazione Comunale individui dei referenti  con cui il Presidio possa relazionarsi per il migliore svolgimento delle attività ed evitare sovrapposizioni ed incoerenze con gli indirizzi e con le azioni messe in campo dal Comune.

Napoli, li 23.06.11       

sabato 21 novembre 2009

Carta e Cantieri Sociali

Care e cari,
questo è un invito: il 12 dicembre, sabato, noi di Carta vorremmo incontrare soci e collaboratori, corrispondenti e amici, compagni dell’associazione Cantieri sociali, in breve la nostra «famiglia allargata». A noi pare di essere a un punto di svolta, e per decidere da che parte andare abbiamo bisogno dell’intelligenza e della vicinanza di tutti voi. Forse è la riunione più importante, sul destino di Carta, dopo quella che nel 1998, in un centro sociale romano, ne accompagnò la nascita.
Da almeno un anno, o più, abbiamo l’impressione di essere «oltre». Carta è nata perché pensavamo che le coordinate culturali, organizzative, politiche della sinistra fossero al capolinea, e che il tornante dell’inizio del secolo avrebbe cambiato profondamente il panorama globale. Questi processi si sono compiuti, nel bene e soprattutto nel male: perciò nell’ultimo anno abbiamo proposto, o accompagnato, tra le altre cose, il passaggio dell’economia sociale [o solidale] dallo stato di sperimentazione a quello di alternativa al liberismo in crisi; la diffusione di un simbolo, «Clandestino», che allude non solo alla questione principale della nostra epoca, ma alla condizione di cittadino senza diritti; l’avvio di una colleganza, tra movimenti, comitati e liste locali di cittadinanza, che chiamiamo «Democrazia chilometro zero»; la giornata di studio sui Piani Casa, organizzata con Eddyburg, che è – speriamo – l’inizio di una rete più ampia di ricerca e di proposta che possa fare da sponda per comitati e movimenti cittadini, e il cui obiettivo è: consumo di suolo zero. Si possono citare anche il lavoro che i Cantieri sociali fanno – sempre facendo rete - nel Veneto, a Napoli, nelle Marche… In poche parole, cerchiamo di attrezzarci al «dopo»: dopo i partiti di sinistra, dopo la democrazia rappresentativa, dopo il lavoro fordista.
Vale, tutto questo? E se sì, come essere più efficaci sia dal punto di vista dell’elaborazione del discorso sia quanto a mezzi di comunicazione? O siamo destinati ad essere semplicemente travolti dalla barbarie?
Allo stesso tempo, la crisi morde ferocemente anche noi, com’è ovvio. La carta stampata è ovunque in una crisi drammatica. Ancora non sappiamo quanta parte dei contributi di legge ci sarà effettivamente versata alla fine dell’anno e quanto la stessa legge durerà. Tendiamo a chiudere ogni anno, nonostante i feroci risparmi, con un deficit abbastanza modesto, che però si accumula. La nostra «cassa» è sempre vuota e gli stipendi sono in un ritardo quasi insostenibile. Dunque, la domanda che ci poniamo è: in un contesto come questo, quale cambiamento – se necessario radicale – dobbiamo fare per migliorare la nostra comunicazione e insieme mettere la cooperativa in grado di reggersi da sé, in tendenza [ma potrebbe avvenire presto] senza la legge per l’editoria cooperativa?
Sono domande che certo riguardano il futuro del settimanale e del sito e di tutte le altre cose che facciamo, nonché delle persone che da Carta ricavano il loro reddito. Ma, ci pare, incrociano questioni basilari di questo periodo.
Dunque, se avrete la voglia di discorrere con noi, fatecelo sapere al più presto. Vi assicuriamo che non sarà una giornata triste e faticosa, ma il più possibile serena e conviviale [ci saranno anche cosa buone da mangiare].
Grazie
Gigi Sullo

