sabato 7 novembre 2009

Costituzione Lavoro Mezzogiorno



Il convegno di questa mattina, al quale ho assistito, era centrato sul tema del lavoro, rispetto ai principi fondanti della costituzione e qui nel Mezzogiorno. L'ho lasciato all'inizio di una comunicazione sulla condizione femminile, pensando tra me e me: se la repubblica nostra è fondata sul lavoro è una repubblica di maschi. Gli interventi di Rusciano, Dell'Aringa e Pugliese sono stati molto interessanti ma soprattutto è apparso evidente in tutti gli interventi che le politiche attive del lavoro hanno registrato un sostanziale fallimento, il peggiore dei fallimenti possibili: l'aumento del dualismo teritoriale con il forte e progressivo arretramento delle condizioni di occupazione nelle regioni del Sud rispetto alla capacità di crescita delle aree più sviluppate. Si torna dunque a parlare, come è necessario, di politiche di sviluppo (industriale e della qualità) e di politiche di welfare (e di riforma degli ammortizzatori sociali, con misure che curino anche l'assistenza e la lotta  alla povertà). Sono le chiavi entro cui si dovrebbe intervenire per attivare una crescita equiilibrata di lavoro in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna.Si fossero capite una ventina di anni fa, queste cose che adesso appaiono così visibili e semplici da capire, che oggi sono affermate e assodate con sciolto buon senso, forse non saremmo così indietro e così in basso, tanto in basso che venirne fuori è davvero molto difficile.
Ma a parte quello che penso io e per compensare la mia ridotta capacità e disponibilità di raccontare più estesamente cosa si è detto nel convegno, suggerisco di consultare i materiali di preparazione che trovate qui, nel sito della Fondazione.

giovedì 5 novembre 2009

Mi porti un bacione a firenze



by giampiero

e in contemporanea da Carta:
Democrazia chilometro zero. Sintesi dei lavori di gruppo

Il 10 e 11 ottobre ci siamo visti alla Piagge, per «Democrazia chilometro zero» [DKm0], ospiti di Alessandro Santoro e della sua Comunità, subito prima che il vescovo di Firenze, Betori, decidesse di distruggere quel laboratorio di democrazia e di socialità [o almeno tentasse di farlo]. Ora la sintesi dei lavori, delle discussioni, delle chiacchierate di quelle due giornate è pronta. C’è voluto un po’ di tempo, perché bisognava comporre decine di interventi nei tre gruppi di lavoro e nelle due riunioni plenarie. La sintesi è quindi un lavoro collettivo, che per altro non pretende di essere esaustivo. Il tutto lo trovate qui

lunedì 2 novembre 2009

un mese dopo: povertà, reddito di cittadinanza, reti basse, DKm0, arcipelago napoli