giovedì 10 settembre 2009

Cittadinanza e basta: Madonna Assunta

Sono le 7.30 del 9 settembre.
Nel 'parlamentino' della X municipalità insegnanti, genitori, ragazzi che
hanno passato la seconda notte a presidiare l'occupazione si avviano al
caffé del mattino e al cambio turno. La nostra scuola a tempo pieno, il
plesso Madonna Assunta del 73° cd di Napoli, continua a sorgere poco
distante sul lungomare di Bagnoli, muta e vuota, senza cantieri dal giugno
scorso, apparentemente pronta a riprendere la sua attività. Anche se al
primo piano frevono i preparativi per far rientrare l'alberghiero Rossini e
il Cral nel seminterrato lavora a pieno ritmo, i nostri due piani si
riempiono silenziosamente di polvere.
E noi continuiamo dalle 9 del 7 settembre ad occupare la municipalità; tra
un po' arriveranno i bambini, cominceranno a giocare e a disegnare, a
cantare e ridere.
L'incontro istituzionale di ieri con Regione (assessore Gabriele), Comune
(assessore Rispoli), Provincia (assessore Muro), ha soltanto potuto
constatare che manca il certificato di agibilità statica. Anche se le prove
di carico fatte sono risultate buone (l'edificio non crolla) i servizi
tecnici del comune non hanno ottemperato fino ad ora alla richiesta della
Procura del 14 maggio 2009 di rilascio del certificato; è stato richiesto
all'ASSESSORE RISPOLI, COMPETENTE in merito, DI OTTENERE ENTRO 15 GIORNI.
Poi spettereà alla Procura pronuncerà su un eventuale rientro.
Le soluzioni alternative sul territorio sembrano inesistenti; quelle che da
aprile contuiamo a proporre vengono sistematicamente bocciate, vuoi per la
presenza di occupanti abusivi, per lavori da finire , per la cattiva
distibuzione degli spazi tra i vari circoli.
Avendo noi al momento 750 bambini su un unico plesso da 13 aule il
Consiglio di Circolo ha decretato l'avvio dell'anno scolastico con triplo
turno e giorno di rotazione. E i genitori hanno deciso che per permettere a
chi deve di andare al lavoro e ai bambini di fare il 'tempo pieno' le ore
mancanti verranno coperte dalla Ludoteca Madonna Assunta, all'interno della
X Municipalità occupata. Non abbiamo altri spazi per dare ai nostri figli il
tempo pieno che abbiamo scelto per loro!

Costanza Boccardi

venerdì 31 luglio 2009

Democrazia Km 0 ....

Come i nostri affezionati sanno, Carta è portatrice di un [buon] virus. Quello della democrazia diretta, dal basso, insomma l’autogoverno. Che presuppone, e propone, un altro genere di economia, diversa da quella che ci ha fatto precipitare nella crisi.
Da ora e fino al 10 ottobre veicoleremo la proposta di un incontro tra quelle che abbiamo chiamato «comunità insorgenti» e che hanno preso la forma di presidi, movimenti e liste di cittadinanza, associazioni, comitati e reti, fuori e oltre la politica dei partiti e la crisi della rappresentanza. Questo incontro, che viene proposto dalle persone il cui elenco è nelle pagine dell'Almanacco, e che si sono radunate con il solo passaparola [chiunque si aggiungerà sarà allo stesso titolo «promotore»], si intitolerà «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno», si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre alla comunità delle Piagge di Firenze, che offre una preziosa e premeditata ospitalità, e sarà organizzato in modo tale che tutti possano dire la loro, proporre e discutere.
Tutti coloro che si sentono in sintonia con questa proposta possono scrivere, per commentare o annunciare adesione e partecipazione, nell’apposito spazio di www.carta.org. A fine agosto, quando Carta uscirà di nuovo [il 28], rilanceremo la proposta insieme a coloro che si saranno nel frattempo associati.

lunedì 13 luglio 2009

Ci dichiariamo clandestini

Ci dichiariamo clandestini
Pierluigi Sullo
[Carta 10 Luglio 2009]

Dal giorno dell’approvazione del cosiddetto «pacchetto sicurezza», insomma le leggi razziali, sta accadendo, qui nella redazione di Carta, qualcosa di non proprio inatteso ma certo sorprendente per dimensione: persone telefonano, vengono qui o visitano il sito bottega.carta.org per assicurarsi una o più magliette «Clandestino». Un nostro amico e abbonato che ho incontrato all’Aquila, al Forum sulla ricostruzione sociale, persona molto seria e mite che aveva sfidato la sorveglianza occhiuta della città del G8 circolando con la nostra maglietta, mi ha raccontato che il sabato prima, alla manifestazione di Vicenza, aveva incrociato molti altri che si «dichiaravano clandestini», come dice il nostro invito a comprarla: «E poi – ha aggiunto il nostro lettore – subito si stabiliva una complicità, tra noi ‘clandestini’». Un altro nostro socio dice che vuole lanciare nella sua regione, il Molise, una campagna simile a quella delle bandiere della pace, a suo tempo: una bandiera «Clandestino» ai balconi e alle finestre di casa [ebbene sì, abbiamo prodotto anche le bandiere]. Il responsabile del settore immigrazione della Cub, sindacato di base, ci scrive invece che dirsi «clandestino» è minoritario, molto meglio dire «siamo tutti cittadini». Gli ho risposto che le due cose non si escludono, e ho citato l’episodio caro al nostro amico Mario Pezzella, docente a Pisa: quando ad Auguste Blanqui, rivoluzionario francese processato per sovversione nell’Ottocento, il giudice chiese di declinare la sua professione, lui rispose: «Proletario». All’epoca la parola non significava altro che «proprietario solo di figli», cioè poveraccio, ma il fatto che Blanqui fosse riuscito a formalizzare su un atto processuale quella condizione, fino ad allora negativa, ne rovesciò il senso: quello che era quasi un insulto, divenne una nuova identità, da cui il celebre «proletari di tutto il mondo unitevi». Senza voler essere immodesti, abbiamo l’impressione che «clandestino» funzioni in modo simile, dato che la si indossa non solo per denunciare pubblicamente la legge razzista, ma anche in quanto cittadini [come dice il compagno della Cub] i cui diritti vengono calpestati, come a Vicenza o all’Aquila. Fatto sta che una maglietta escogitata lo scorso anno, e già diffusa in sei o settemila esemplari, oggi conosce una nuova, grande ondata di richieste [che per la verità non si era mai spenta, anche se era ridotta a uno sgocciolio quotidiano].

Non solo: all’Aquila c’era anche un’amica napoletana che indossava con fierezza professionale la maglietta «Clandestino Doc», inventata e prodotta in mille esemplari da un gruppo di medici dell’ospedale Gemelli di Roma: il «Doc» sta per dottore, infatti, e alle lettere è intrecciato uno stetoscopio. Quando ce lo dissero, noi dichiarammo la nostra contentezza per aver stimolato la loro creatività. «Io sono neonatologa – mi ha spiegato la compagna di Napoli – e lo sai cosa significa quella legge per i bambini dei migranti?». Purtroppo lo so: la paura di partorire in ospedale e di portarci il bambino. Un effetto talmente inumano, tra molti altri, che questa faccenda della maglietta è solo un pallido indizio di quel che sta succedendo nei piani di sotto della società, quella su cui quel tipo di leggi cadono come pietre. La si potrebbe chiamare ribellione civile, disobbedienza, auto-aiuto, o ancora moto di indignazione che tenta di organizzare da sé quel che lo Stato ha deciso di non fornire più, ossia la protezione sociale, la buona relazione tra abitanti, la salute pubblica, la tutela del diritto [quello della Costituzione, secondo la quale tutti gli esseri umani sono uguali, non solo quelli dotati di passaporto italiano]. «Io ospito i clandestini. E tu?», è la sfida che il parroco di Bonefro, in provincia di Campobasso, ha trasformato in uno striscione appeso all’ingresso della chiesa di San Nicola.

Manifestazioni e sit in sono annunciati in varie città, a Cecina si tiene l’annuale Meeting antirazzista e ad Oristano il festival promosso dall’associazione Dromos, il cui titolo è – guarda un po’ – «Clandestino». Moltiplicate per centinaia, per migliaia, le reti e associazioni e parrocchie che si stanno dando da fare per violare una legge inaccettabile per l’etica civile e per quella cristiana, e forse Maroni vi apparirà per quel che è: un mediocre investitore alla borsa dell’odio. La bolla speculativa del razzismo potrebbe scoppiare presto.

Qui altri commenti e informazioni sulla campagna "Mi dichiaro clandestino"

lunedì 6 luglio 2009

L'incontro di oggi in Cgil

Oggi in Cgil l'incontro sul tema "Contro la criminalizzazione delle persone migranti. Per una società più giusta, solidale, accogliente" Sala Federico CGIL via Torino Napoli ore 17,00. L'incontro è promosso da associazioni e movimenti di cittadinanza responsabile ed è introdotto da una relazione del magistrato Angelo Caputo.

Su Repubblica Napoli, 6 Luglio 2009

Se il diverso diventa un nemico
di Andrea Morniroli

Prima di tutto, occorre denunciare che Berlusconi e la Lega con l’approvazione del decreto sicurezza si sono assunti la responsabilità di sancire la definitiva acquisizione nel nostro ordinamento giuridico di forme di razzismo istituzionale. Ma con altrettanta chiarezza va detto che tanti altri in questi anni hanno contribuito a costruire quel clima politico culturale che ha reso possibile tutto ciò. Si tratta di quei tanti politici e opinionisti, di tutte le parti politiche, che in questi anni hanno alimentato le paure delle persone nei confronti dei migranti non avendo il coraggio di provare ad arginare il fiume di cattiveria e xenofobia che andava montando nel nostro Paese nel timore di perder consenso e lettori. Continua...

giovedì 25 giugno 2009

Presidio

Aggiornamento: commenti e video su decidiamoinsieme


Dalle 19 alle 21, a piazza Bellini,l presidio-fiaccolata contro la violenza e l’omofobia.