Torniamo  dopo circa un mese di silenzio e questa volta non occasionalmente. Ci siamo incontrati per due volte nelle ultime settimane, in sei "fedelissime/i" per capire se e come portare avanti l'esperienza del cantiere sociale. D'accordo sul continuare, abbiamo individuato tre cose da fare nei prossimi mesi: un cantiere del tipo di quello di due anni fa, per chiamare tutti i circa 150 che vi parteciparono e che in gran parte sono tuttora in relazione con il cantiere, e per discutere in pubblico e apertamente sul tema della povertà.  Paola ed io stiamo lavorando da un paio di mesi per approfondire l'analisi sulle condizioni economiche della popolazione a Napoli e in Campania e sull'idea lanciata di recente da Gallino di discutere anche in Italia di basic income, del diritto universale e incondizionato a disporre di un reddito di base per vivere, un reddito di cittadinanza. Di reddito di cittadinanza si è parlato anche di recente sia in sedi accademiche che nel dibattito politico-istituzonale. L'argomento in Campania è nell'agenda politica e  se ne parla nella Delibera sulla finanziaria regionale 2010 approvata in questi giorni dalla giunta regionale. L'esperimento avviato con il reddito minimo a Napoli nel 2000- 2003 e la nuova sperimentazione avviata con la legge regionale n.2 del 2004, giunta al suo quarto anno di attivazione,  a nostro avviso permettono e richiedono una non più rinviabile decisione definitiva sulle modalità e sulle condizioni per strutturare stabilmente, a livello regionale, uno strumento tipo basic income. L'argomento trova infine proprio nella Campania un terreno di confronto ideale dal momento che qui si è sperimentato più che altrove e soprattutto che qui più che altrove le condizioni economiche della popolazione, generano tensioni e malessere, ispirano sfiducia e rassegnazione, suscitano una indignazione diffusa ma sopita, che senza politica resta impotente e stagnante.
Ma accanto alla ricerca e all'analisi politica e sociale, il cantiere vuole anche sostenere pratiche politiche significative di contrasto alla nondemocrazia, alla violenza, alla mortificazione e al maltrattamento di chi ha meno o di chi è diversa/o e non può nè difendersi e nè ribellarsi ai poteri forti e ai più forti. Su questa posizione vogliamo continuare a sviluppare e a sostenere campagne politiche e pratiche politiche, come la campagna sulle "Impronte", quella del "Mi dichiaro clandestino", del "Io curo non denuncio" e le tante altre significative che abbiamo portato avanti sul welfare, l'immigrazione, l'istruzione, l'inizio e la fine della vita, l'ambiente, i rifiuti, i beni comuni ecc...
E vogliamo anche portare avanti il lavoro sulle reti basse, sull'economia solidale, sui gruppi di acquisto e le esperienze di reciprocità. L'idea è di muovere esperienze concrete intorno ad un luogo nato da poco nel centro della città come laboratorio di rapporti veri e solidali. Il luogo è il Centro Interculturale Nanà e intorno a Nanà inizieremo ad attivare esperimenti di economia solidale.
Infine, per riprendere davvero con il blog e rimetterci dentro il circuito di informazione e documentazione del social network riassumiamo alcuni fatti che più ci hanno interessato e ci interessano, iniziati nell'ultimo mese e ... in divenire:

Il cidi prepara un incontro per mercoledi 11 novembre alle 16.30 presso il Cidi (Via Trinità degli Spagnoli,41) con l'introduzione di Michele Prospero, docente di Filosofia Politica presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Il tema è "La democrazia bloccata. Perchè la sinistra perde".E mette meritoriamente in circolo una interessante documentazione che prepara al dibattito. La trovate qui.
La Regione Campania ha una legge regionale sul lavoro, il cui testo è qui, ne vorremmo discutere nel cantiere e vi proporremo presto alcuni approdonfimenti e un incontro ad hoc.
Interessante è anche il manifesto sul lavoro proposto dalla Libreria delle donne di Milano e pubblicato nella rivista Sottosopra. Si intitola "Immagina che il lavoro", non è disponibile sul web ma ne trovate resoconti qui. Anche su questo, magari intrecciando il discorso sulla legge regionale, vorremmo discutere nel cantiere.
Mi dichiaro clandestino è diventato un sito, collegato a Carta, il gruppo che avevamo aperto su Facebook può trasferirsi lì. Tra qualche giorno lo chiuderemo, ringraziando tutte e tutti i "clandestinanti" con un affettuoso arrivederci.
Democrazia Km0 sta preparando  i resoconti dell'incontro alle Piagge che pubblicheremo appena saranno pronti. E a proposito delle Piagge esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a Don Alessandro.