martedì 23 giugno 2009

Un ricordo

LA STORIA MANCATA
di Maria Antonietta Mattei

Il primo piano di un volto di donna… L’immagine di una foto sfocata…
La voce metallica, di circostanza, della giornalista di turno per una notizia per lei non sconvolgente... una come tante... e poi Gaeta... mare...
Paola non realizza, cerca di porre attenzione. E ancora: <<>> e subito dopo continua, con aria maliziosa, <<...gli italiani... cibi afrodisiaci>>
Paola non segue, rimane alle prime parole.
Si affretta a prendere il telecomando per intercettare qualche altro notiziario, vuole conferma, come se la notizia di una morte si potesse inventare, pensa tra sé, o come se si trattasse di una calamità naturale, con tante vittime per cui potrebbero esservi dubbi sulla identificazione.
Ci sono delle morti che prendono ancor di più di sorpresa, e la cosa strana, anzi stranissima, è che la propria morte, per queste persone, molto probabilmente non avrebbe alcun significato, perché non <<>>, dice a sé stessa.
Prosegue nei suoi cupi pensieri, nel mentre continua a sfaccendare e a cucinare più del necessario. Non si risparmia, come se i figli fossero ancora piccoli e come se la casa fosse frequentata come quando era viva sua madre e accorrevano i suoi fratelli con le rispettive famiglie e si riunivano per grandi tavolate.
Lei colma i suoi vuoti in cucina, ma molte volte la cosa non funziona e rimane con le sue angosce.
Si ritrova con gli occhi umidi, come le capita spesso in questi ultimi tempi, e cerca l’abbraccio del suo Hobbes, che inaspettatamente, come per un richiamo telepatico, si stira le zampe, sbadiglia e ancora sonnacchioso abbandona le lunghe lanose orecchie e il muso sulla gonna e si stropiccia ad essa, quasi a trovar riparo.
<<>>
<<>>.
E’ finita la comunicazione con il marito, è finito il tempo accordatole.
Riprendere il discorso le sarà difficile. Le emozioni non possono essere a puntate...!
Quella immagine di donna, scolpita nella roccia, nel mentre sale lentamente i gradini di ciottoli levigati dal tempo, scivolosi e tondeggianti, non lavorati dagli uomini, ma quasi fuoriusciti da quella terra aspra, non le si toglie dagli occhi.
Con il pensiero corre all’ultima estate, alla casa in campagna, al paese…
Dalla viuzza sottostante il castello aveva più volte percepito quella figura e ne era rimasta colpita. La rivede avviarsi verso la parte alta del centro storico, che conduce al castello, con passi lenti, solenni, di chi non è stanco, ma dà significato ai propri gesti.
Una veste lunga, come un saio, così le era apparsa, ogni volta, pur nella discreta lontananza dalla sua postazione.
La donna è diversa dalle altre, quelle che Paola abitualmente incontra nei “suoi giri”.
Le anziane del posto sono tutte uguali con la gonna corta a metà ginocchio, la maglietta di cotone ritorto e con il golfino di lana attorcigliato sulle spalle, nelle sere d’estate. Unico cedimento al rigore dell’inverno grandi scialli colorati, di quelli lavorati in tondo all’uncinetto con i residui di lana di maglie in disuso.
Capelli corti, resi ancora più corti dalle permanenti oramai sorpassate e colorate di un nero tizzone che contrasta sui loro visi resi ancor più grinzosi dal tanto sole accumulato nel corso degli anni per le lunghe ore trascorse a lavorare in campagna.
La donna che “sale al cielo”, Paola la chiama così perché da quel posto, oltre la scalinata non vedeva altro che uno sperone isolato di montagna brulla, ha la figura esile con i capelli corti, lisci, argentei.
Un giorno in piazza, se le era ritrovata quasi di fronte con la lunga sigaretta fra le dita, più di un quotidiano sotto braccio, impegnata a parlare presumibilmente con persone amiche, vista l’aria rilassata e confidenziale.
Paola è sorpresa dal fatto di essere rimasta ancor di più incuriosita, dopo averla vista così da vicino e sente ancor di più il desiderio di rivolgerle la parola.
L’appuntamento estivo dell’assemblea cittadina in piazza è un occasione di incontro e di appartenenza alla quale Paola, di solito, non manca.
Lei, la Signora, è lì con i suoi giornali e interviene sulla questione del piano regolatore e sul moltiplicarsi delle costruzioni nelle campagne circostanti il centro abitato.
Paola non sempre condivide le cose dette, perché a lei le case non creano problemi, quando si sposano bene con i colori e le curve del verde su cui sorgono: sembrano far parte del paesaggio e d’altronde significano vita e continuità, “convivenza pacifica” tra quelle montagne non sempre lussureggianti, per la natura rocciosa del posto, e la gente che spazia nei posti isolati e sventola la propria presenza con la biancheria colorata distesa al sole ad asciugare.
La discussione è appassionata, e l’intervento della “donna che sale al cielo” è chiaro, asciutto e lei ne è coinvolta.
Vorrebbe scambiare qualche idea, vorrebbe avere elementi in più per capire, vorrebbe raggiungerla, ma è intimidita dal fatto che è attorniata da un gruppo di persone e parlano vivacemente.
Le occasioni di incontrarla da vicino non tardano a mancare: con il mese di agosto iniziano le manifestazioni su al castello, in gran parte restaurato e fiore all’occhiello della Giunta Comunale.
Le iniziative non sono molto numerose, ma interessanti, e poi non c’è che da sostenerle perché non si può fare sempre e solo la critica delle cose.
Paola è un’assidua frequentatrice e trascina con sé le amiche dell’estate e poi la passeggiata serale è un modo per riappropriarsi del silenzio, degli odori e delle visioni della notte, e di quelle stradine antiche dove i gatti la fanno da padroni e la luna illumina squarci inaspettati tra le viuzze imbiancate di calce che si inerpicano verso l’alto.
E’il momento di guardare il cielo per scrutarne i messaggi e guardare il gioco delle nuvole che si rincorrono e si disegnano a seconda se l’indomani sarà pioggia o sereno e ci si potrà consentire un’altra bella giornata di sole in campagna o sul lungomare di Sperlonga.
Una sera, mentre ancora riecheggiavano le note di un suggestivo Piazzolla avvenne l’incontro.
Nel vederla, sulla strada del ritorno a casa, scendere cautamente su quei ciottoli sconnessi di roccia, Paola sussurra alle amiche <<>> e affretta il passo per favorire la casualità dell’incontro.
Si danno la buona sera.
Non è come in città, dove pur guardandosi negli occhi o incontrandosi gomito a gomito nelle strade dello schopping, ci si ignora diventando cose inanimate.
Incominciano con qualche parola di cortesia, alternata a momenti di silenzio, per poi iniziare a parlare della bella serata, della musica che le accompagna ancora, rendendole leggere e svolazzanti al di là degli anni, a dir vero, non più giovanili per nessuna di loro.
Gli incontri si ripetono e diventano una piacevole abitudine e Paola vorrebbe osare.., invitarla a casa sua e incomincia a fantasticare con le amiche su che cosa vorrebbe proporle.
Marisa è la più tenace nel tentativo di farla desistere dalle fantasticherie e con il suo <<>> riesce a intimidirla e ancor di più a zittirla.
Vorrebbe utilizzare quel vano sottostante la sua casa e immagina già tutta la scena: la roccia imbiancata che accarezza le pareti della stanza come una barriera corallina che contrasta con il cotto antico, usurato dal tempo, e le volte a vela che fanno un gioco sinuoso di curve che si abbracciano tra loro, per fare di quel luogo un‘”isola non felice”, ma di incontri, di incontri fra persone che comunicano, si trasmettono emozioni, raccontando di percorsi compiuti nella propria vita, di fatiche e soprattutto della voglia di voler ancora dire, in tanto rumore di notizie... di provocazioni.
Un luogo di fantasie e di progetti concreti.
La Signora potrebbe dar vita con lei a questa cosa e il solo pensiero di progettarla già le fa bene e le dà carica, cosa della quale avverte la necessità.
E immagina ancora che lei finalmente in tale atmosfera calda e stimolante potrebbe offrire, a piene mani, golosi ciambelloni, crostate e torte al formaggio di pecora con fichi e liquore di lauro, tutte cose che rimangono lì tristemente sul tavolo di casa per le diete, la fretta d’andar via, gli spuntini negli snack.
Il pensiero di Paola corre a queste storie, quando grandi temporali sopraggiungono prima che termini il mese di agosto e così gli spettacoli, programmati per l’estate dal Comune, e così gli incontri che finiscono prima del previsto.
Paola, ancora una volta, non ha colto l’opportunità di parlare, sopraffatta dalla timidezza e dalla paura di non saper fare, ed è rimasta con i suoi progetti che ora le sembrano sciocchi e privi di senso.
Nel fine settimana successivo alla tragica notizia, si reca in paese e rimane impietrita davanti alle scarne parole dei necrologi.
Non ha mai amato le parole formali, come il “Serenamente”, molte volte usato a sproposito, ma immaginava che l’irrimediabile addio avesse preso la forma di un dolore comune e palese e non di parole di circostanza, riferibili a uno qualsiasi.
Si appresta a leggere l’ultimo libro della “Signora che sale al cielo” con profonda commozione, ma non può non sorridere di continuo alla malizia delle descrizioni dei suoi personaggi, chiaramente individuabili nelle persone e nei luoghi di comune conoscenza.
Si convince sempre di più che LEI, di certo, aveva presagito che non sarebbe sopravvissuta e perciò la immagina a descrivere con aria sorniona e impertinente le creature del suo libro, le storie, gli intrecci, le circostanze, ridendosela un mondo per lo sconcerto che avrebbe creato senza che potessero raggiungerla, come succede nei giochi quando si è bambini scherzosi, sognanti e tremendamente veri.