mercoledì 21 ottobre 2009

DKm0

Sabato e domenica scorsa, alla comunità delle Piagge di Firenze, si è svolto un incontro bello, un po’ anomalo è importante, chiamato “Democrazia chilometro zero: incontro per l’autogoverno. Sulla base di un appello promosso, tra gli altri, anche da Carta e dai Cantieri sociali, più di 200 persone si sono incontrate in rappresentanza di comitati locali, comunità resistenti e attive, associazioni, gruppi di acquisto solidale liste di cittadinanza con l’obiettivo di comprendere e cercare di capire come provare a “costruire una società solidale e conviviale basata sulla salvaguardia e difesa dei beni comuni dall’invadenza del mercato, pacifica e nonviolenta, capace di mettere al centro la persona, riconosciuta nei suoi diritti, nei suoi bisogni, affetti e desideri, “distanziandosi dalla oramai subordinazione al mercato dei rappresentanti politici”.
Si è trattato di un primo incontro che pur nel rispetto delle autonomie, pur affermando con forza che qualsiasi percorso comune non possa che partire dal riconoscimento delle tante diversità e differenze, evitando qualsiasi tentazione di proporre modelli unificanti,ha ribadito con forza la necessità di costruire legami più forti e continuativi, di cucire reti e saperi, di praticare terreni di iniziativa comune e condivisa.
Molti dei presenti si “conoscevano di vista”, a volte si erano letti, in altri casi si erano venuti in mutuo soccorso o avevano fatto una manifestazione assieme. A Firenze, anche grazie alla tranquillità intelligente e ai colori che hanno caratterizzato l’accoglienza proposta dagli uomini e le donne che animano la comunità delle Piagge, hanno approfondito la conoscenza, si sono incontrate di persona in un dibattito lungo e attento,.
Un confronto che ha portato a definire, pur tra le tante elaborazioni, forme e pratiche, alcuni terreni già condivisi di iniziativa e vertenza: il sentirsi orgogliosamente “clandestini” in un mondo che massacra i diritti, rapina e distrugge la natura, è cattivo e violento con i differenti, i più fragili e i “senza voce”. Il contrasto ad ogni forma di razzismo e discriminazione, a partire dal rifiuto del pacchetto sicurezza e dalla promozione dei diritti e della cittadinanza di tutte le persone migranti (già con un primo e importante appuntamento comune e condiviso: la manifestazione del 17 ottobre a Roma). La tutela e la difesa dei beni comuni che essi debbano rimanere cosa pubblica e comune. Che occorre mettere profondamente in discussione l’attuale modello di sviluppo, ad iniziare dalle forme altre e solidali di economia, da una rivisitazione/riduzione dei livelli di consumo, dalla prospettiva della “decrescita”. Il netto rifiuto della logica delle grandi opere e infrastrutture che negano e distruggono ogni interesse di comunità di tutela ambientale a favore degli appetiti selvaggi e onnivori del liberismo, dei cementificatori, delle reti di criminalità organizzata, delle cooperative di costruttori, spesso rosse, sempre più smemorate e distanti dalla loro storia e dal loro senso. La necessaria centralità di rimettere mano ai temi del lavoro e della precarietà che oggi privano milioni di persone di una prospettiva.
Ma a Firenze ci si è anche confrontati sulla necessità di trovare forme di politica altra, differente e lontana da quelle tradizionali, capaci di uscire dalla “gabbia auto-referenziale dei partiti e della rappresentanza”. Una nuova forma di politica dal basso, orizzontale e partecipata, che individua nella dimensione locale, nelle resistenze territoriali il proprio agire, ma allo stesso capaci di guardare e proporre oltre, di darsi una “dimensione globale nell’epoca della grande crisi”
Una visione che non fa della comunità un feticcio, ma anzi ne sa riconoscere i profumi ma anche le puzze. Che sa degli istinti violenti e cattivi che attraversano il nostro quotidiano e per questo si pone il problema di come farsene carico, non in modo ideologico o individuando il nemico, ma profondo ad offrire spazi di mediazione capace di riconoscere i diritti di tutti quelli che abitano i territori.
Dalle Piagge è partito un cammino, che si è dato già qualche strumento per continuare e dei prossimi appuntamenti. Ma soprattutto, le due giornate sono state un momento di confronto e approfondimento alto che rimanda a tutti quelli che c’erano e a tutti quelli che si sono operati per promuoverlo una grande responsabilità: quella di costruire le condizioni perché tale cammino possa continuare e stabilizzarsi.
Forse da Firenze non siamo usciti ancora con tutti gli attrezzi necessari ma sicuramente, e non era scontato, abbiamo fatto un passo in avanti. Li si è svolta una discussione vera, libera dalle liturgie dei partiti, dove tanti e tante, a volte molto differenti tra loro sono però riusciti a percepirsi come simili
Andrea Morniroli – cantieri sociali
Sergio Sinigaglia – cantiere Altremarche

lunedì 21 settembre 2009

Looking at the peace





Presentazione del libro “OSTACOLI ALLA PACE”
Una ricontestualizzazione del conflitto israelo-palestinese.
Mercoledì 23 settembre 2009 ore 17,30
presso il Centro Europeo Informazione Cultura e Cittadinanza
Via Partenope, Napoli.

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