Ringraziamo per l'autorizzazione a pubblicare l'autrice Maria Antonietta Mattei e l'Associazione Galassia Gutenberg che ha raccolto tra le altre anche questa testimonianza in occasione dell'incontro "NAPOLI.IL VIAGGIO NELLA CITTÀ
Oltre Napoli: la vita e l’opera di Fabrizia Ramondino" tenuto nell'ambito della manifestazione di quest'anno alla Stazione Marittima il 29 Maggio.

Una rassegna di quella giornata di Galassia dedicata a Fabrizia, con le registrazioni audio degli interventi è in questo sito, grazie a Enrico Rebeggiani.

lunedì 1 giugno 2009

Petru Birladeanu


Le associazioni del Parco sociale Ventaglieri, Damm, Mammama, Agoghè, Forum Tarsia, Centro Eta Beta, Fondazione Fabozzi, le associazioni antirazziste, i cittadini di Montesanto stanno organizzando per giovedì 4 giugno un'iniziativa pubblica alla Cumana di Montesanto per ricordare e denunciare l'assurda morte di Petru Birladeanu, musicista e viaggiatore, da molti conosciuto nel nostro quartiere. L'iniziativa si terrà alle ore 18.00, intorno alla stessa ora in cui Petru è stato colpito per la pazzesca sparatoria che ha attraversato tutto il centro di Napoli! Facciamo appello ai cittadini napoletani e all'associazionismo democratico a partecipare per esprimere solidarietà alla famiglia di Petru (che lascia insieme alla moglie due bambini) per i quali chiediamo che siano riconosciuti nel fondo nazionale per le vittime della mafia e per dire con forza che non è questa la città in cui vogliamo vivere!!

Partecipiamo tutti/e.

Oggi pomeriggio (mercoledì 3 giugno) alle 18.00, al Damm di Montesanto, assemblea pubblica per decidere le modalità dell’iniziativa.

giovedì 16 aprile 2009

Dai e prendi

Questo articolo proviene dal sito dell'ADUC (http://www.aduc.it) ed è stato inviato da Paola Clarizia che segnala: "come al solito da Annapaola un pezzo interessante e sul quale riflettere anche in vista del cantiere sul buon lavoro"

LA BANCA DEL TEMPO: PER AVERE (E DARE) UN CREDITO PRESSOCHE' INESAURIBILE
di Annapaola Baldi

Nelle mie noterelle del 15 dicembre 2008, fra i diversi libri presentati, inserii anche Vivere senza soldi della tedesca Heidemarie Schwermer (nella foto), soprattutto perche' ai primi di quel mese aveva ricevuto il "Premio Tiziano Terzani" che, almeno a Firenze, e' un riconoscimento piuttosto importante. Libro e autrice li conoscevo, infatti, piuttosto bene; il primo perche' lo avevo tradotto con passione e piacere nel corso del 2007 e la seconda perche', alla fine dello stesso anno, l'avevo accompagnata in giro per Firenze e dintorni a presentare la sua opera.
Non immaginavo pero' che di li' a pochissimo tempo questo libro potesse rappresentare sempre di più una vera e propria, concreta "dritta" per tante persone che si trovano a vivere il dramma della perdita del lavoro. Del resto, l'idea iniziale di Schwermer, cioe' la creazione del Circolo "Dai e prendi", dove si pratica lo scambio di oggetti e prestazioni, era stata mutuata proprio da un'esperienza che, agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, si stava svolgendo in una cittadina del Canada, dove la chiusura di una fabbrica, che dava lavoro a quasi tutta la popolazione, rischiava di mettere alla disperazione l'intera comunita'.
Da noi, questo tipo di esperienza e' nota, appunto, come "Banca del tempo", e in alcune parti d'Italia, come, per esempio, la Toscana, e' gestita anche con l'appoggio delle Amministrazioni comunali. Continua...

giovedì 2 aprile 2009

fate bene fratelli


le ultime notizie tendono a ridimensionare i fatti accaduti all'ospedale di via manzoni che restano in ogni caso strani e inquietanti e non sciolgono la spontanea reazione di indignazione che muove verso il presidio di oggi tante donne che non accettano violenza sulla maternità e sul corpo femminile e tante persone che non accettano il razzismo

l'appello sul presidio di oggi e le adesioni
le impressioni sul fatto riportate da Carta

mercoledì 1 aprile 2009

Buon lavoro

si può fare così
o con le nozze pizzo free
per stare solo ai fatti di oggi
e oggi ricordiamo che c'è il cantiere:
si riunisce alle ore 16 nella sede di architettura in via forno vecchio

mercoledì 25 marzo 2009

una scuola per bene

è davvero inquietante che in una scuola della Napoli bene dilaghino indifferenti l'ignoranza e il razzismo. Ma perchè dobbiamo andarcene noi da questa nostra città? E' possibile che i genitori di questa scuola non capiscano quanto sia importante impegnarsi per assicurare che domani a scuola ci siano tutti?

aggiornamento:
"ma per fortuna che c'è il Riccardo", diceva una canzone del buon Giorgio. Per fortuna che ci sono persone e risposte come questa e più in generale racconti ed esperienze come queste.

giornata nera

Non è tanto il motore acceso dell'incenerimento ma la dissoluzione velata di ogni notizia sul dissenso nel principale organo di stampa della città, il quotidiano Il Mattino, che scotta alla nostra democrazia e incancrenisce gli animi. Oggi.
Mercoledì pomeriggio ore 16,30 concentramento piazza duomo acerra con tutte le realtà per corteo - giovedì ore 10 presidio da piazza castello acerra, tutti vestiti a lutto, donne se possibile con fazzoletto nero in testa e maschere che allego. devono stamparle fare i buchi e mettere un elastico.


il link alla maschera in dimensioni reali per chi vuole partecipare, e vestirsi a lutto, e indossare questo simbolo di morte civile.

ps scusate l'aggiornamento con correzione doverosa: per fortuna l'altra stampa cittadina del dissenso ne parla, soprattutto grazie al Vescovo di Acerra, ma è già qualcosa.

mercoledì 19 novembre 2008

Segnali di fumo per un'altra città

Comunicato stampa

Per una cittadinanza attiva e responsabile
Segnali di fumo per un’altra città

Giovedì 20 novembre 2008, ore 12.00
Napoli
, Scuola media Ugo Foscolo, Piazza del Gesù


Domani, giovedì 20 novembre 2008, alle ore 12.00, a Napoli, presso la Sala Valeriani della Scuola media Ugo Foscolo (Piazza del Gesù), si terrà una conferenza stampa in cui verranno presentate alcune iniziative di proposta dei firmatari dell’appello Per una cittadinanza attiva e responsabile.
I sottoscrittori, provenienti da esperienze e ambiti di impegno sociale differenti, ritengono che sia urgente avviare un processo di scambio e di iniziativa comune per fare di Napoli un’altra città. L’obiettivo è quello di sollecitare le istituzioni cittadine e regionali per la costruzione di una città nuova, a partire dalla tutela dei diritti di tutti, con particolare attenzione a chi è più fragile e in difficoltà; dalla difesa dei beni comuni, contro la loro privatizzazione; dalla vicinanza con le comunità resistenti che lottano per poter decidere sul loro futuro e sui loro territori; dall’affermazione che solo città più giuste sono città più sicure. Un percorso chiaro nel segnare indipendenza dai palazzi, lontananza dalle forme degradate della politica tradizionale e capace di continuare a privilegiare un’idea di politica centrata sull’interesse collettivo e non sull’uso privato della cosa pubblica.

I firmatari dell’appello sono:
Alex Zanotelli, Aldo Policastro, Andrea Morniroli, Angelica Romano, Carla Orilia, Elena Coccia, Enrica Morlicchio, Geraldo Toraldo, Giacomo Smarrazzo, Giampiero Arpaia, Giovanna D'Alonzo, Giovanni Laino, Gloria Sanseverino, Maria Antonietta Selvaggio, Maria Pia Sanseverino, Massimo Lampa, Nino Lisi, Paola Clarizia, Salvatore Romano, Sergio D'Angelo, Susi Veneziano, Tiziana Iorio, Vittorio Moccia.

I sottoscrittori annunciano già, tra le prossime iniziative, un’assemblea cittadina prevista per mercoledì 10 dicembre, a partire dalle ore 16.00.

lunedì 17 novembre 2008

Altro che G8 e G20

D´Escoto e Stiglitz: né G8 né G20, per un´economia sostenibile ci vuole il G192

Il presidente dell´Assemblea generale dell´Onu, Miguel D'Escoto, ha invitato i 192 Stati membri delle Nazioni Unite ad unirsi per dare una risposta comune alla crisi finanziaria ed a porre urgentemente rimedio alle lacune del sistema economico attuale. Il nicaraguense e sandinista D´Escoto è intervenuto alla tavola rotonda, da lui convocata, che ha messo insieme economisti ed esperti tra i quali Joseph Stiglitz, premio Nobel per l´economia nel 2001 ed uno tra coloro che aveva "profetizzato" l´inevitabilità della crisi del liberismo senza regole (Greenreport).

Per D´Escoto «La comunità internazionale si trova oggi davanti ad una crisi finanziaria complessa le cui dimensioni non sono ancora chiare, ma le cui conseguenze saranno certamente gravi e decisive. Tutti i Paesi devono partecipare alla ricerca della soluzione». Poi il presidente dell´Assemblea Onu ha chiesto «il ricorso a un G-192, piuttosto che ad un G-8 o ad un G-20. Occorre rompere con questa esuberanza irrazionale, questa cupidigia sfrenata questa corruzione generalizzata che sono state autorizzate dai governi che hanno dimenticato la responsabilità che hanno di proteggere i loro cittadini.Continua...


Tratto da: http://www.greenreport.it e segnalato da Giampiero.

venerdì 31 ottobre 2008

Primo novembre: l'Altra politica

L’approvazione della «riforma» Gelmini e la reazione del governo al sorprendente movimento per la scuola pubblica dimostrano bene in questi giorni il volto arrogante di quella che Marco Revelli, nell’incontro «L’altra politica» promosso da Carta e Cantieri sociali in primavera, ha definito «democrazia dispotica». Il primo novembre Carta e l’associazione Cantieri sociali, con l’aiuto del movimento No Tav organizzano in Val di Susa la seconda parte di quell’incontro sull’«Altra politica» e sarà inevitabile pensare ai modi e ai temi con i quali il movimento studentesco in queste settimane cerca di favorire a suo modo nuove forme di «politica altra» difendendo uno dei pochi «spazi pubblici» ancora esistenti, così come altri movimenti e reti sociali hanno cominciato a fare in questi ultimi anni su molti altri temi. Leggete il testo completo – pubblicato anche nel numero di Carta in edicola in tutta Italia da oggi e che è stato già fatto girare per posta elettronica nei giorni scorsi – con il quale si invitano cittadini e movimenti locali all’appuntamento in Val di Susa, che in qualche modo prepara anche il «Grande cortile» promosso nelle prossime settimane dal movimento No Tav.

lunedì 20 ottobre 2008

Vittorio Foa


Arcipelago Napoli dice addio a Vittorio Foa

In questa intervista dell'aprile 2006, pubblicata sul sito di Repubblica, Foa lancia il suo messaggio ai giovani: "Pensare vuol dire sempre pensare a qualcuno diverso da noi"

(intervista di Silvia Garroni, 3 aprile 2006)
Foto da Le Repubblica

martedì 14 ottobre 2008

Cantieri sociali

Riapriamo con Carta, dopo qualche giorno di assenza per traversie informatiche, troppo lavoro e... il solito meccanismo dei complimenti a cui sono (siamo?) leggermente allergica (allergici) tanto che appena arrivano mi (ci) viene la paralisi da fuga (vedi anche il Noteburc fermo sul più bello, da più di una settimana).
Già perchè su carta di venerdì scorso c'è l'annuncio che questo blog può diventare il punto di riferimento sul web dell'associazione cantieri sociali.

Ma soprattutto perchè Carta chiama ! e ne ha bisogno, e i cantieri sociali pure, e io (noi) ho (abbiamo) bisogno di lei (loro).

Dunque, riassumendo, dovremmo lavorare ad una piattaforma web per l'associazione, a partire dalla nostra esperienza che per la verità si basa sulla spontaneità e sull'informalità, su una comunità di volonterosi volontari che inviano notizie, pezzi, immagini, canzoni, consigli per gli acquisti e... soprattutto sui comunicati, i manifestini, le locandine, gli annunci, le proteste della cittadinanza sociale.

Queste caratterisiche non le vogliamo assolutamente perdere e dunque la piattaforma per noi è lo spazio, la via, il parco, la stanza, il tavolo della nostra quotidianità, della nostra sensibilità e delle nostre relazioni. In questo siamo e vogliamo restare una comunità di persone che la pensano più o meno simile, che hanno voglia di confontarsi e di mettersi in gioco, e che soprattutto vogliono reagire alle ingiustizie, agli attacchi, alle pochezze che colpiscono la maggioranza dei cittadini e soprattutto i cittadini più deboli. Se ci allarghiamo lo facciamo così, come uno spazio comune, volontario e libero.


E' in preparazione per queste ed altre novità sulle iniziative del Cantiere, un incontro, al solito posto, nella prossima settimana. A presto comunicheremo il giorno e l'ora (esatti!).

baci a tutti
susi

e mi rccomando... se potete, abbonatevi!

ps lo so, è penoso, ma chiedo di essere indulgenti sui refusi di questi pezzi perchè ho un difetto nella tastiera (altro che web nazionale!!)

domenica 7 settembre 2008

Arcipelago e...piccoli ponti




Giampiero segnala questo sito come ottimo diario di una situazione di degrado e di delinqunza che sui rifiuti continua imperturbabile.


Ne approfitto per ricordare che l'arcipelago (il cantiere sociale napoli) a cui questo sito-blog prova a dar voce si riunisce martedì prossimo, 9 settembre, alle ore 17, presso architettura (solito posto, via forno vecchio V° piano, scala E o F), per riprendere a costruire ponti.